VELOCITÀ
MASSSIMA
CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia:
Daniele Vicari
Sceneggiatura:
Daniele Vicari, Laura Paolucci, Maura Nuccetelli
Fotografia:
Gherardo Gossi
Scenografia:
Marta Maffucci
Costumi:
Roberta Vecchi
Musica:
Massimo Zamboni
Montaggio:
Marco Spoletini
Prodotto da:
Domenico Procacci per Fandango
(Italia, 2001)
Durata:
111’
Distribuzione cinematografica:
Medusa
PERSONAGGI
E INTERPRETI
Stefano: Valerio Mastandrea
Claudio: Cristiano Morroni
Fischio: Ivano De Matteo
Giovanna: Alessia Barela



Strane
coincidenze. Alla 59a Mostra di Venezia viene premiato Dino Risi. E i due
protagonisti di “Velocità massima”, per certi aspetti, ricordano la
coppia de “Il sorpasso”. Stefano è un meccanico spaccone,
opportunista e simpatico. Claudio, imberbe e timido, diffidente e
taciturno, è geniale nel truccare le auto per farle correre di più. Il
primo lungometraggio di Daniele Vicari,
ex-aiuto regista di Davide Ferrario e Guido Chiesa, è una storia
d’iniziazione alla vita e all’amore.
Claudio,
incerto sul suo futuro, è un mago dei motori. Stefano lo prende come
apprendista nella sua officina e gli fa conoscere il mondo notturno
delle corse clandestine. Da Ostia all’Eur a folle velocità, ricchi e
poveri. Ciò che conta è l’ebbrezza della vittoria, l’esaltazione
di un momento effimero per cui si è disposti a rischiare tutto:
incolumità fisica, soldi, amore e amicizia. Avere tutto e vivere in
fretta.
Ma pur presentandoci una tranche
de vie della periferia romana, il pregio di questo film non risiede
nel realismo socio-psicologico. Non mancano i desideri di rivalsa, è
vero. Eppure quando Giovanna sogna di laurearsi e andarsene da Ostia, i
dialoghi incominciano a farsi più didascalici. Vicari ha realizzato un
documentario su Pasolini, ma i ragazzi di borgata di quest’ultimo sono
un’altra cosa.
Il
merito del film, invece, è quello
di fondere con naturalezza verità e ironia. Le battute sono
spesso graffianti, divertenti e si affidano ad una parlata romanesca che
rende certe sequenze spontanee ed irresistibili (il monologo di Stefano
sulle differenze fra uomo e donna, ad esempio). Non ci sono scene alla
“Fast and Furious” o alla “Crash” e in ogni caso non se ne sente
la mancanza in questa commedia con finale agrodolce che non vuole essere
un film d’azione, ma preferisce esplorare la mentalità e i rapporti
interpersonali dei giovani d’oggi. Senza
false pretese e con un ritmo vivace.
Paola
Daniela Orlandini