Anno VIII - Numero 36 - Settembre 2002

I DVD del mese


I 400 colpi
a cura di Maurizio Imbriale

Festival di Cannes 1959. Un film francese, diretto da un esordiente, suscita entusiasmo e clamore aggiudicandosi la palma d'oro per la miglior regia. Quel film, I quattrocento colpi, è diretto da François Truffaut ed ha come interprete un quattordicenne Jean Pierre Léaud destinato a diventare l'alter ego del regista.
All'epoca Truffaut è già conosciuto in Francia come critico cinematografico dei leggendari Cahiers du cinema diretti da André Bazin. Divenuto famoso per un suo articolo polemico sul cinema francese, Truffaut è stato redattore di cinema per quattro anni della rivista "Arts e spectacles". I suoi articoli virulenti contro una certa tendenza del cinema francese, dal titolo del suo più celebre saggio, sono diretti contro i registi della madre patria ancorati a un modo di far cinema vecchio e irrigidito, fatto in studio, con soggetti troppo spesso disancorati dalla realtà. A questo modo di fare cinema Truffaut contrappone il cinema vivo di Jean Renoir, Roberto Rossellini, Alfred Hitchcock. In breve tempo, il giovane critico che sognava di diventare scrittore si trasforma in un aspirante metteur en scène. Dirige nel 1958 un cortometraggio dal titolo Les Mistons che segue cinque adolescenti nelle loro "malefatte" quotidiane. In seguito progetta tre cortometraggi che dovrebbero avere come protagonista un giovane ragazzo parigino, Antoine Doinel. Nella sua idea primigenia i tre corti potrebbero, una volta terminati, essere uniti per un lungometraggio, ma il soggetto si ampia, quasi da solo, traendo ispirazione dalla vita stessa di Truffaut, che ha avuto un'infanzia difficile che viene trasmessa per osmosi nel film.
Procuratisi i finanziamenti con la sua neonata casa di produzione Les films du carrosse (un omaggio ad uno dei suoi film più amati La carrosse d'or di Jean Renoir), Truffaut ottiene anche una distribuzione dal genero e le riprese possono così partire. Il film viene girato per strada, in ambienti reali, prendendo spunto dalla metodologia di lavoro di Roberto Rossellini, del quale è stato assistente.

I quattrocento colpi, il titolo è un'espressione idiomatica francese che indica un comportamento scriteriato di chi ne fa di "cotte e di crude", racconta un anno scolastico di Antoine Doinel, tredicenne alle prese con il tormentato passaggio dall'adolescenza alla maturità. Antoine vive in una casa modesta: la madre fa l'impiegata e trascura il figlio, essendo troppo impegnata con l'amante. Il patrigno cerca di creare un rapporto di complicità con Antoine ma nei momenti difficili si tira indietro. Il ragazzo passa allora le sue giornate a bighellonare con l'amico René. Il suo comportamento gli procura dei guai: una volta è costretto a giustificare un giorno d'assenza adducendo come motivo la morte della madre. Naturalmente Antoine viene scoperto e punito, così decide di scappare di casa. Senza soldi l'adolescente rientra a casa dopo una notte passata all'addiaccio, ma progetta di fuggire di nuovo. Ha però bisogno di soldi e ruba la macchina da scrivere del padre. Scoperto mentre sta cercando di rimetterla al suo posto, non essendo riuscito a venderla, Antoine viene mandato in riformatorio. Rimane per poco anche lì, giacché, alla prima occasione, fugge a piedi verso il mare che non ha mai veduto.

La potenza espressiva de I quattrocento colpi risiede nell'inedita prospettiva che Truffaut adotta nel mostrare l'adolescenza: cruda, ma senza pietismi di sorta o facili esazioni della lacrima. Ne viene fuori un ritratto di garçon maudit indimenticabile che proseguirà le sue vicende in numerose altre opere del regista fino alla maturità: da "L'amore ha vent'anni", passando per "Baci rubati", "Non drammatizziamo... è solo questione di corna", per concludersi con "L'amore fugge". Protagonista è sempre Leaud che vediamo crescere, sposarsi, divorziare, divenire scrittore.
A ciò si aggiunga l'impatto formale che il film ha avuto sul cinema francese e in seguito americano e italiano. La novità di filmare strade vere, spesso suburbane, e locali sporchi e fatiscenti, in breve di filmare personaggi che agiscono nella vita reale, ha dato il via al fenomeno della nouvelle vague che vede in Truffaut, Chabrol, Godard i suoi cantori.

La Q media distribuisce su supporto digitale molti film di Truffaut acquisiti dalla BIM. I quattrocento colpi è il primo della serie, cui fanno seguito "L'ultimo metrò", "Finalmente domenica", "La signora della porta accanto" e molti altri già annunciati. Un'occasione quindi unica per ripercorrere la carriera di questo grande regista, del quale recentemente abbiamo potuto apprezzare ancora una volta su grande schermo "Jules et Jim", anch'esso peraltro previsto su DVD.

I quattrocento colpi è proposto su due dischi. Sul primo troviamo il film, restaurato ed integrato di alcune sequenze assenti nella copia italiana. La copia utilizzata dovrebbe essere la stessa utilizzata dalla Criterion americana che editò il film un paio d'anni fa per gli Stati Uniti. Non allarmatevi se durante la visione in italiano appariranno alcuni frammenti recitati in francese e sottotitolati in italiano. Si tratta di un'opportuna ricostruzione filologica, che abbiamo molto apprezzato. Il video è nel corretto formato Dyalscope 2.35:1, anamorfico. La fotografia in bianco e nero di Raoul Coutard eccelle per qualità, contrasto e dettaglio. L'audio francese è stato restaurato e pur essendo in mono risulta di buon ascolto. L'audio italiano è un po' disturbato ma corretto. Sempre sul primo disco è presente il commento audio, sottotitolato in italiano di Robert Lachenay, l'amico del cuore di Truffaut. Il commento si rivela una miniera d'informazioni, spesso inedite e molto interessanti.

Il secondo disco è dedicato agli extra. Innanzitutto troviamo un commento del critico francese, ed ex direttore dei Cahiers du cinéma, Serge Toubiana che racconta la genesi del film. Da segnalare poi un'intervista di 25' minuti a Truffaut ma sopratutto gli inediti provini a Jean Pierre Léaud, quest'ultimi di eccezionale interesse. Completano gli extra un trailer originale di 3' 30" e un'intervista a Jean Pierre Léaud al Festival di Cannes del 1959.

In conclusione I quattrocento colpi è un capolavoro della cinematografia francese proposto in un doppio disco di buona qualità. Un film che non può mancare in una discoteca degna di questo nome.

Caratteristiche tecniche

  • Doppio Disco (DVD 9-DVD 5)
  • Menù interattivi
  • Accesso diretto alle scene
  • Formato cinematografico: 2.35:1, anamorfico 
  • Audio: Dolby Digital 2.0 Dual Mono Italiano e francese
  • Sottotitoli: italiano
  • Distribuzione Home Video: Q Media per BIM

Contenuti speciali

  • Disco Uno: Commento audio al film di Robert Lachenay

    Disco due (DVD 5): Audio francese con sottotitoli italiani
  • Presentazione del film di Serge Toubiana
  • I provini degli attori
  • Jean Pierre Léaud al Festival di Cannes
  • Trailer originali
  • Ritratto di François Truffaut

Qualità Video: 8 1/2
Qualità Audio: Mono Francese: 7 - Mono Italiano: 6 1/2
Extra: 
7 1/2

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