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IL
REGNO DEL FUOCO
(REIGN OF FIRE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Rob Bowman
Sceneggiatura: Gregg Chabot,
Kevin Peterka, Matt Greenberg
Fotografia: Adrian Biddle
Scenografia: Wolf Kroeger
Costumi: Joan Bergin
Musica: Ed Shearmur
Montaggio: Thom Noble
Prodotto da: Richard e Lily
Zanuck, Gary Barber, Roger Birnbaum
(USA, Uk, Irlanda, 2002)
Durata: 101'
Distribuzione cinematografica:
PERSONAGGI E INTERPRETI
Quinn: Christian Bale
Van Zan: Matthew McConaughey
Alex Jensen: Izabella Scorupko
Dave Creedy: Gerard Butler
Jared Wilke: Scott Mouter
 
Scavi
nel sottosuolo della Londra del 2020 liberano un gigantesco drago: per il pianeta terra è l’inizio della fine. L’umanità
intera collassa nel vano tentativo di eliminare i draghi che,
moltiplicatisi a dismisura, nel giro di poco tempo finiscono per
prevalere. I pochi sopravvissuti si nascondono, sognando un giorno di
distruggere l’orrendo invasore volante. L’americano Van Zan (Matthew
McConaughey), assieme ai suoi cacciatori di draghi, giunge presso la
roccaforte presidiata dai civili al comando di Quinn (Christian Bale),
per reclutare combattenti alla volta di Londra, nella disperata impresa
di abbattere l’unico drago maschio e dare il via all’estinzione
della specie.
Film
f anta-apocalittico
firmato dal regista Rob Bowman (“X-Files
Il film”) Il regno del fuoco si avvale di un
impianto scenografico di tutto rispetto, efficacemente
fotografato da Adrian Biddle (“Event Horizon”, “Aliens”) con
toni cupi ed angoscianti. Due attori d’eccezione reggono da soli
l’intero racconto: Christian Bale
(“American Psycho”, “L’impero del sole”), ma ancora di più un
furioso Matthew McConaughey (“Contact”,
“Wedding Planner”) che con gli occhi perennemente iniettati di
sangue non ci fa rimpiangere il miglior combattente della strada della
saga di Mad Max. Un budget certo non illimitato stringe troppo la
storia nella prima parte ‘bruciando’ le tappe e passando dal prologo
al pianeta post-nuclearizzato in una manciata di fotogrammi.
Un’opera
piacevole e coinvolgente a patto di non porsi incautamente troppe
domande su come ad esempio la terra possa finire popolata da
draghi partendo da un solo maschio, o come sia possibile anche solo
sperare che una volta abbattuto il ‘maschio’ nessun drago femmina ne
porti uno in grembo o non insorga contro i cacciatori!
Claudio
Pofi
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