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PERSONAGGI E INTERPRETI
Angelique: Audrey Tatou
Loic: Samuel Le Bihan
Rachel: Isabelle Carre
Hèloise: Sophie Guillemin
Julien: Eric Savin

Angelique
è una giovane ed ingenua ragazza, innamorata di un cardiologo molto più
anziano di lei. La giovane, promettente studentessa all’Accademia
delle Belle Arti, trascura i suoi impegni di studio per dedicarsi
interamente a Loic, mandandogli fiori e regali d’ogni genere. Eppure
Loic sembra trascurarla ingiustamente, d’altronde è sposato e aspetta
un bambino da sua moglie. Dopo una serie innumerevole di appuntamenti
mancati Angelique, sempre più disperata, tenta il suicidio. E la storia
qui potrebbe finire se non avesse presentato solo il punto di vista
della ragazza. E se le cose non stessero affatto come sembrano? E se
Loic non fosse un marito fedigrafo ed un amante volubile e crudele? La
pellicola sembra riavvolgersi su se stessa e raccontare tutt’altra
storia.
Opera
prima per la regista Laetitia Colombani,
diplomata da poco alla celebre Ecolè Louis Lumière, decisa a ricercare
un certo stupore di pubblico e l’originalità a tutti i costi.
Soprattutto sfruttando il volto angelico, adombrato dal nome stesso
della protagonista, dell’attrice Audrey Tatou
in un ruolo nero che più nero non si può. Peccato che l’operazione
non riesca e che anzi irriti non poco la sola idea di ribaltare
l’icona dell’incanto fiabesco, utilizzando una sceneggiatura
non convincente e una tecnica registica ormai abusata.
Seppure si voglia passare sopra l’effetto riavvolgimento temporale,
geniale in un cult come "Pulp Fition", ma obsoleto già nel
successivo tarantiniano "Dal tramonto all’alba", la
costruzione della messa in scena non nasconde la sua superficialità.
Soprattutto nella caratterizzazione della protagonista che rimane esile
figurina funzionale ad un puro esercizio di stile. Così come il
coprotagonista la cui professione medica suggerisce tutta una serie di
infantili simbologie: Loic è un cardiologo, dunque si occupa di
problemi di cuore e suscita in Angelique il tipico transfer medico
paziente.
Danila
Filippone