: Warner
Bros
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jeanne de la Motte-Valois: Hilary Swank
Cardinale Rohan : Jonathan Price
Retaux: Simon Baker
Nicolas: Adrien Brody
Cagliostro: Christopher Walken

Siamo
alla corte di Versailles verso il finire del XVIII secolo, negli anni in
cui si respirano diffusamente i venti della Rivoluzione Francese. La
contessa Jeanne de la Motte-Valois, discendente diretta di Enrico II,
vede morire il padre ancora bambina, a causa delle sue interferenze in
oscure trame politiche. Di lì a poco, dopo il decesso della madre,
resta orfana e viene privata sia della casa che dei titoli nobiliari.
Cresce negli anni coltivando un sogno di riscatto e la speranza di
tornare in possesso della sua legittima eredità, a cui tenta
prematuramente di avvicinarsi rassegnandosi ad un matrimonio d’interesse.
Accettata alla corte di Versailles, coltiva una proficua amicizia con un
giovanotto di dubbia onestà che la istruisce sulla vita di palazzo e
sui suoi frequentatori. Con il suo fascino e la sua determinazione
riesce a circondarsi di equivoci individui, che per ragioni di
convenienza l’aiuteranno a mettere in pratica un rischioso piano. La
macchinazione ruota intorno ad un sofisticato gioiello di 647 diamanti
destinato a Maria Antonietta e nasce dal tentativo di raggirare nient’altri
che il Cardinale di Francia Louis de Rohan. I cospiratori si
accorgeranno troppo tardi di aver innescato un ingranaggio
incontrollabile che rischierà di compromettere la reputazione e l’integrità
di tutti i coinvolti.
Indicato
da Napoleone come uno tra i motivi scatenanti della Rivoluzione
Francese, l’Intrigo della Collana trascinò realmente in uno scandalo
esiziale i cardini della monarchia francese: un episodio storico
sufficientemente enigmatico da indurre in ovvie tentazioni qualunque
autore fosse alla ricerca di una trama suggestiva. Non è altrettanto
ovvio, invece, che si sappia sfruttare una buona occasione, facilmente
ingannati dai vantaggi formali circoscritti nella base estetica
peculiare di ogni film in costume. Vittima dei loro abbagli è il
regista Charles Shyer ("Baby
Boom"), il quale sembra perdersi al contatto con un complicato
ordinamento di rappresentazioni che devono essere ricomposte in un
sistema complesso: quei simboli concreti ripartiti tra logico ed
invisibile che hanno dimostrato di saper ben amministrare registi come
Kubrick, Scorsese e Ivory.
Ma
Shyer tralascia di conferire struttura al
contesto e realizza un prodotto qualsiasi patinato senza
temperanza, che cattura nella mediocrità persino la prova del suo
ottimo cast, dalla protagonista Hilary Swank (oscar come miglior attrice
nel 1999, per "Boys don’t cry") ad un attore di prima
grandezza quale è di norma Christopher Walken.
Aggrovigliato, ingenuo e scandito dal ritmo fastidioso di un montaggio
lento ed irregolare, "L’intrigo della collana" rivela lo
spettro di un film nato tra aridi stimoli che affogano nell’insicurezza
dell’insieme narrativo e coordinativo, attraversando lo schermo senza
lasciare impronte o tracce del proprio passaggio.