Anno VIII - Numero 37 - Ottobre 2002

I film del mese


M'AMA NON M'AMA
(À LA FOLIE... PAS DU TOUT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Laetitia Colombani
Fotografia
: Pierre Aim
Scenografia
: Jean-Marc Kerdelhue
Costumi
: Jaqueline Bouchard
Musica
: Jerome Coullet
Montaggio
: Veronique Carnet
Prodotto da
: Charles Gassot
(Francia, 2002)

Durata
: 92'
Distribuzione cinematografica

PERSONAGGI E INTERPRETI

Angelique: Audrey Tatou
Loic: Samuel Le Bihan
Rachel: Isabelle Carre
Hèloise: Sophie Guillemin
Julien: Eric Savin

Angelique è una giovane ed ingenua ragazza, innamorata di un cardiologo molto più anziano di lei. La giovane, promettente studentessa all’Accademia delle Belle Arti, trascura i suoi impegni di studio per dedicarsi interamente a Loic, mandandogli fiori e regali d’ogni genere. Eppure Loic sembra trascurarla ingiustamente, d’altronde è sposato e aspetta un bambino da sua moglie. Dopo una serie innumerevole di appuntamenti mancati Angelique, sempre più disperata, tenta il suicidio. E la storia qui potrebbe finire se non avesse presentato solo il punto di vista della ragazza. E se le cose non stessero affatto come sembrano? E se Loic non fosse un marito fedigrafo ed un amante volubile e crudele? La pellicola sembra riavvolgersi su se stessa e raccontare tutt’altra storia.

Opera prima per la regista Laetitia Colombani, diplomata da poco alla celebre Ecolè Louis Lumière, decisa a ricercare un certo stupore di pubblico e l’originalità a tutti i costi. Soprattutto sfruttando il volto angelico, adombrato dal nome stesso della protagonista, dell’attrice Audrey Tatou in un ruolo nero che più nero non si può. Peccato che l’operazione non riesca e che anzi irriti non poco la sola idea di ribaltare l’icona dell’incanto fiabesco, utilizzando una sceneggiatura non convincente e una tecnica registica ormai abusata. Seppure si voglia passare sopra l’effetto riavvolgimento temporale, geniale in un cult come "Pulp Fition", ma obsoleto già nel successivo tarantiniano "Dal tramonto all’alba", la costruzione della messa in scena non nasconde la sua superficialità. Soprattutto nella caratterizzazione della protagonista che rimane esile figurina funzionale ad un puro esercizio di stile. Così come il coprotagonista la cui professione medica suggerisce tutta una serie di infantili simbologie: Loic è un cardiologo, dunque si occupa di problemi di cuore e suscita in Angelique il tipico transfer medico paziente.

Danila Filippone


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