Anno VII - Numero 31 - Marzo 2002

I film del mese


I TENENBAUM
(THE ROYAL TENENBAUMS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura
: Wes Anderson, Owen Wilson
Fotografia
: Robert Yeoman
Scenografia
: David Wasco
Costumi
: Karen Patch
Musica
: Mark Mothersbaugh
Montaggio
: Dylan Tichenor
Prodotto da
: Scott Rudin, Wes Anderson, Barry Mendel
(USA, 2001)

Durata
: 109'
Distribuzione cinematografica
: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Royal: Gene Hackman
Etrheline: Anjelica Huston
Margot: Gwyneth Paltrow
Henry Sherman: Danny Glover
Chas: Ben Stiller
Richie: Luke Wilson
Eli Cash: Owen Wilson
Raleigh St. Clair: Bill Murray

I componenti della famiglia Tenenbaum sono tutti genio e sregolatezza. Royal (Gene Hackman), il pater familiae, è un avvocato che non vede i figli e la moglie Etheline da circa vent'anni, pur non essendosi mai separato legalmente. I figli sono tutti professionisti affermati: Chas è un magnate di Wall Street che ha fatto causa al padre mandandolo sul lastrico, Richie è stato un grande campione di tennis che adesso vive in una profonda depressione perché innamorato perdutamente della sorellastra Margot, commediografa di discreto successo, sposata con Raileigh St. Clair, un neurologo di fama mondiale. Attorno alla famiglia gravitano poi Eli Cash, un romanziere affermato che fin da ragazzo è attratto da quella bizzarra famiglia e Henry Sherman, il commercialista di fiducia, che spera di sposare Etheline. Venuto a conoscenza della relazione Royal decide di fingersi malato terminale e torna così a casa, accolto con sospetto ed ostilità, alla ricerca di un'impossibile riappacificazione.

E' la terza volta che il regista trentaduenne Wes Anderson (in collaborazione con l'attore Owen Wilson, sceneggiatore e produttore di tutti i suoi film) affronta la commedia, con esiti decisamente mirabili. I suoi due precedenti lavori, rispettivamente "Bottle Rocket" del 1996 e "Rushmore" del 1998, entrambi ancora inediti da noi, sono stati definiti dalla critica due gioielli della commedia americana di fine millennio. I Tenenbaum conferma la definitiva affermazione di un nuovo talento della cinematografia americana. 

"Non ho voluto basare il film su un libro, piuttosto, girare un film che potesse essere un libro." In un cinema come quello statunitense, sempre più ispirato dai videogames dal ritmo frenetico è meraviglioso imbattersi in un'opera d'ispirazione letteraria che attinge a Salinger come fonte primaria d'ispirazione, ma anche ai drammi di Scott Fitzgerald e persino a Fuoco fatuo di Drieu de la Rochelle. Un film che ha anche la struttura di un libro, con capitoli che scandiscono il racconto e la voce fuori campo di un narratore. Costruito sui personaggi il film deve la sua riuscita anche e sopratutto ad un cast formidabile dove Gene Hackman giganteggia in uno dei ruoli più efficaci della sua carriera.
Ma il film possiede anche un ritmo mirabile, in perfetto equilibrio tra farsa e tragedia, dove il tono melanconico prevale nella parte finale. Sullo sfondo di una New York acronotopica e romantica, dove fa da contrappunto una partitura musicale che ripropone classici dei Beatles, Rolling Stones e Clash, i Tenenbaum esprimono quel male di vivere che potremmo definire, rievocando un titolo di kunderiana memoria, l'insostenibile pesantezza dell'essere.

Maurizio Imbriale


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