Anno VIII - Numero 36 - Settembre 2002

I film del mese


LAGAAN

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ashutosh Gowariker
Sceneggiatura
: Ashutosh Gowariker, Sanjay Dayma, Kumar Dave
Fotografia
: Anil Mehta
Scenografia
: Nitin Desai
Costumi
: Bhanu Athaiya
Musica
: A. R. Rahman
Montaggio
: Ballu Saluja
Prodotto da
: Aamir Khan Productions
(India, 2001)

Durata
: 224
Distribuzione cinematografica
: Keyfilm

PERSONAGGI E INTERPRETI

Aamir Khan: Bhuvan
Gracy: Singh Gauri
Rachel Shelley: Elizabeth Russell

Paul Blackthorne: Capitano Andrew Russell

Lagaan è il nome di un'inesorabile tassa che le popolazioni dei piccoli villaggi indiani devono agli inglesi oppressori. Siamo alla fine dell'800 e gli Inglesi impongono al Rajah e ai suoi sudditi tasse che i contadini devono corrispondere con più della metà del proprio raccolto.
Queste imposte affamano i villaggi e la pioggia che stenta ad arrivare aggrava la situazione. Il Rajah tenta una mediazione con l'ottuso capitano inglese Andrew Russell, il quale invece per un semplice capriccio finisce con il raddoppiare ulteriormente la tassa agricola. Da uno dei villaggi il giovane Bhuvan e i suoi concittadini si recano dal Rajah per chiedere l'esenzione dalla tassa, ma la richiesta è inutile e il capitano Russell coglie l'occasione per lanciare una sfida, apparentemente impossibile, ai contadini. Si tratta di una partita di cricket, di cui gli indiani non sanno assolutamente nulla. Bhuvan orgoglioso e impulsivo accetta la sfida, rischiando per tutto il suo popolo la triplicazione delle tasse. Con qualche difficoltà mette insieme una squadra e si lancia nell'avventura.

Impeccabile favola avventurosa, che strizza l'occhio a svariati generi cinematografici, Lagaan non ha nulla da invidiare ai più ricchi e lanciati blockbuster americani. Il film, che è costato ben due anni di riprese e l'impiego di migliaia di comparse ed ha visto la creazione della casa di produzione Aamir Khan, mescola sapientemente la commedia, il musical e il kolossal storico, citando a tratti pellicole celebri da "Fuga per la vittoria" a molta della produzione di Sergio Leone. Il tutto mutuato da una sottile ironia, che lancia stoccate pesanti agli inglesi e alla colonizzazione che oppresse l'India fino quasi alla metà del secolo scorso, e nel frattempo parla di discriminazione, senso sociale e amore. 

La storia è semplice ma vanta una sceneggiatura solida e una caratterizzazione dei personaggi che non trascura nemmeno le figure di secondo piano. Nonostante le quasi quattro ore di proiezione, il film scorre veloce e divertente, con una ricchezza visiva che cattura gli spettatori e li trascina tra i colori abbaglianti dei costumi indiani tradizionali e le musiche esaltanti e bellissime. Il regista Ashutosh Gowariker mostra una sbalorditiva padronanza del mezzo cinematografico, destreggiandosi fra tradizionali panoramiche circolari e un moderno montaggio veloce alla Baz Lhurman. Gli attori straordinari recitano, ballano e cantano con una disinvoltura che è raro trovare tra le star occidentali. A tutti questi pregi si aggiunga una fotografia nitida e brillante che, e questo solo meriterebbe la visione, mostra paesaggi incontaminati, deserti e insoliti.

Danila Filippone


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