Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

I film del mese


DOLLS 

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Takeshi Kitano
Fotografia
: Katsumi Yanagijima
Scenografia
: Norishiro Isoda
Costumi
: Yohji Yamamoto
Montaggio
: Takeshi Kitano
Prodotto da
: Masayuki Mori, Takio Yoshida
(Giappone, 2002)

Durata
: 113'
Distribuzione cinematografica
: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sawako: Miho Kanno
Matsumoto: Hidetochi Nishijima
Hiro: Iatsuya Mihashi
L’ex-fidanzata di Hiro: Chieko Matsubara
Haruna: Kioko Fukada
Nukui: Tsutomu Takeshige

Un giorno Amleto tornerà dalla sua Ofelia. Legherà a sé la dolce folle con una ghirlanda di fiori rossi e la condurrà via per mano, vagabondando con lei sino alla fine. E se Amleto ed Ofelia avessero gli occhi a mandorla, la loro storia non sarebbe meno toccante. Così come sono intensi i sentimenti messi in scena nell’ultimo film di Kitano, che affronta il topos amore-morte, binomio ricorrente nella tradizione del Bunraku, il teatro di burattini del prologo di “Dolls”.

Attraverso una tecnica narrativa che alterna in maniera discontinua le scene e si avvale del flashback, l’ultimo lavoro di Kitano è strutturato in tre episodi. 
Due amanti osteggiati dalle differenze sociali, legati da una lunga corda rossa, vagano alla ricerca di una felicità impossibile. Un vecchio boss yakuza torna nel parco dove ogni giorno una ragazza gli portava il pranzo e la ritrova, invecchiata, ma vestita come allora. Una pop star, in seguito ad un incidente che le ha deturpato il volto, scopre la devozione di un fan cieco. Sono questi i tre plot di un mondo diegetico pervaso dalla passione e dalla disperazione, intrecciate in un elegantissimo fluido visivo. Una stilizzazione di grande cura formale che richiama per certi aspetti gli stilemi espressivi e l’iconografia del Kurosawa di "Sogni”.

Ovviamente, le modalità narrative sono tipiche della cultura giapponese: pertanto, richiedono allo spettatore di adeguarsi alle loro caratteristiche e al loro ritmo. Il risultato, però, è una commistione di passato e contemporaneità, stabilità immutabile e divenire, tradizione e sperimentazione. Una celebrazione suggestiva dell’amore eterno, simboleggiato da tre episodi emblematici, esteticamente notevoli e con una poesia di portata universale.

Paola Daniela Orlandini

Intervista a Takeshi Kitano

Il silenzio e il mare


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