Anno VIII - Numero 36 - Settembre 2002

I film del mese


“O” COME OTELLO
(O)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Tim Blake Nelson
Sceneggiatura
: Brad Kaaya
Fotografia
: Russel Lee Fine
Scenografia
: Dina Goldman
Costumi
: Jil Ohannenson
Musica
: Jeff Danna
Montaggio
: Katte Sanford
Prodotto da
: Daniel Fried, Eric Gitter, Anthony Rhulen
(USA, 2002)

Durata
: 95’
Distribuzione cinematografica
: Eagle Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Odin: Mekhi Phifer
Allenatore Duke Golduing: Martin Sheen
Hugo: Josh Hartnett
Desi: Julia Stiles

Michael Casio: Andrew Keegan

Odin James è un promettente giocatore nella squadra di pallacanestro del college, nonché unico studente di colore. La sua bravura, il suo successo e la felice relazione con Dasi, avvenente figlia del preside, scatenano la gelosia del suo migliore amico, Hugo Goulding. D’accordo con altri invidiosi studenti, Hugo approfitta della fiducia di Odin per indurlo a credere nel tradimento di Dasi, convincendolo di una sua presunta relazione clandestina con l’ignaro Michael Casio, un altro atleta della squadra. Vittima di un sottile inganno, Odin perderà il controllo precipitando nel baratro della follia. 

La tragedia shakespeariana è patrimonio di ogni tradizione artistica occidentale, è un ricettacolo di tensioni nutrito da quattrocento anni di adattamenti e rielaborazioni, estinto, soprattutto, dalle arti rappresentative. Oggi, senza dover ricorrere ad una trasposizione diretta, possiamo ovunque riconoscerne l’influenza, che spesso degenera in un forsennato bisogno di sovrapporsi alle esigenze del melodramma contemporaneo.

“O come Otello” porta al parossismo la volgarizzazione dei motivi e delle costanti narrative peculiari di William Shakespeare, affannandosi ad ingemmare l’inadeguatezza di alcune licenze stilistiche con il ricorso ad artifici metaforici che scomodano non soltanto il grande drammaturgo, ma persino il naturalismo di Von Stroheim, perdendosi nella frequente ingenuità di un rimaneggiamento rischioso, nelle sue frivole aspirazioni estetiche, e nell’imbarazzante scrittura dei suoi dialoghi e del suo soggetto: c’è tanta carne al fuoco da rendere arduo anche identificare le responsabilità del suo insuccesso, poiché se gli attori sono disorganici, il cast tecnico è inadeguato e distratto dalla ricerca di superflue soluzioni formali. Goffamente, “O come Otello” desume il nocciolo della tragedia sino ad inaridirla, offrendo al giovane pubblico soltanto un inutile metatesto.

Francesco Russo


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