Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

I film del mese


IL REGNO DEL FUOCO
(REIGN OF FIRE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Rob Bowman
Sceneggiatura
: Gregg Chabot, Kevin Peterka, Matt Greenberg
Fotografia
: Adrian Biddle
Scenografia
: Wolf Kroeger
Costumi
: Joan Bergin
Musica
: Ed Shearmur
Montaggio
: Thom Noble
Prodotto da
: Richard e Lily Zanuck, Gary Barber, Roger Birnbaum
(USA, Uk, Irlanda, 2002)

Durata
: 101'
Distribuzione cinematografica

PERSONAGGI E INTERPRETI

Quinn: Christian Bale
Van Zan: Matthew McConaughey
Alex Jensen: Izabella Scorupko
Dave Creedy: Gerard Butler
Jared Wilke: Scott Mouter

Scavi nel sottosuolo della Londra del 2020 liberano un gigantesco drago: per il pianeta terra è l’inizio della fine. L’umanità intera collassa nel vano tentativo di eliminare i draghi che, moltiplicatisi a dismisura, nel giro di poco tempo finiscono per prevalere. I pochi sopravvissuti si nascondono, sognando un giorno di distruggere l’orrendo invasore volante. L’americano Van Zan (Matthew McConaughey), assieme ai suoi cacciatori di draghi, giunge presso la roccaforte presidiata dai civili al comando di Quinn (Christian Bale), per reclutare combattenti alla volta di Londra, nella disperata impresa di abbattere l’unico drago maschio e dare il via all’estinzione della specie.

Film fanta-apocalittico firmato dal regista Rob Bowman (“X-Files Il film”) Il regno del fuoco si avvale di un impianto scenografico di tutto rispetto, efficacemente fotografato da Adrian Biddle (“Event Horizon”, “Aliens”) con toni cupi ed angoscianti. Due attori d’eccezione reggono da soli l’intero racconto: Christian Bale (“American Psycho”, “L’impero del sole”), ma ancora di più un furioso Matthew McConaughey (“Contact”, “Wedding Planner”) che con gli occhi perennemente iniettati di sangue non ci fa rimpiangere il miglior combattente della strada della saga di Mad Max. Un budget certo non illimitato stringe troppo la storia nella prima parte ‘bruciando’ le tappe e passando dal prologo al pianeta post-nuclearizzato in una manciata di fotogrammi. 

Un’opera piacevole e coinvolgente a patto di non porsi incautamente troppe domande su come ad esempio la terra possa finire popolata da draghi partendo da un solo maschio, o come sia possibile anche solo sperare che una volta abbattuto il ‘maschio’ nessun drago femmina ne porti uno in grembo o non insorga contro i cacciatori!

Claudio Pofi


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