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I
TENENBAUM
(THE ROYAL TENENBAUMS)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson,
Owen Wilson
Fotografia: Robert Yeoman
Scenografia: David Wasco
Costumi: Karen Patch
Musica: Mark Mothersbaugh
Montaggio: Dylan Tichenor
Prodotto da: Scott Rudin, Wes
Anderson, Barry Mendel
(USA, 2001)
Durata: 109'
Distribuzione cinematografica: Buena
Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI
Royal: Gene Hackman
Etrheline: Anjelica Huston
Margot: Gwyneth Paltrow
Henry Sherman: Danny Glover
Chas: Ben Stiller
Richie: Luke Wilson
Eli Cash: Owen Wilson
Raleigh St. Clair: Bill Murray
   
I
componenti della famiglia Tenenbaum sono tutti genio e sregolatezza.
Royal (Gene Hackman), il pater familiae, è
un avvocato che non vede i figli e la moglie Etheline da circa
vent'anni, pur non essendosi mai separato legalmente. I figli sono tutti
professionisti affermati: Chas è un magnate di Wall Street che ha fatto
causa al padre mandandolo sul lastrico, Richie è stato un grande
campione di tennis che adesso vive in una profonda depressione perché
innamorato perdutamente della sorellastra Margot, commediografa di
discreto successo, sposata con Raileigh St. Clair, un neurologo di fama
mondiale. Attorno alla famiglia gravitano poi Eli Cash, un romanziere
affermato che fin da ragazzo è attratto da quella bizzarra famiglia e
Henry Sherman, il commercialista di fiducia, che spera di sposare
Etheline. Venuto a conoscenza della relazione Royal decide di fingersi
malato terminale e torna così a casa, accolto con sospetto ed
ostilità, alla ricerca di un'impossibile riappacificazione.
E'
la terza volta che il regista trentaduenne Wes
Anderson (in collaborazione con l'attore Owen
Wilson, sceneggiatore e produttore di tutti i suoi film) affronta
la commedia, con esiti decisamente mirabili. I suoi due precedenti
lavori, rispettivamente "Bottle Rocket" del 1996 e "Rushmore"
del 1998, entrambi ancora inediti da noi, sono stati definiti dalla critica due gioielli della
commedia americana di fine millennio. I
Tenenbaum conferma la definitiva affermazione di un nuovo talento della
cinematografia americana.
"Non
ho voluto basare il film su un libro, piuttosto, girare un film che
potesse essere un libro." In un cinema come quello
statunitense, sempre più ispirato dai videogames dal ritmo frenetico è
meraviglioso imbattersi in un'opera d'ispirazione letteraria che attinge
a Salinger come fonte primaria d'ispirazione, ma anche ai drammi di
Scott Fitzgerald e persino a Fuoco fatuo di Drieu de la Rochelle. Un
film che ha anche la struttura di un libro, con capitoli che scandiscono
il racconto e la voce fuori campo di un narratore. Costruito sui
personaggi il film deve la sua riuscita anche e sopratutto ad un cast
formidabile dove Gene Hackman giganteggia in uno dei ruoli più efficaci
della sua carriera.
Ma il film possiede anche un ritmo mirabile, in perfetto equilibrio tra
farsa e tragedia, dove il tono melanconico prevale nella parte finale. Sullo sfondo di una New York acronotopica e
romantica,
dove fa da contrappunto una partitura musicale che ripropone classici dei
Beatles, Rolling Stones e Clash, i Tenenbaum esprimono quel male di
vivere che potremmo definire, rievocando un titolo di kunderiana
memoria, l'insostenibile pesantezza dell'essere.
Maurizio
Imbriale
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