|
I 400 colpi
a cura di Maurizio
Imbriale
Festival di Cannes 1959. Un film francese, diretto da
un esordiente, suscita entusiasmo e clamore aggiudicandosi la palma d'oro
per la miglior regia. Quel film, I quattrocento colpi, è diretto
da François Truffaut ed ha come interprete
un quattordicenne Jean Pierre Léaud destinato a diventare l'alter ego
del regista.
All'epoca
Truffaut è già conosciuto in Francia come critico cinematografico dei
leggendari Cahiers du cinema diretti da André
Bazin. Divenuto famoso per un suo articolo polemico sul cinema
francese, Truffaut è stato redattore di cinema per quattro anni della
rivista "Arts e spectacles". I suoi articoli virulenti contro una
certa tendenza del cinema francese, dal titolo del suo più celebre
saggio, sono diretti contro i registi della madre patria ancorati a un
modo di far cinema vecchio e irrigidito, fatto in studio, con soggetti
troppo spesso disancorati dalla realtà. A questo modo di fare cinema
Truffaut contrappone il cinema vivo di Jean Renoir, Roberto Rossellini,
Alfred Hitchcock. In breve tempo, il giovane critico che sognava di
diventare scrittore si trasforma in un aspirante metteur en scène.
Dirige nel 1958 un cortometraggio dal titolo Les Mistons che segue
cinque adolescenti nelle loro "malefatte" quotidiane. In
seguito progetta tre cortometraggi che dovrebbero avere come
protagonista un giovane ragazzo parigino, Antoine Doinel. Nella sua idea
primigenia i tre corti potrebbero, una volta terminati, essere uniti per
un lungometraggio, ma il soggetto si ampia, quasi da solo, traendo
ispirazione dalla vita stessa di Truffaut, che ha avuto un'infanzia
difficile che viene trasmessa per osmosi nel film.
Procuratisi i finanziamenti con la sua neonata casa di produzione Les
films du carrosse (un omaggio ad uno dei suoi film più amati La
carrosse d'or di Jean Renoir), Truffaut ottiene anche una
distribuzione dal genero e le riprese possono così partire. Il film viene
girato per strada, in ambienti reali, prendendo spunto dalla metodologia
di lavoro di Roberto Rossellini, del quale è stato assistente.
I
quattrocento colpi, il titolo è un'espressione idiomatica francese
che indica un comportamento scriteriato di chi ne fa di "cotte e di
crude", racconta un anno scolastico di Antoine Doinel, tredicenne
alle prese con il tormentato passaggio dall'adolescenza alla maturità.
Antoine vive in una casa modesta: la madre fa l'impiegata e trascura il
figlio, essendo troppo impegnata con l'amante. Il patrigno cerca di
creare un rapporto di complicità con Antoine ma nei momenti difficili
si tira indietro. Il ragazzo passa allora le sue giornate a bighellonare
con l'amico René. Il suo comportamento gli procura dei guai: una volta
è costretto a giustificare un giorno d'assenza adducendo come motivo la
morte della madre. Naturalmente Antoine viene scoperto e punito, così
decide di scappare di casa. Senza soldi l'adolescente rientra a casa dopo
una notte passata all'addiaccio, ma progetta di fuggire di nuovo. Ha
però bisogno di soldi e ruba la macchina da scrivere del padre.
Scoperto mentre sta cercando di rimetterla al suo posto, non essendo
riuscito a venderla, Antoine viene mandato in riformatorio. Rimane per
poco anche lì, giacché, alla prima occasione, fugge a piedi verso il
mare che non ha mai veduto.
La
potenza espressiva de I quattrocento colpi risiede nell'inedita
prospettiva che Truffaut adotta nel mostrare l'adolescenza: cruda, ma
senza pietismi di sorta o facili esazioni della lacrima. Ne viene fuori
un ritratto di garçon maudit indimenticabile che proseguirà le sue
vicende in numerose altre opere del regista fino alla maturità: da
"L'amore ha vent'anni", passando per "Baci rubati",
"Non drammatizziamo... è solo questione di corna", per
concludersi con "L'amore fugge". Protagonista è sempre Leaud
che vediamo crescere, sposarsi, divorziare, divenire scrittore.
