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Columbia TriStar Italia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Arthur Kritikos: Tony Shalhoub
Katy Kriticos: Shannon Elizabeth
Alec Roberts: Bobby Kriticos
Rafkin: Matthew Lillard
Maggie: Rah Digga
Cyrus Kryticos: F. Murray Abraham

Cyrus
Kryticos è un miliardario eccentrico e spietato dominato da un profondo
interesse per le scienze occulte. Con l’aiuto di un autorevole medium,
Cyrus si dedica alla caccia di tredici spettri che rappresentano la
chiave necessaria a scatenare un potente incantesimo, fino a quando, sul
punto di catturare il dodicesimo fantasma, perde tragicamente la vita.
Ad ereditare la sua casa ed il suo patrimonio sarà la famiglia del
nipote Arthur che, insieme ai figli Kathy e Bobby e alla babysitter
Maggie, prenderà possesso della maestosa dimora, una gabbia di vetro
interamente ornata da incisioni esoteriche. L’incauto gruppo scoprirà
ben presto che la lussuosa architettura nasconde nella sua bellezza un
agghiacciante segreto, che li getterà in un incubo claustrofobico
piegandoli alla collera dei 12 fantasmi esiliati.
A
cavallo tra gli anni ’40 e ’60, William Castle
emerse come un illuminato produttore e cineasta le cui idee erano
rivolte ad un modo di far cinema meno che mai dottrinale. Questo
coraggioso pioniere aveva accettato con entusiasmo lo spontaneo
orientamento di chi riteneva il cinematografo un rivoluzionario ed
inviolato strumento dello spettacolo. Non era tanto la qualità del
prodotto ad interessarlo, ma piuttosto ambiva a coinvolgere i suoi
spettatori in un evento simbiotico: il film non esisteva soltanto sullo
schermo, ma prendeva forma nella stessa sala di proiezione attraverso
artifici meccanici che variavano dall’improvvisa apparizione di uno
spettro fluorescente alle accidentali vibrazioni che scuotevano le
poltroncine (astuzia nominata con schiettezza "rumble-rama").
Decisamente un’impresa avulsa da un’arte devota alla messinscena,
eppure suffragata dall’entusiasmo dei partecipanti che allora
decretarono il successo della sua formula. A metà del 1993 uscì nelle
sale "Matinée", un delicato B-Movie nato dalla passione di
Joe Dante ed un sentito omaggio al temperamento di questo insolito
artigiano, al suo influente e silenzioso lavoro.
Oggi,
messa in piedi da Joel Silver e da Robert
Zemeckis, la Dark Castle - che ha prodotto, oltre a "I 13
spettri", anche "La casa sulla collina" – lo celebra
portandone il nome, testimoniando il rispetto e l’ammirazione
conquistati tra la gente che lavora in questa industria. Come il
progetto precedente, anche "I 13 spettri" è il remake
di un vecchio film girato da Castle, aggiornato da una struttura
modernista che ne amplifica i difetti e ne svaluta i meriti.
Gli abbondanti effetti speciali affrontano senza competenza lo
svolgimento di un’azione passiva
accentata da tensioni che si accumulano ed esauriscono in brevi attimi,
riportando alla luce l’originaria aridità del suo sviluppo e
realizzando un ossequio di scarso valore
estetico. In un’immagine revisionista, il mestiere di
Castle resta una cornice intagliata nella memoria del suo tempo, che
decontestualizzata rischia di divorarne il fascino. Frattanto, la
prosaica tentazione di ripercorrere quei passi scivola con languore sul
sangue che affoga la tela dello schermo.