Anno VIII - Numero 36 - Settembre 2002

I film del mese


11’ 09” 01 11 SETTEMBRE 2001 
(11’ 09” 01   SEPTEMBER 11)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Samira Makhmalbaf, Claude Lelouch, Youssef Chahine, Danis Tanovic’, Idrissa Ouedraogo, Ken Loach, Alejandro González Iñárritu, Amos Gitaï, Mira Nair, Sean Penn, Shohei Imamura.
Sceneggiatura
: Youssef Chahine (Egitto), Sabrina Dhawan (India), Amos Gitaï e Marie-José Sanselme (Israele), Alejandro González Iñárritu (Messico), Paul Laverty, Ken Loach e Vladimir Vega (Regno Unito), Claude Lelouch e Pierre Uytterhoeven (Francia), Samira Makhmalbaf (Iran), Idrissa Ouedraogo (Burkina Faso), Sean Penn (USA), Danis Tanovic’ (Bosnia-Herzegovina), Daisuke Tengan (Giappone) da un soggetto originale di Alain Brigand
Musica
: Alexandre Desplat
Prodotto da
: Alain Brigand per Galatée Films e Studiocanal
(Francia, 2002)

Durata
: 135'
Distribuzione cinematografica
: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ernest Borgnine, Maryam Karimi, Emmanuelle Laborit, Jérôme Horry, Nour El-Sherif, Ahmed Seif Eldine, Dzana Pinjo, Aleksandar Seksan, Tatjana Sojic, Vladimir Vega, Keren Mor, Liron Levo, Tomer Russo, Tanvi Azmi, Kapil Bawa, Taleb Adlah

Un’intensa e toccante elegia. Undici registi famosi, diversi per nazionalità, cultura, religione e stile espressivo, interpretano la tragedia dell’11 settembre in altrettanti cortometraggi di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma. Con queste premesse, è ovvio che i punti di vista siano differenti e sarebbe reazionario censurarne uno a favore degli altri. A meno che si proibisca all’arte di esprimere liberamente delle idee, giuste o sbagliate che siano. “Art for Art’s sake” diceva Oscar Wilde e il principio dovrebbe valere tuttora.

Non si capisce dunque lo scalpore suscitato da questo film alla 59Mostra di Venezia. Certo, alcuni di questi corti sono ideologicamente schierati: nell’episodio di Ken Loach, per esempio, un esule cileno accusa gli States di aver finanziato il colpo di stato contro Allende e il regime dispotico di Pinochet, ma il protagonista è comunque solidale con i partenti delle vittime, perché condivide il loro stesso dolore. Meno riusciti invece altri tentativi di conciliare la pietà con una discordante opinione politica, come nel caso della decisa giustificazione del mondo islamico intrapresa da Chahine, o dell’ironico falso avvistamento di Bin Laden – su cui c’è una taglia che potrebbe aiutare l’Africa a combattere fame e malattie – nel film d’Idrissa Ouedraogo.

Claude Lelouch preferisce rileggere l’evento in chiave intimista, inserendolo nella quotidianità problematica di una coppia. Anche Sean Penn opta per un commovente confronto fra il personale e l’universale, ribaltando il negativo in positivo con un effetto iperrealista.
Altri registi si rapportano a simili assurdità storiche. Tanovic’, ad esempio, ci ammonisce rievocando gli spettri del conflitto bosniaco. Imamura risale addirittura ai reduci impazziti della seconda guerra mondiale.
Amos Gitaï polemizza sarcasticamente contro l’invasività dei media. E sempre questi ultimi, o meglio, il sonoro delle telecronache di quei giorni terribili è al centro dell’insolito corto di González Iñárritu, un’interessante forma di sperimentazione, in cui un’oscurità impenetrabile viene squarciata dalle folgoranti immagini di coloro che si gettarono dalle Torri. Da vedere per riflettere.

Paola Daniela Orlandini


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