Anno VII - Numero 33 - Maggio 2002

I film del mese


Guerre Stellari: Lucas e il trionfo dell'infinito

È la storia di un progetto lungo quasi trent'anni; di una leggenda celebrata dalla sua stessa ambizione e dall'attaccamento di un pubblico incalcolabile e fedele. Pensare che, nel 1975, tanto la Universal che la United Artists rifiutarono la sceneggiatura di "Guerre Stellari" considerandola dispendiosa e improduttiva. Oggi, con il beneficio di un consenso che attraversa almeno tre generazioni, la seconda valutazione diviene oltremodo risibile, nonostante sia difficile supporre che sin da allora la Fox avesse intravisto, di là dalla vanità dell’autore e dopo i risultati commerciali del '77, il destino del più grande successo nella lunga storia del cinema. Più probabilmente, la casa di produzione si accorse del talento e della determinazione di un giovane regista. Ora che la nebbia sembra diradarsi, le finalità di George Lucas rappresentano il loro rigore con maggior chiarezza. 

È necessario ricordare che, in origine, la saga doveva articolarsi in nove capitoli, vale a dire in tre trilogie congiunte ma autoconclusive, per condurre al parossismo un itinerario ricorrente nella letteratura epica e enfatizzare un macrocosmo mitologico pervaso di magnificente coralità: la prima, doveva ricostruire il passato dei cavalieri Jedi; la seconda, raccontare la guerra e i personaggi verso cui si era mosso l'antefatto; la terza, effondendosi dalla trilogia mediana, concludere l'epopea tragica definendo l'avvenire dei suoi eroi e del mondo che avevano protetto. Accettando la veridicità di questa premessa sinottica, diventa ragionevole teorizzare che la prudente strategia di Lucas fosse rivolta ad articolare l’esalogia – tale rimane, dato che l’ipotesi dei nove episodi è, al momento, fittizia – cominciando dal nucleo, dando vita agli eroi, diffondendo i semi del mito che avrebbe successivamente decorato con due trilogie satellitari. È, infatti, la composizione mitologica del suo intreccio fiabesco (non a caso sono da tempo dibattuti i confini del suo rapporto con Il Signore degli Anelli) ad averne condizionato il rapido processo di trasformazione verso il fenomeno di massa: è, di fatto, la radice del suo culto.

Resta da sciogliere un enigma, da accertare quanto il mercante di sogni avesse previsto tempi di gestazione complessiva tanto lunghi da avvicinarsi all’insufficienza, qualora nel suo entusiasmo continuasse a sopravvivere la speranza di una terza trilogia. Attualmente, oltre qualunque futuro si voglia profetizzare, resta un assunto sgombro da dubbi, la certezza di una tragedia sovrapponibile all’ordine composito della catarsi sofoclea, i cui rimandi all’Edipo Re sono altrettanto evidenti quanto quelli di derivazione tolkieniana (d’altronde, conosciamo in Lucas un divoratore di letteratura classica). Nel suo viaggio perpetuo, nello spazio e nel tempo che contengono l’indeterminatezza della vita in un’eternità intima ed esteriore, ove gli uomini si combattono lungo un'asse infinita e ogni immagine allegorica può trovare un giusto senso, già 25 anni fa si figuravano i presagi della “cronaca di un trionfo annunciato”, e replicato nel 1997 attraverso il restauro degli episodi IV, V e VI. 

In questo caso, si trattò più che altro di una snaturata ricostruzione, di una decisiva "riedizione d'autore", come concretizza Maria Silvia Fiengo in un articolo apparso su "Guida completa a Star Wars: da Guerre Stellari a La Minaccia Fantasma" (Edizioni Falsopiano, 1999), poiché l'intervento non intendeva limitarsi alla correzione dei difetti dovuti al tempo e all'usura, ma aspirava ad arricchire la pellicola originaria con materiale il più delle volte girato ex novo, sottoponendo l'opera intera ad una riscrittura digitale. Si ha l'impressione, quasi, che Lucas si fosse ridestato in uno stato d'ansia, preoccupato che le visibili differenze estetiche tra la saga originaria ed il suo prequel rimarcassero delle incongruenze sgradevoli e dissonanti, negando al progetto d'insieme un'indispensabile senso di continuità. Insinuazioni vaghe, ad ogni modo, scalzate da una verità trasparente: dall'esistenza, cioè, di un pubblico devoto e settario che sembra aver fenduto il rischio dell'incoerenza, ancora sedotto, dopo oltre vent'anni, dal fascino di un leggenda senza frontiere, da un sogno prezioso e ineguagliato, dall'attesa di una destinazione che coincide con il traguardo di una vita intera.

Francesco Russo

Speciale Guerre Stellari


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