Anno VIII - Numero 36 - Settembre 2002

I film del mese


CALLAS FOREVER

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura
: Franco Zeffirelli, Martin Sherman
Fotografia
: Ennio Guarnieri
Scenografia

Costumi

Musica
: Alessio Vlad
Montaggio
: Sean Barton
Prodotto da
: Cattleya, Medusa Film, Alquimia Cinema, Business Affair, Galfin, Media Pro P.
(Italia, Francia, Spagna, 2002)

Durata
: 111'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Maria Callas: Fanny Ardant
Larry Kelly: Jeremy Irons
Sarah Keller: Joan Plowright
Michael: Jay Rodan
Marco: Gabriel Garko

Rinchiusa nella sua casa parigina in preda alla depressione e immersa in una totale solitudine, Maria Callas trascorre le sue giornate tormentata dal fantasma del suo passato. Le registrazioni della voce ormai perduta che la resero per sempre indimenticabile ad un pubblico mondiale sono ormai la sua unica ragione di vita. Quando Larry Kelly, suo amico e impresario musicale, arriva a Parigi al seguito di una distruttiva ma popolare punk band da lui lanciata sul mercato discografico, decide di proporle una sfida artistica. Maria dovrà recitare senza cantare e verrà doppiata dalle registrazioni della sua voce d'un tempo. Dapprima restia all'idea Maria si lancia poi a capofitto nell'impresa, lavorando alla Carmen e realizzando il sogno di vederla rappresentata. Tra capricci da diva e sorprendenti interpretazioni l'opera realizzata sembra essere un successo, ma la diva non può accettare un falso, si pente e chiede all'amico di sacrificare il progetto per mantenere la sua dignità d'artista.

Zeffirelli, grande amico personale della Callas e regista di molte delle sue rappresentazioni, realizza con grande affetto un film basato su una buona intuizione. Il regista immagina infatti che la Callas, nel suo ultimo e tristissimo anno di vita, abbia l'occasione di una rinascita artistica. Questo permette a Zeffirelli di tratteggiare con forza la personalità complessa di una donna straordinaria e passionale e di un'artista unica e intramontabile, che ricorda a tratti la Norma Desmond di "Sunset Boulevard". L'isolamento della diva e il ripiegamento su se stessa e sul proprio passato danno l'occasione di ricostruire la carriera artistica della cantante e di riascoltare le sue arie più famose e coinvolgenti, senza che questo gravi negativamente sulla struttura del film. Fanny Ardant, scelta tra una rosa di candidate quali Glenn Close e Angelica Huston, interpreta magistralmente la Callas, con una minuzia di gesti ed espressioni ammirevoli.
Eppure tutte queste note positive non sono sufficienti a dimenticare troppe facilonerie nella scrittura stessa della sceneggiatura. Dai personaggi di contorno, tratteggiati con imbarazzante superficialità e basati sui più banali clichè, si pensi al personaggio dell'amico impresario, goffo omosessuale, dietro al quale Zeffirelli adombra tutta una categoria che ha investito la Callas del ruolo di icona, all'improbabilità di certi dialoghi che non possono fare a meno di suscitare ilarità, allo stucchevole indulgere su un senso di disfacimento malinconico che alla lunga annoia.

Danila Filippone


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