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Intervista
a Rob Cohen e Vin Diesel
Abbiamo
incontrato a Roma il regista Rob Cohen ed il suo attore feticcio, Vin
Diesel. Insieme, addentrandosi a volte in paragoni coraggiosi che
tradiscono il loro eccesso di zelo, la mente ed il braccio dietro al
successo di “XXX” hanno commentato le ragioni di un film che intende
far parlare di sé come di un nuovo 007, chiarendo inoltre le loro
rispettive posizioni di autore ed interprete nella Hollywood
contemporanea.
Rob
Cohen, sembra che il suo cinema si concentri soprattutto sulla
reinvenzione dei generi…
È vero e le ragioni sono date dal mio
rispetto per il pubblico, con cui cerco sempre d’immedesimarmi. Sono
io stesso uno spettatore che si annoia facilmente, per cui quando scelgo
una sceneggiatura devo essere davvero convinto di trovarmi davanti
qualcosa di nuovo, magari che nasca dall’idea di stravolgere i generi
conosciuti. Credo sia impossibile dire qualcosa che non sia già stato
detto, così, l’alternativa è di proporre ciò che è popolare, ma da
una prospettiva diversa.
In
“XXX “ lei ironizza sul mito di James Bond, smontandolo da ogni
parte. Crede che questo eroe abbia fatto il suo tempo?
Forse sì. Intendiamoci, sono ancora un suo grande ammiratore, ma
ritengo oggi che il rapporto tra 007 ed “XXX” sia pari a quello che
nell’antichità si realizzò tra la mitologia greca e quella romana,
quando quest’ultima prese il sopravvento. Ci vuole un nuovo sguardo
per una nuova generazione, più dinamico. D’altronde, il cinema è
arte del movimento ed il cinema d’azione ne esprime al massimo il
potenziale.
Vin Diesel,
lei è d’accordo?
Certamente. Anch’io sono un fan di 007, ma mentre James Bond
rappresenta una nazione, “XXX” è il simbolo di una generazione.
Tutto sommato, non mi sono mai identificato con Bond: mi è più facile
farlo con il mio personaggio.
A
lei non sembrano piacere i personaggi a tutto tondo, troppo buoni o
troppo cattivi. Perché?
Sono sempre stato attratto dai ruoli complessi. Recito da quando ho
sette anni e cerco sempre di rintracciare la mia identità nelle parti
che interpreto. Credo che il requisito principale di un personaggio sia
di mettere in luce un inizio, un centro ed una fine, al pari di un
racconto. Così, in questo film ho cercato di raccogliere ed isolare le
caratteristiche del ruolo, per esplorarlo come faccio con me stesso. Ho
scoperto, così, una parte di me che tenta di contrastare le istituzioni
e l’ho adattata a “XXX”.
Francesco
Russo
La critica
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