Anno VII - Numero 31 - Marzo 2002

I film del mese


Pixar: evoluzione dell’immagine in movimento

Lo scorso anno la Pixar ha spento quindici candeline sulla sua torta. Nel 1986, nata dalla Computer Division della Lucasfilm e guidata dal talento creativo di John Lasseter e William Reeves, la giovane casa di produzione s’introdusse alla comunità dello spettacolo con il cortometraggio animato "Luxo Jr.", favola di una piccola lampada che si agita entro un’inquadratura fissa e successivo logo della stessa compagnia. Già allora, oltre la cura del dettaglio, destò naturale stupore la fluidità dei corpi digitali realizzati per il corto, che segnalavano nella computer-grafica le indicazioni di una nuova frontiera, l’illusione di assistere ad un’utopia dalle forme immaginarie eppure probabili e dinamiche. Se nel 1982 "Tron" non fu in grado di mostrarsi profetico, senza dubbio "Luxo Jr." rivelò un volto ignorato dell’animazione. A questo seguirono altri brevi cartoons digitali, come "Red’s Dream" (1987), "Tin Toy" (1988), "Knickknack" (1989) e lo straordinario "Geri’s Game" (1998), ognuno dei quali poteva ben ostentare un lungo passo avanti nel percorso della loro dedita ricerca, che nel corso del tempo portò al brevetto di alcuni prestigiosi motori grafici, tra cui "Marionette", "Ringmaster", "RenderMan" e "FIZT". Nel frattempo, la Walt Disney Pictures osservava attentamente i progressi della Pixar, maturando un’eccitazione che l’avrebbe condotta ad intervenire nel 1995 nel progetto comune di "Toy Story", il primo lungometraggio animato in computer-grafica. Vincitore di numerosi premi conquistati nell’entusiasmo dei settori specializzati, "Toy Story" si rivelò un capolavoro unitario per freschezza linguistica e integrità narrativa, portando le due compagnie a ripeterne il successo con "A Bug’s Life" (1998) e "Toy Story 2" (1999). In ognuno dei loro prodotti emergeva la sembianza nitida di un’inedita prospettiva, di un nuovo cinema la cui estetica sembrava ricondursi al cartone animato convenzionale, ma rafforzato da una struttura con orientamento maggiormente cinematografico. A differenza della concorrente P.D.I. ("Z la Formica", "Shrek"), nelle sue storie la Pixar ha sempre tenuto ai margini ogni ambiguità per conservare intatti gli ideali etici fedeli al cinema dell’infanzia ed è riuscita, in questo modo, ad esercitare una predisposizione al racconto di pura formazione dickensiana: fiabe digitali sobrie, corrette, stimolanti, entro le quali brilla un universo recondito carico di simboli e di riflessioni. La Pixar, prima di ogni altro team, ha sognato e concretizzato una metamorfosi stilistica fiorita dall’incrocio di modelli tradizionali e di avanguardie tecnologiche, emersa dalla stabilità degli archetipi rappresentativi come una nuova arte dell’immagine in movimento.

Francesco Russo

Filmografia

  • Luxo Jr. (1986) - cortometraggio
  • Red’s Dream (1987) - cortometraggio
  • Tin Toy (1988) - cortometraggio
  • Knickknack (1989) - cortometraggio
  • Toy Story (1995)
  • A Bug’s Life (1998)
  • Geri’s Game (1998) - cortometraggio
  • Toy Story 2 (1999)
  • For The Birds (1999) - cortometraggio
  • Monsters & CO. (2001)

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