CAST TECNICO ARTISTICO
Regia
: Etienne Chatiliez
Sceneggiatura: Laurent
Couchan e Etienne Chatiliez
Fotografia: Philippe
Welt
Scenografia: Stephane
Makedonsky
Costumi: Elisabeth
Tavernier
Montaggio: Catherine
Renault
Prodotto da: Charles
Gassot
(Francia, 2002)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: Lucky Red
PERSONAGGI E INTERPRETI
Edith: Sabine Azema
Paul: André Dussollier
Tanguy: Eric Berger
La nonna: Melene Duc



Tanguy
Guetz ha ventotto anni, un’invidiabile carriera universitaria in
corso, una fidanzata in perenne pausa di riflessione e molte altre
giovani fanciulle che passano nella sua stanza di tanto in tanto. Ma
soprattutto Tanguy ha Edith e Paul, meravigliosi genitori che gli
promisero, il giorno della nascita, eterna ospitalità. E così fu, tra
calzini sporchi disseminati per la casa e urla notturne delle ragazze di
turno che squarciavano il silenzio casalingo, tra colazioni sorridenti e
partitine a tennis con gli amici di famiglia. Ma quanto potevano
sopportare i coniugi Guetz l’insolente presenza del loro cocco e la
melensa calma che sembrava pervadere ogni suo gesto? Alla notizia della
mancata partenza per un soggiorno a Pechino che avrebbe dovuto
concludere la tesi del giovane sapientone e quindi spingerlo fuori dalla
mura domestiche, l’irreprensibile Edith esplode. E comincia a
pianificare, con l’aiuto del marito, tattiche per infastidire il
bambinone e rendergli l’ambiente famigliare insopportabile. Dalle
trappole gastronomiche alle viti svitate sul pavimento, dalle palline da
tennis sul collo lanciate a velocità supersoniche a telefonate
compromettenti alla fidanzata storica, i due genitori le provano proprio
tutte, approdando, dinanzi all’incrollabile self control del figlio,
alle maniere forti.
Quarto
lungometraggio di Chatiliez ("La
vita è un lungo fiume tranquillo"), impegnato per anni in
campo pubblicitario, "Tanguy" esplora con esilarante ferocia
una realtà ben nota alle famiglie del mondo occidentale odierno,
assediate da figli adulti che non intendono rinunciare ai privilegi e ai
servigi di mammina e papino e rifiutano di assumere la responsabilità
di camminare con le proprie gambe. E lo fa in maniera crudele, non
indugiando sulle regole basiche della convivenza tra genitori e figli ma
sottolineando l’irrefrenabile intolleranza che nasce all’improvviso
nelle menti di Edith e Paul, il desiderio di intimità che diviene
sempre più pressante ma soprattutto l’infinita necessità di
liberarsi dell’ingombrante secchione. Che non fa una piega, impregnato
com’è di proverbi cinesi – il cinese e il giapponese sono le sue
materie di studio – improntati alla calma e alla saggezza che
snocciola irriverente in risposta alla furia dei genitori. Rendendoli
quasi sanguinari. Si ride spesso durante il
film e ci si identifica, anche se solo figli, nel dramma dei
genitori, si tifa per le loro trappole e inevitabilmente, si detesta l’adulto
marmocchio serafico. Ottimo il cast,
con gli sfavillanti Sabine Azema e André Dussolier nel ruolo dei
genitori e un perfetto Eric Berger nella parte del rompiscatole Tanguy.