: Walt
Disney Pictures Italia
PERSONAGGI E DOPPIATORI
Sullivan: John Goodman
Mike: Billy Crystal
Boo: Mary Gibbs
Waternoose: James Coburn
Celia: Jennifer Tilly




A
Mostropoli, città popolata da un’infinita varietà di mostri che
esistono in una dimensione parallela alla nostra, gli abitanti
sopravvivono grazie alle urla dei bambini. Trasformare le grida in
energia è compito dell’azienda "Monsters & co.", che
attraverso una squadra di specializzati "Terrorizzatori"
irrompe ogni notte nella camere dei fanciulli in ogni angolo del mondo,
per spaventarli con smorfie e grugniti. I Terrorizzatori devono
osservare però certe regole imperative, tra cui l’obbligo di non aver
alcun contatto fisico con le piccole vittime, poiché ne andrebbe della
loro stessa sopravvivenza. Sulley, il migliore tra tutti, commette per
disgrazia un errore imperdonabile: non solo si lascia toccare da una
bambina, ma senza rendersene conto la trascina con sé fin dentro
Mostropoli. Preso dal panico e in cerca d’aiuto, corre con il fardello
a casa del suo compagno Mike Wazowski, nella speranza che insieme
possano liberarsene al più presto. In una girandola di emozionanti
fughe e rincorse, scoprirà quanto, più che da una minaccia, sia
difficile svincolarsi da un affetto.
Il
binomio Pixar-Disney segna un’altra pietra miliare.
Nonostante "Monsters & Co." non si allontani dalle
soluzioni stilistiche raggiunte nei tre lungometraggi che lo hanno
preceduto, al tempo stesso ne conferma lo spessore. Costante lungo il
cammino del suo approfondimento, l’equipe di questa software-house,
specializzata in prodotti per il cinema, realizza ancora un
film brioso e trascinante, puntellato dalla vivace cordialità dei suoi
irresistibili personaggi. Immaginando la visione di un mondo
alla rovescia dove i mostri sono terrorizzati dal contatto con i
bambini, il regista Peter Decter ed i suoi
collaboratori allestiscono in realtà un teatro di caratteri umani che
appare come una trasfigurata allegoria dell’ordinario, rafforzata
nella sua verosimiglianza da un’elegante citazione di "Groundhog
Day", pellicola di Harold Ramis del 1992 che insisteva sulla
fissità della vita quotidiana.
L’evento
straordinario rappresentato dall’ingresso imprevisto di una dolce
bambina nella città di Mostropoli diventa l’occasione che slega l’azione
mediante codici e procedimenti consueti, ma sapientemente dilazionati da
un ritmo che sfrutta al meglio i tempi della commedia slapstick.
Affondando l’analisi nel racconto, di nuovo osserviamo la narrazione
svilupparsi per piani paralleli, rivelando al di sotto della sua
folgorante ed immediata superficie un contingente di relazioni che si
arricchisce di incalcolabili riferimenti estemporanei tra cui, vale la
pena sottolineare, oltre quello già considerato, il ricordo di Ray
Harryhausen, pioniere della stop-motion a cui fa cenno nel film il nome
di un locale. Tecnicamente, il progetto è testimone dei traguardi
raggiunti dall’assiduo impegno che ha condotto la Pixar all’ideazione
di un nuovo Sistema di Dinamica, il "FITZ", straordinario
strumento informatico che consente di simulare il movimento dei vestiti
e dei peli attraverso ben 2,5 milioni di rendemark (misura di energia
nel linguaggio digitale). Raffinato e compiuto,
Monsters & Co. ha le qualità di un grande successo che
nulla ha da invidiare ai suoi antecedenti –"Toy Story" 1 e
2, "Bugs Life"- e si afferma come una
delle uscite più interessanti di questa corrente stagione
cinematografica.