Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

I film del mese


INSOMNIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura
: Hillary Seitz
Fotografia
: Wally Pfister
Scenografia
: Nathan Crowley
Costumi
: Tish Monaghan
Musica
: David Julyan
Montaggio
:Dody Dorn
Prodotto da
: Witt/Thomas Section Eight
(USA, 2002)

Durata
: 118'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Will Dormer: Al Pacino
Walter Finch: Robin Williams
Ellie Burr: Hilary Swank
Rachel Clement: Maura Tierney
Hap Eckhart: Martin Donovan
Fred Duggar: Nicky Katt

Londinese, classe 1970, Christopher Nolan si è imposto all’attenzione generale con la sua opera seconda, “Memento” (2000), che gli è valsa una nomination all’Oscar per la sceneggiatura ed una ampia risonanza internazionale. Lavoro più abile che ispirato (“una sorta di patchwork d’immagini non privo di suggestione, forse un poco lambiccato nel meccanismo di fondo”, lo definivamo su queste colonne), “Memento” dimostrava tuttavia una indiscussa abilità, da parte del giovane cineasta, nel lavorare sui meccanismi del noir decongestionandone i procedimenti più abusati e scegliendo strade poco battute, pur se in odore d’intellettualismo. Guadagnatasi la possibilità di girare negli Usa, con star del calibro di Al Pacino e Robin Williams, Nolan aggiusta il tiro e firma con Insomnia uno dei più suggestivi thriller degli ultimi anni. Remake dell’omonima pellicola svedo-norvegese diretta nel 1997 da Erik Skjoldbierg, esso narra della perigliosa indagine svolta dai detective Dormer ed Hap, in trasferta da Los Angeles ad una piccola cittadina dell’Alaska, sul feroce assassinio di una diciassettenne del luogo. Tormentati dalla luce del giorno (ininterrotta in quelle zone per diversi mesi l’anno), gli investigatori si mettono sulle tracce di un sospetto: ma, durante un inseguimento nella nebbia, Hap viene ucciso da un colpo di pistola. Afflitto dalla mancanza di sonno e squassato dai sensi di colpa per la morte del collega, Dormer individua nello scrittore Walter Finch la persona che cercava: ma l’uomo, pur ammettendo col Nostro la propria colpevolezza, lo coinvolge in uno scosceso ed inquietante gioco di ricatti incrociati...

Non vi diremo di più, per evitare di svelar troppo su un plot complesso e ben congegnato: anche se quel che più conta, nell’occasione, non è il gusto della sorpresa, bensì l’approfondimento psicologico delle motivazioni dei gambler. Nel rapporto che si instaura fra il cacciatore e la preda, infatti, alligna una ambiguità ed un malessere profondi: siamo dalle parti di “Delitto e castigo”, ma qui manca un Raskolnikov mosso da antiquati ideali e lo sbirro appartiene piuttosto alla razza del wellesiano Quinlan, del quale ha inoltre una certa grandezza shakespeariana. 

Ribadendo, come in molti recenti film del genere, una sostanziale equipollenza morale tra poliziotto e criminale, “Insomnia” trova nell’ambientazione artica un teatro ideale per inscenarla: tra la luce innaturale delle notti ed il buio forzoso degli interni, nel contesto d’una natura anch’essa come putrida e maleolente, il gioco dell’oca fra ordine e disordine vede sfumare le proprie coordinate in una indistinzione cinerea e catatonica. Nella bisogna, Pacino è mirabile nell’incarnare le furie e le reticenze d’un personaggio di difficile definizione, e Williams gli dà la replica da par suo, fotografando la banalità del male con impressionante precisione. Il demiurgico Nolan si muove autorevolmente, orchestrando con bravura le sequenze più movimentate - un inseguimento su tronchi galleggianti da antologia - ed illuminando a meraviglia i tortuosi sentieri mentali dei duellanti, con lo specolo d’un talento acuminato.

Francesco Troiano


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