A ciò si aggiunga l'impatto formale che il film ha avuto sul cinema
francese e in seguito americano e italiano. La novità di filmare strade vere,
spesso suburbane, e locali sporchi e fatiscenti, in breve di filmare
personaggi che agiscono nella vita reale, ha dato il via al fenomeno
della nouvelle vague che vede in Truffaut, Chabrol, Godard i suoi
cantori.
La
Q media distribuisce su supporto digitale molti film di Truffaut
acquisiti dalla BIM. I quattrocento colpi è il primo della serie,
cui fanno seguito "L'ultimo metrò", "Finalmente
domenica", "La signora della porta accanto" e molti altri
già annunciati. Un'occasione quindi unica per ripercorrere la carriera
di questo grande regista, del quale recentemente abbiamo potuto
apprezzare ancora una volta su grande schermo "Jules et Jim",
anch'esso peraltro previsto su DVD.
I
quattrocento colpi è proposto su due dischi. Sul primo troviamo
il film, restaurato ed integrato di alcune sequenze assenti nella copia
italiana. La copia utilizzata dovrebbe essere la stessa utilizzata dalla
Criterion americana che editò il film un paio d'anni fa per gli Stati
Uniti. Non
allarmatevi se durante la visione in italiano appariranno
alcuni frammenti recitati in francese e sottotitolati in
italiano. Si tratta di un'opportuna ricostruzione filologica,
che abbiamo molto apprezzato. Il video
è nel corretto formato Dyalscope 2.35:1, anamorfico. La fotografia in
bianco e nero di Raoul Coutard eccelle per qualità, contrasto e
dettaglio. L'audio francese è stato
restaurato e pur essendo in mono risulta di buon ascolto. L'audio
italiano è un po' disturbato ma corretto. Sempre sul primo disco è
presente il commento audio,
sottotitolato in italiano di Robert
Lachenay, l'amico del cuore di Truffaut. Il commento si
rivela una miniera d'informazioni, spesso inedite e molto interessanti.
Il secondo
disco è dedicato agli extra.
Innanzitutto troviamo un commento del critico francese, ed ex direttore
dei Cahiers du cinéma, Serge Toubiana che
racconta la genesi del film. Da segnalare poi un'intervista di 25'
minuti a Truffaut ma sopratutto gli inediti provini a Jean Pierre Léaud,
quest'ultimi di eccezionale interesse. Completano gli extra un trailer
originale di 3' 30" e un'intervista a Jean Pierre Léaud al
Festival di Cannes del 1959.
In conclusione I
quattrocento colpi è un capolavoro della cinematografia francese
proposto in un doppio disco di buona qualità. Un
film che non può mancare in una discoteca degna di questo nome.
Caratteristiche tecniche
- Doppio Disco (DVD 9-DVD 5)
- Menù interattivi
- Accesso diretto alle scene
- Formato cinematografico: 2.35:1,
anamorfico
- Audio: Dolby Digital 2.0 Dual Mono
Italiano e francese
- Sottotitoli: italiano
- Distribuzione Home Video: Q Media per
BIM
Contenuti speciali
- Disco Uno: Commento audio al film di
Robert Lachenay
Disco due (DVD 5): Audio francese con
sottotitoli italiani
- Presentazione del film di Serge Toubiana
- I provini degli attori
- Jean Pierre Léaud al Festival di Cannes
- Trailer originali
- Ritratto di François Truffaut
Qualità Video: 8
1/2
Qualità Audio: Mono Francese:
7 -
Mono Italiano:
6 1/2
Extra: 7 1/2
|
|
|

|
Puoi
acquistare ad un prezzo speciale il DVD de "I 400 colpi" in versione italiana su Cd Box.it |
|