Anno VII - Numero 31 - Marzo 2002

I film del mese


L’INTRIGO DELLA COLLANA
(THE AFFAIR OF THE NECKLACE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Charles Shyer
Sceneggiatura
: John Sweet
Fotografia
: Ashley Rowe
Scenografia
: Alex McDowell
Costumi
: Milena Canonero
Musica
: David Newman
Montaggio
: David Moritz
Prodotto da
: Charles Shyer, Redmod Morris, Andrew A. Kosove, Broderick Johnson
(USA, 2002)

Durata
: 116’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jeanne de la Motte-Valois: Hilary Swank
Cardinale Rohan : Jonathan Price
Retaux: Simon Baker
Nicolas: Adrien Brody
Cagliostro: Christopher Walken

Siamo alla corte di Versailles verso il finire del XVIII secolo, negli anni in cui si respirano diffusamente i venti della Rivoluzione Francese. La contessa Jeanne de la Motte-Valois, discendente diretta di Enrico II, vede morire il padre ancora bambina, a causa delle sue interferenze in oscure trame politiche. Di lì a poco, dopo il decesso della madre, resta orfana e viene privata sia della casa che dei titoli nobiliari. Cresce negli anni coltivando un sogno di riscatto e la speranza di tornare in possesso della sua legittima eredità, a cui tenta prematuramente di avvicinarsi rassegnandosi ad un matrimonio d’interesse. Accettata alla corte di Versailles, coltiva una proficua amicizia con un giovanotto di dubbia onestà che la istruisce sulla vita di palazzo e sui suoi frequentatori. Con il suo fascino e la sua determinazione riesce a circondarsi di equivoci individui, che per ragioni di convenienza l’aiuteranno a mettere in pratica un rischioso piano. La macchinazione ruota intorno ad un sofisticato gioiello di 647 diamanti destinato a Maria Antonietta e nasce dal tentativo di raggirare nient’altri che il Cardinale di Francia Louis de Rohan. I cospiratori si accorgeranno troppo tardi di aver innescato un ingranaggio incontrollabile che rischierà di compromettere la reputazione e l’integrità di tutti i coinvolti. 

Indicato da Napoleone come uno tra i motivi scatenanti della Rivoluzione Francese, l’Intrigo della Collana trascinò realmente in uno scandalo esiziale i cardini della monarchia francese: un episodio storico sufficientemente enigmatico da indurre in ovvie tentazioni qualunque autore fosse alla ricerca di una trama suggestiva. Non è altrettanto ovvio, invece, che si sappia sfruttare una buona occasione, facilmente ingannati dai vantaggi formali circoscritti nella base estetica peculiare di ogni film in costume. Vittima dei loro abbagli è il regista Charles Shyer ("Baby Boom"), il quale sembra perdersi al contatto con un complicato ordinamento di rappresentazioni che devono essere ricomposte in un sistema complesso: quei simboli concreti ripartiti tra logico ed invisibile che hanno dimostrato di saper ben amministrare registi come Kubrick, Scorsese e Ivory. 

Ma Shyer tralascia di conferire struttura al contesto e realizza un prodotto qualsiasi patinato senza temperanza, che cattura nella mediocrità persino la prova del suo ottimo cast, dalla protagonista Hilary Swank (oscar come miglior attrice nel 1999, per "Boys don’t cry") ad un attore di prima grandezza quale è di norma Christopher Walken. Aggrovigliato, ingenuo e scandito dal ritmo fastidioso di un montaggio lento ed irregolare, "L’intrigo della collana" rivela lo spettro di un film nato tra aridi stimoli che affogano nell’insicurezza dell’insieme narrativo e coordinativo, attraversando lo schermo senza lasciare impronte o tracce del proprio passaggio.

Francesco Russo


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