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Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Antonella: Paola Cortellesi
Guido: Fabrizio Bentivoglio
Fatih: Tuncel Kurtiz
Hamid: Boubker Rafik


Finito
in prigione per aver organizzato con la sua fidanzata delle rapine ai
danni del luogo dove era impiegato come guardia giurata, Guido è in
attesa di essere scarcerato di lì a pochi giorni. Purtroppo però in
carcere Faith e Hamid, due turchi intenzionati ad evadere, lo
costringono ad aiutarli nel loro piano di fuga. Drogato e semi
incosciente Guido segue suo malgrado i due turchi nella rocambolesca
fuga. Una volta fuori di prigione, ormai l’uomo ha poca scelta e
continua a seguire i due criminali. Nel frattempo tenta di raggiungere
Antonella, tutta presa dai suoi progetti di successo televisivo e
impegnata in Liguria su un set televisivo.
Liberamente
tratto dall’omonimo film di Comencini del 1961, interpretato da Nino
Manfredi e sceneggiato da Age e Scarpelli, questo film si misura con una
pellicola che all’epoca fu un insuccesso ma che divenne poi una sorta
di cult movie per addetti ai lavori. Molto amato da Mazzacurati e dallo
sceneggiatore Bernini, il copione di Age e Scarpelli si trasforma di
poco, mantenendo sostanzialmente la stessa linea narrativa. Non si può
dire però che l’impatto emotivo sia lo stesso. Se la prima parte del
film, ambientata nel carcere, risulta riuscita e offre molti spunti
interessanti, mantenendo un buon ritmo narrativo, nella
seconda parte il film scade in una serie ripetitiva di luoghi comuni e
facilonerie.
Forse
un po’ penalizzato da una caratterizzazione dei personaggi
macchiettistica e frettolosa, il film spreca le capacità
indiscusse di Bentivoglio, che nel carcere mostra allo
spettatore un bel personaggio un po’ sperduto e infantile, vessato da
fatti più grandi di lui, in cammino suo malgrado verso la sicura
rovina. Lo stesso si può dire di Tuncel Kurtiz,
attore turco, che ha al suo attivo più di 40 film, e che è stato uno
degli interpreti preferiti del più grande regista turco contemporaneo,
Ylmaz Guney. Tuncel interpreta un personaggio caro a Mazzacurati che
anche in questo film non lascia a casa l’eroe, ancora una volta
proveniente dall’Est, uomo apparentemente burbero e micidiale, che ha
invece un passato puro eroico e sfortunato. Peccato che Faith si
inserisca davvero forzatamente nel contesto del film, sciupando anche in
questo caso alcuni bei momenti di recitazione intensa e drammatica. Di
nessuna intensità si può invece parlare nel caso di Paola
Cortellesi impegnata in una parte certo difficile ma davvero mal
riuscita. Bella la colonna sonora di Ivano
Fossati, così come la fotografia di Alessandro Pesci, che
passa abilmente dalla claustrofobia sovraffollata del carcere ad alcune
sequenze trasognate e visionarie, dalla scena della marcia sotto i pali
dell’alta tensione alla fuga finale sulla chiatta, sommersa di blocchi
di pietra.