Anno VII - Numero 31 - Marzo 2002

I film del mese


TANGUY

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Etienne Chatiliez
Sceneggiatura: Laurent Couchan e Etienne Chatiliez
Fotografia: Philippe Welt
Scenografia: Stephane Makedonsky
Costumi: Elisabeth Tavernier
Montaggio: Catherine Renault
Prodotto da: Charles Gassot
(Francia, 2002)

Durata
: 110'
Distribuzione cinematografica
: Lucky Red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Edith: Sabine Azema
Paul: André Dussollier
Tanguy: Eric Berger
La nonna: Melene Duc

Tanguy Guetz ha ventotto anni, un’invidiabile carriera universitaria in corso, una fidanzata in perenne pausa di riflessione e molte altre giovani fanciulle che passano nella sua stanza di tanto in tanto. Ma soprattutto Tanguy ha Edith e Paul, meravigliosi genitori che gli promisero, il giorno della nascita, eterna ospitalità. E così fu, tra calzini sporchi disseminati per la casa e urla notturne delle ragazze di turno che squarciavano il silenzio casalingo, tra colazioni sorridenti e partitine a tennis con gli amici di famiglia. Ma quanto potevano sopportare i coniugi Guetz l’insolente presenza del loro cocco e la melensa calma che sembrava pervadere ogni suo gesto? Alla notizia della mancata partenza per un soggiorno a Pechino che avrebbe dovuto concludere la tesi del giovane sapientone e quindi spingerlo fuori dalla mura domestiche, l’irreprensibile Edith esplode. E comincia a pianificare, con l’aiuto del marito, tattiche per infastidire il bambinone e rendergli l’ambiente famigliare insopportabile. Dalle trappole gastronomiche alle viti svitate sul pavimento, dalle palline da tennis sul collo lanciate a velocità supersoniche a telefonate compromettenti alla fidanzata storica, i due genitori le provano proprio tutte, approdando, dinanzi all’incrollabile self control del figlio, alle maniere forti.

Quarto lungometraggio di Chatiliez ("La vita è un lungo fiume tranquillo"), impegnato per anni in campo pubblicitario, "Tanguy" esplora con esilarante ferocia una realtà ben nota alle famiglie del mondo occidentale odierno, assediate da figli adulti che non intendono rinunciare ai privilegi e ai servigi di mammina e papino e rifiutano di assumere la responsabilità di camminare con le proprie gambe. E lo fa in maniera crudele, non indugiando sulle regole basiche della convivenza tra genitori e figli ma sottolineando l’irrefrenabile intolleranza che nasce all’improvviso nelle menti di Edith e Paul, il desiderio di intimità che diviene sempre più pressante ma soprattutto l’infinita necessità di liberarsi dell’ingombrante secchione. Che non fa una piega, impregnato com’è di proverbi cinesi – il cinese e il giapponese sono le sue materie di studio – improntati alla calma e alla saggezza che snocciola irriverente in risposta alla furia dei genitori. Rendendoli quasi sanguinari. Si ride spesso durante il film e ci si identifica, anche se solo figli, nel dramma dei genitori, si tifa per le loro trappole e inevitabilmente, si detesta l’adulto marmocchio serafico. Ottimo il cast, con gli sfavillanti Sabine Azema e André Dussolier nel ruolo dei genitori e un perfetto Eric Berger nella parte del rompiscatole Tanguy.

Fania Petrelli


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