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Pixar: evoluzione dell’immagine
in movimento
Lo
scorso anno la Pixar ha spento quindici candeline sulla sua torta. Nel
1986, nata dalla Computer Division della Lucasfilm e guidata dal talento
creativo di John Lasseter e William Reeves, la giovane casa di
produzione s’introdusse alla comunità dello spettacolo con il
cortometraggio animato "Luxo Jr.", favola di una piccola
lampada che si agita entro un’inquadratura fissa e successivo logo
della stessa compagnia. Già allora, oltre la cura del dettaglio, destò
naturale stupore la fluidità dei corpi digitali realizzati per il
corto, che segnalavano nella computer-grafica le indicazioni di una
nuova frontiera, l’illusione di assistere ad un’utopia dalle forme
immaginarie eppure probabili e dinamiche. Se nel 1982 "Tron"
non fu in grado di mostrarsi profetico, senza dubbio "Luxo
Jr." rivelò un volto ignorato dell’animazione. A questo
seguirono altri brevi cartoons digitali, come "Red’s Dream"
(1987), "Tin Toy" (1988), "Knickknack" (1989) e lo
straordinario "Geri’s Game" (1998), ognuno dei quali poteva
ben ostentare un lungo passo avanti nel percorso della loro dedita
ricerca, che nel corso del tempo portò al brevetto di alcuni
prestigiosi motori grafici, tra cui "Marionette", "Ringmaster",
"RenderMan" e "FIZT". Nel frattempo, la Walt Disney
Pictures osservava attentamente i progressi della Pixar, maturando un’eccitazione
che l’avrebbe condotta ad intervenire nel 1995 nel progetto comune di
"Toy Story", il primo lungometraggio animato in
computer-grafica. Vincitore di numerosi premi conquistati nell’entusiasmo
dei settori specializzati, "Toy Story" si rivelò un
capolavoro unitario per freschezza linguistica e integrità narrativa,
portando le due compagnie a ripeterne il successo con "A Bug’s
Life" (1998) e "Toy Story 2" (1999). In
ognuno dei loro prodotti emergeva la sembianza nitida di un’inedita
prospettiva, di un nuovo cinema la cui estetica sembrava ricondursi al
cartone animato convenzionale, ma rafforzato da una struttura con
orientamento maggiormente cinematografico. A differenza della
concorrente P.D.I. ("Z la Formica", "Shrek"), nelle
sue storie la Pixar ha sempre tenuto ai margini ogni ambiguità per
conservare intatti gli ideali etici fedeli al cinema dell’infanzia ed
è riuscita, in questo modo, ad esercitare una predisposizione al
racconto di pura formazione dickensiana: fiabe digitali sobrie,
corrette, stimolanti, entro le quali brilla un universo recondito carico
di simboli e di riflessioni. La Pixar, prima di ogni altro team, ha
sognato e concretizzato una metamorfosi stilistica fiorita dall’incrocio
di modelli tradizionali e di avanguardie tecnologiche, emersa dalla
stabilità degli archetipi rappresentativi come una nuova arte dell’immagine
in movimento.
Francesco
Russo
Filmografia
- Luxo Jr. (1986) - cortometraggio
- Red’s Dream (1987) - cortometraggio
- Tin Toy (1988) - cortometraggio
- Knickknack (1989) - cortometraggio
- Toy Story (1995)
- A Bug’s Life (1998)
- Geri’s Game (1998) - cortometraggio
- Toy Story 2
(1999)
- For The Birds (1999) - cortometraggio
- Monsters & CO. (2001)
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