Mese
ricco di opere attese. Iniziamo da Insomnia, di Christopher Nolan.
Il filmaker inglese, autore dell’originale ”Memento”, recupera un
film svedese di Skoldbjierg ambientato oltre il circolo polare, dove il
sole non tramonta mai di estate, e lo trasporta in Alaska, paese affine
alla Scandinavia per paesaggi selvaggi. Al Pacino è un detective, spossato dall’insonnia (nell’originale era Stellan Skarsgärd), che indaga su
di un omicidio. Il sospettato è uno scrittore (Robin
Williams). Nel cast troviamo anche Hilary Swank (Oscar per “Boy’s
don’t cry”). Il film è prodotto anche da George Cloney e Steven
Soderberg.
Medesimo giorno per vedere I Segreti del Lago di Scott McGehee e
David Siegel, altro remake, stavolta da un film di Max Öphuls
(”Sgomento), con Tilda Swinton (“The Garden”, Derek Jarman) nei
panni di una madre disposta a tutto pur di difendere il figlio accusato
di omicidio.
A seguire, di nuovo l’8, Arca Russa, di Alexander Sokurov (“Moloch”).
Trattasi di un'opera sperimentale: 90 minuti di piano-sequenza (con una
macchina digitale) che si snodano con una profondità di campo che
penetra nei secoli, scivolando sui saloni e i corridoi dell'Ermitage tra
i fasti della corte di Pietro il Grande o la zarina Caterina e
illustrando la formazione di una collezione di arte fra le più
scintillanti del mondo (con una sezione straordinaria dedicata alla
pittura fiamminga). Un'opera tra Dogma e ‘mise en scene’.
E ancora in questo lungo giorno appare sugli schermi Pantaleon e le
visitatrici del colombiano
Francisco Lombardi, che trae dal libro del suo compaseano Vargas Llosa
un film sulla bizzarra operazione di un uomo che deve predisporre dei
boudoir in piena amazzonia per la soldataglia, negli avamposti in pieno
inferno verde. E ancora Emma sono io di Francesco Falaschi, con
Cecilia Dazzi, vivace ragazza pisicofarmaco-dipendente che sconvolge (è
il caso di dire) la provincia italiana in cui vive.
Esce pure El Alamein, di Enzo Monteleone: la storia in chiave
minimalistica della battaglia nel deserto della seconda guerra mondiale
tra gli “Afrika Corps” e gli italiani comandati da Erwin Rommel
contro le truppe alleate guidate da Montgomery.
E poi Il mare non c’è paragone, di e con
Eduardo Tartaglia, storia di un disoccupato che diventa mercante di
uomini tra l’Italia e l’Albania finché non entra in coma dopo un
incidente. Infine, a chiusura di questo ricco 8 novembre, Intervento
divino del regista nativo di Nazareth (ma americano e francese di
adozione), Elia Suleiman, che narra con climi agro-dolci l’eterno
conflitto palestinese-israeliano in chiave autobiografica.
Nuova
tornata di film il 15 novembre. Cominciamo per anzianità con Clint
Eastwood: Debito di sangue, dal romanzo di Michael Connolly, in
cui il grande Clint dirige se stesso nei panni di un detective
oramai in pensione che vive grazie ad un trapianto di cuore. Il
detective torna in
azione quando scopre di chi è
l’organo che lo tiene in vita.
E poi il momento di S1mOne di Andrew Niccol (già sceneggiatore
di “Truman Show”), con Al Pacino e Catherine Keneer: il primo è un
regista in crisi che torna al successo grazie alla creazione con
tecnologia digitale di una diva composta da pixel, del tutto artificiale
destinata a divenire un’icona dello showbiz. E ancora
il 15 The Bourne Identity di Doug Liman, con Matt Damon e Franka
Potente (“Lola Corre”). Lui è un agente della Cia smemorato che i
suoi colleghi vogliono morto; lei l’angelo che lo deve salvare. Il
15 è anche il momento di Marie-Jo e i suoi amori, di Robert
Guediguian, con la consueta (nei film del cineasta francese) Arane
Ascarde, donna sensuale divisa tra marito e amante. E poi il curioso Tatoo
di Robert Scwentke: cupo trhiller germanico, torbido inseguimento di un
poliziotto ad un efferato killer che spella le sue vittime, tutte
tatuate. Esce sempre il 15 novembre La Sicurezza degli oggetti di
Rose Troche, otto storie (anche Glenn Close nel cast) di esistenze
psudo-feticiste legate appunto ad oggetti quotidiani. E infine, Il
Vecchio che leggeva romanzi di amore, di Rolf de Heer, con Richard
Dreyfuss. Dalla novella di Luis Sepulveda, la storia di un anziano
immerso nella giungla e nella lettura di romanzi rosa che deve cacciare
un giaguaro.
Sugli schermi italiani inoltre
K 19 di Kathryn Bigelow, con Harrison Ford e Liam Neeson. Storia
(vera) di un sommergibile sovietico in piena guerra fredda che nel 1961
sacrificò se stesso, cioè l'equipaggio intero (come il recente Kursk)
per evitare il conflitto atomico planetario. E a chiosare Bimba,
esordio dietro la macchina da presa di Sabina Guzzanti, qui nei panni di
una starlette televisiva. Il 22 novembre il nuovo film di Brian De palma
Femme Fatale, con Antonio Banderas e Rebecca Romljn Stamos: lei
è una donna disinibita dalla doppia vita seguita dall’occhio
del foto-reporter Banderas. Tipici (e ripetuti) elementi del regista che
lanciò De Niro. Infine due film diversi: L'homme du train di
Patrice Leconte, con Johnny Halliday e Jean Rochefort. Due vite opposte
che s'incrociano sino a scambiarsi i sentieri esistenziali: un uomo
tranquillo e un rapinatore che si specchiano l’uno dentro l’altro
fino a confondere le proprie missioni. La Cosa più dolce” di Roger Kumble, con Cameron
Diaz e Christina Appelgate, vede invece due ragazze che, sulle orme di
un amante in fuga, scoprono amicizie e avventure.
Arrivederci a dicembre.