Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

Interviste


Intervista a Rob Cohen e Vin Diesel

Abbiamo incontrato a Roma il regista Rob Cohen ed il suo attore feticcio, Vin Diesel. Insieme, addentrandosi a volte in paragoni coraggiosi che tradiscono il loro eccesso di zelo, la mente ed il braccio dietro al successo di “XXX” hanno commentato le ragioni di un film che intende far parlare di sé come di un nuovo 007, chiarendo inoltre le loro rispettive posizioni di autore ed interprete nella Hollywood contemporanea.

Rob Cohen, sembra che il suo cinema si concentri soprattutto sulla reinvenzione dei generi…
È vero e le ragioni sono date dal mio rispetto per il pubblico, con cui cerco sempre d’immedesimarmi. Sono io stesso uno spettatore che si annoia facilmente, per cui quando scelgo una sceneggiatura devo essere davvero convinto di trovarmi davanti qualcosa di nuovo, magari che nasca dall’idea di stravolgere i generi conosciuti. Credo sia impossibile dire qualcosa che non sia già stato detto, così, l’alternativa è di proporre ciò che è popolare, ma da una prospettiva diversa.

In “XXX “ lei ironizza sul mito di James Bond, smontandolo da ogni parte. Crede che questo eroe abbia fatto il suo tempo?
Forse sì. Intendiamoci, sono ancora un suo grande ammiratore, ma ritengo oggi che il rapporto tra 007 ed “XXX” sia pari a quello che nell’antichità si realizzò tra la mitologia greca e quella romana, quando quest’ultima prese il sopravvento. Ci vuole un nuovo sguardo per una nuova generazione, più dinamico. D’altronde, il cinema è arte del movimento ed il cinema d’azione ne esprime al massimo il potenziale.

Vin Diesel, lei è d’accordo?
Certamente. Anch’io sono un fan di 007, ma mentre James Bond rappresenta una nazione, “XXX” è il simbolo di una generazione. Tutto sommato, non mi sono mai identificato con Bond: mi è più facile farlo con il mio personaggio.

A lei non sembrano piacere i personaggi a tutto tondo, troppo buoni o troppo cattivi. Perché?
Sono sempre stato attratto dai ruoli complessi. Recito da quando ho sette anni e cerco sempre di rintracciare la mia identità nelle parti che interpreto. Credo che il requisito principale di un personaggio sia di mettere in luce un inizio, un centro ed una fine, al pari di un racconto. Così, in questo film ho cercato di raccogliere ed isolare le caratteristiche del ruolo, per esplorarlo come faccio con me stesso. Ho scoperto, così, una parte di me che tenta di contrastare le istituzioni e l’ho adattata a “XXX”.

Francesco Russo

La critica


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