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Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Orlando Lanzetta: Rocco Papaleo
Battani: Luigi Maria Burruano
Catherine: Catherine Wilkening
Antonelli Arnaldo Ninchi
Marta Viganò: Gea Lionello
Montanari: Raffaele Pisu
Robbiati: Ugo Conti
Viganò: Luca Barbareschi


Una forte
alluvione devasta la zona del torinese: il Po, straripando, fa affiorare
i rifiuti tossici di una discarica. Augusto Viganò, quarantenne
comproprietario di una birreria impegnato nella difesa dell'ambiente,
blocca con un gruppo di amici il treno sul quale viaggia il ministro
Antonelli. Il politico, accompagnato dal suo consigliere Orlando
Lanzetta, accetta di ascoltare le lamentele dei manifestanti. Ripreso in
diretta televisiva, Viganò viene notato da un politico interessato a
farlo eleggere per poi sfruttarne la carica. Augusto, disposto a tutto
pur di salvare l’ambiente, accetta l'offerta ed approda a Montecitorio.
Ha inizio così la sua avventura romana, tra biechi intrighi di palazzo,
tradimenti ed incontri clandestini tra politici di parti opposte.
Augusto tenta di fare una legge per risolvere i problemi del suo paese,
ma subito accetta i primi compromessi: il passaggio da un partito
all’altro pur di ottenere attenzione, la frequentazione degli eleganti
e pericolosi “salotti” della capitale, dove si fa la vera politica.
Proprio in uno di questi palazzi incontra Catherine, importante ospite
di parlamentari che contano. Augusto inizia con lei una relazione, mente
a sua moglie e piano piano dimentica se stesso ed i propri principi,
tradendo l'uomo che era.
Il
film di Barbareschi rappresenta efficacemente gli intrighi di una
politica fatta di compromessi e patteggiamenti disonesti,
tornando alle atmosfere velenose e pesanti de "Il portaborse".
Sebbene la realtà sia rappresentata in modo a volte edulcorato,
Barbareschi illumina un mondo di cui oggi la società si occupa in modo
costante e con sempre maggiore attenzione.
Barbareschi
tenta la satira al potere con risultanti discontinui. Se le immagini
degli intrighi di palazzo e di una Roma corrotta, che fagocita tutto e
tutti, sono rese efficacemente, altrettanto non si può dire del
susseguirsi di episodi a volte sconnessi tra di loro e improntati ai
luoghi comuni. Il film si avvale anche di qualche idea brillante, si
veda la sequenza iniziale con la famiglia intenta a giocare con la Carrà,
travolta da una montagna improvvisa di acqua, ma anche la figura di
Bianca, aspirante velina, raccomandata dal politico di turno e dotata di
reale talento canoro. Brilla inoltre l’interpretazione di Rocco
Papaleo, lontano dalle sue macchiette comiche e a suo agio forse
nell’unico personaggio ben scritto del film.
Peccato che l’affannarsi a voler raccontare del pantano morale
e psicologico che si è sostituito alla politica italiana non risulti
convincente fino in fondo.