Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

I film del mese


S1M0NE

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Andrew Niccol
Fotografia: Edward Lachman
Scenografia
: Jan Roelfs
Costumi
: Elisabetta Beraldo
Musica
: Carter Burwell
Montaggio
: Paul Rubell
Prodotto da
: Andrew Niccol
(USA, 2002)

Durata
: 104’
Distribuzione cinematografica
: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Viktor Taransky: Al Pacino
Simone: Rachel Roberts
Nicola Anders: Winona Ryder

Elaine Christian: Catherine Keener
Lainey Christian: Evan Rachel Wood

Il regista Viktor Taransky, abbandonato sul set dalla capricciosa star del suo film, viene improvvisamente licenziato dalla produttrice, sua ex-moglie. Dopo il furtivo incontro con un programmatore geniale ed incompreso, riesce però a creare con un computer la donna più bella del mondo, Simone, che prontamente diventa la sua nuova protagonista. È la nascita di una stella. La fama della ragazza raggiunge con rapidità ogni angolo del globo terrestre, con innumerevoli fan e giornalisti che pretendono d’incontrarla. Il fatto che sia soltanto un’immagine virtuale, però, getta Taransky nell’imbarazzo di dover evitare ad ogni costo il confronto con il pubblico, per non essere smascherato. Poi, quando la personalità della sua creatura inizia ad essere troppo ingombrante, il regista inizia a pentirsi della scoperta. 

Lo sceneggiatore di “Truman Show” Andrew Niccol, qui anche in veste di regista, sembra covare un ossessivo interesse per la contraffazione della realtà. Il suo cinema delle distopie si estende entro l’ipotesi di un mondo dominato da immagini indotte, rapporti artificiali e disgregazione dell’identità, per tracciare i confini di un nichilismo collettivo che si affida soltanto alla risposta di stimoli prefissati. Con S1M0NE, Niccol suggerisce ancora l’inquietudine per un rinnovamento tecnologico che in qualche modo prorompe nel tessuto sociale favorendo il diffondersi di modelli clonati e la reiterazione di spazi emotivi, a cui la coscienza comune sembra assuefarsi senza voler reagire e facendone, anzi, una pressante richiesta. È l’antinomia dell’informazione e del libero arbitrio nell’era dei mass-media, come già era stata descritta oltre sessant’anni fa dallo sguardo onnicomprensivo di Frank Capra, con “Arriva John Doe”. 

Inseguendo le ombre di questo inestinguibile capolavoro, S1M0NE ne evoca il ricordo, più che l’ispirazione, e cede alla tentazione di riprodurlo mantenendo solo un esiguo distacco, nonostante offra alcuni genuini momenti di chiarezza espositiva quando sceglie di mettere in scena gli smisurati e devastanti effetti di una volgarizzata cultura di massa, distolta dall’identificazione dell’insieme per effetto di un dettaglio patinato. Dando forma ad un personaggio per molti aspetti simile al protagonista del recente “People I know”, logorato dalla stessa disillusione, Al Pacino aderisce a questa rischiosa sceneggiatura usando dei registri frequenti nelle sue ultime interpretazioni e sembrando, come il resto del cast, perfettamente a proprio agio nel ruolo. Purtroppo, la pellicola non è in grado di mascherare i suoi difetti più evidenti, attribuibili alla regia inesperta di Niccol, che costruisce un’inappellabile tesi anteposta a qualunque sfaccettatura e gremita di spiegazioni stucchevoli.

Francesco Russo


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