: 20th
Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sy Parrish: Robin
Williams
Nina Yorkin: Connie Nielsen
Will Yorkin: Michael Vartan
Detective Va der Zee: Eriq La Salle
Jake Yorkin: Dylan Smith


Sy
(Robin Williams) è un commesso in un grande magazzino specializzato nello sviluppo di
fotografie. Conosce la vita – per via degli istanti condensati nelle
immagini – di molti suoi clienti. Specie della famiglia
Yorkin – padre, madre e figlioletto – giovani, belli e
apparentemente felici. Tanto si appassiona a loro, Sy, che immagina e
sogna di essere lo zio del piccolo, e di abitare nella medesima casa.
Quando però viene licenziato a causa di diverse fotografie mancanti –
che sono quelle che Sy tiene affisse alla parete del suo salotto – la
sua psiche è turbata, e sconfina nel delirio allorché scopre che la
famiglia che ammira è quasi in frantumi.
Il
quasi esordiente Mark
Romanek (al suo attivo molti
video clip e un film Tv del 1985) scrive una
trama a tutta prima originale – ma si evince lo spunto del recente
”Memento” di Nolan (le fotografie come medium narrativo); di ”Taxi
Driver” di Scorsese nel ritratto dell’uomo solo e fautore di una
giustizia concentrata in un moralismo millenaristico e apocalittico. Ma se il
Travis-De Niro diviene eroe popolare nonostante il suo delirio
reazionario, lo Sy di Romanek – interpretato da un ottimo Robin
Williams - suscita compassione più che ammirazione. Sotto questo
aspetto il film illustra deciso lo scarto esistenziale tra individui che
esiste negli States, come nel mondo. Sfiorando però il tono didascalico
quando ostinato lo script insiste sulla solitudine del protagonista a
fronte della felicità – invero poi effimera – della famiglia da lui
scelta come modello di perfezione. Né lo spunto narrativo trova
un’estensione drammaturgica, né è compensato da immagini
esaurienti, dal contenuto simbolico, piuttosto sono pulite e concise:
segni di introspezione orizzontale (quindi puramente visive) più che
verticale (e cioé prive di un ’significato’
correlato con il soggetto). Proprio come delle istantanee il film è
come un frammento isolato di forme e colori più che un
puzzle compatto: un bagliore tanto fulgido quanto pallido e breve.