ROSA FUNZECA
CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia: Aurelio Grimaldi
Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi
Fotografia: Maurizio Calvesi
Scenografia: Francesco Prestieri
Costumi: Alfonsina Lettieri
Musica: Elvira Lo Cascio, Giovanni Lo Cascio
Montaggio: Massimo Quaglia, Giuseppe Pagano
Prodotto da: Lucio Ciotola per
Titania Produzioni
(ITALIA, 2002)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: Istituto
Luce
PERSONAGGI E
INTERPRETI
Rosa: Ida Di
Benedetto
Fernando: Primo Reggiani
Capitone: Ennio Fantastichini
Gesummina: Lalla Esposito
Don Severo: Antonio Juorio
Don Peppino: Domenico Orsini
Don Mariano: Aldo Giuffré


Non proprio un remake, ma quasi. Impossibile vedere il
film di Grimaldi senza pensare a “Mamma Roma” di Pasolini, anche se
in “Rosa Funzeca” il mondo diegetico è ambientato a Napoli. Una
citazione, forse un omaggio deliberato, chissà. Fatto sta che anche in
questo film troviamo una madre che frequenta la strada e che cerca di
dare al figlio adolescente una vita dignitosa.
Ida Di Benedetto recita con intensità, è capace di
rendere le complesse sfumature di complicità, durezza, tenerezza insite
nell’amore materno. Certo che la Magnani…
Lo stesso vale per la regia e le scelte espressive di
Grimaldi. Competere con Pasolini è dura. Se proprio si vuole mutuare la
struttura narrativa di uno dei suoi film più celebri, meglio allora
attualizzarla. Invece no. In “Rosa Funzeca” si opta per una
fotografia in bianco e nero fortemente contrastata, che, per quanto
bella e suggestiva, ha valenze puramente estetiche, non certo
realistico-descrittive. Tra l’altro, “Le buttane”, sempre di
Grimaldi (evidentemente attratto da questa categoria di personaggi), era
una sorta di documento antropologico senza risvolti moralistici.
Se invece l’intento di “Rosa Funzeca” era quello
di raccontare una tragedia universale e atemporale sulle capacità
sacrificali della figura materna, sarebbe stato opportuno evitare i
richiami alla tradizione del melodramma napoletano. E magari, oltre a
non rendere così prevedibile l’ineluttabilità dell’epilogo
drammatico, costruire il climax in maniera meno scontata.
Paola
Daniela Orlandini