Anno VIII - Numero 37 - Ottobre 2002

I film del mese


POSSESSION

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Neil Labute
Sceneggiatura
: Neil Labute, Laura Jones, David Henry Hwang
Fotografia
: Jean-Yves Escoffier
Scenografia
: Luciana Arrighi
Costumi
: Jenny Beavan
Musica
: Gabriel Yared
Montaggio
: Claire Simpson
Prodotto da
: Baltimore/spring Creek Pictures, Contagious film
(Stati Uniti, 2002)

Durata
: 101'
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Maud Bailey: Gwyneth Paltrow
Roland Michell:Aaron Eckhart
Randolph Henry Ash: Jeremy Northam
Christabel LaMotte:Jennifer Ehle

Roland Michell è un giovane studioso americano trasferitosi a Londra per seguire la passione dei suoi studi letterari. A volte restio alle regole del bon ton britannico, soprattutto d'ambiente accademico, Roland studia nei minimi dettagli la vita del poeta vittoriano Randolph Henry Ash. Un giorno casualmente dalle pagine di un libro del poeta esce una minuta autografa destinata alla scrittrice Christabel LaMotte. Roland crede che tra i due possa esserci stata una relazione sentimentale e si mette sulle tracce della corrispondenza tra i due amanti. Nella sua appassionata ricerca, ignorando come al solito le regole accademiche, Roland incontra e trascina con sé la giovane studiosa di Christabel LaMotte: Maud Bailey, discendente della stessa poetessa. Il viaggio indietro nel tempo e tra le lettere appassionate dei due scrittori porta Maud e Roland ad innamorarsi, anche se entrambi sembrano avere difficoltà ad abbandonarsi ai propri sentimenti.

Tratto dall'omonimo romanzo di A. S. Byatt, vincitore del celebre Booker Prize inglese, Possession è un film romantico e un po' lezioso. La pellicola è ben diretta, ben interpretata e curata nei minimi dettagli. I costumi ad esempio sono un specchio evidente, e a volte un tantino banale, della psicologia dei personaggi, si vedano i castigatissimi Husky della Paltrow e le sue spille un po' vecchio stile, nonché gli abiti eccessivi in stile preraffaellita di Christabel LaMotte, dipinta come una donna moderna e anticonformista. La scenografia, che abbraccia due epoche ben distinte, è calligrafica ma efficace e valorizzata da una buona fotografia.

Seppure il fulcro centrale del film non dovrebbero essere le minuzie  della realizzazione ma il rapporto tra i due sessi e il dialogo a volte difficile e complicato tra un uomo e una donna, spesso lo spettatore si perde in qualche ripetizione di troppo e in molto non detto. Passi il voler evocare emozioni piuttosto che raccontarle, ma il rischio è che le stesse rimangano in forma di conato. La storia di Maud e Roland parte intrigante e dolcissima con alcune scene d'impaccio emotivo molto forti, peccato che il melò arrivi a passo di carica nella seconda parte del film pasticciando e appesantendo la narrazione.

Danila Filippone


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