Anno VIII - Numero 38 - Novembre 2002

I film del mese


A CAVALLO DELLA TIGRE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura
: Carlo Mazzacurati, Franco Bernini
Fotografia
: Alessandro Pesci
Scenografia
: Paola Bizzarri
Costumi
: Lina Nerli Taviani
Musica
: Ivano Fossati
Montaggio
: Paolo Cottignola
Prodotto da
: Rai Cinema e Rodeo Drive
(Italia, 2002)

Durata
: 102'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Antonella: Paola Cortellesi
Guido: Fabrizio Bentivoglio
Fatih: Tuncel Kurtiz
Hamid: Boubker Rafik

Finito in prigione per aver organizzato con la sua fidanzata delle rapine ai danni del luogo dove era impiegato come guardia giurata, Guido è in attesa di essere scarcerato di lì a pochi giorni. Purtroppo però in carcere Faith e Hamid, due turchi intenzionati ad evadere, lo costringono ad aiutarli nel loro piano di fuga. Drogato e semi incosciente Guido segue suo malgrado i due turchi nella rocambolesca fuga. Una volta fuori di prigione, ormai l’uomo ha poca scelta e continua a seguire i due criminali. Nel frattempo tenta di raggiungere Antonella, tutta presa dai suoi progetti di successo televisivo e impegnata in Liguria su un set televisivo. 

Liberamente tratto dall’omonimo film di Comencini del 1961, interpretato da Nino Manfredi e sceneggiato da Age e Scarpelli, questo film si misura con una pellicola che all’epoca fu un insuccesso ma che divenne poi una sorta di cult movie per addetti ai lavori. Molto amato da Mazzacurati e dallo sceneggiatore Bernini, il copione di Age e Scarpelli si trasforma di poco, mantenendo sostanzialmente la stessa linea narrativa. Non si può dire però che l’impatto emotivo sia lo stesso. Se la prima parte del film, ambientata nel carcere, risulta riuscita e offre molti spunti interessanti, mantenendo un buon ritmo narrativo, nella seconda parte il film scade in una serie ripetitiva di luoghi comuni e facilonerie. 

Forse un po’ penalizzato da una caratterizzazione dei personaggi macchiettistica e frettolosa, il film spreca le capacità indiscusse di Bentivoglio, che nel carcere mostra allo spettatore un bel personaggio un po’ sperduto e infantile, vessato da fatti più grandi di lui, in cammino suo malgrado verso la sicura rovina. Lo stesso si può dire di Tuncel Kurtiz, attore turco, che ha al suo attivo più di 40 film, e che è stato uno degli interpreti preferiti del più grande regista turco contemporaneo, Ylmaz Guney. Tuncel interpreta un personaggio caro a Mazzacurati che anche in questo film non lascia a casa l’eroe, ancora una volta proveniente dall’Est, uomo apparentemente burbero e micidiale, che ha invece un passato puro eroico e sfortunato. Peccato che Faith si inserisca davvero forzatamente nel contesto del film, sciupando anche in questo caso alcuni bei momenti di recitazione intensa e drammatica. Di nessuna intensità si può invece parlare nel caso di Paola Cortellesi impegnata in una parte certo difficile ma davvero mal riuscita. Bella la colonna sonora di Ivano Fossati, così come la fotografia di Alessandro Pesci, che passa abilmente dalla claustrofobia sovraffollata del carcere ad alcune sequenze trasognate e visionarie, dalla scena della marcia sotto i pali dell’alta tensione alla fuga finale sulla chiatta, sommersa di blocchi di pietra.

Danila Filippone


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)