Anno VII - Numero 33 - Maggio 2002

I film del mese


BIG TROUBLE – UNA VALIGIA PIENA DI GUAI
(
BIG TROUBLE)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaBarry Sonnenfeld
Sceneggiatura
Robert Ramsey, Matthew Stone
Fotografia
Greg Gardiner
Scenografia
Garreth Stover
Costumi
Mary Vogt
Musica
: James Newton Howard
Montaggio
Steven Weisberg
Prodotto da
Barry Sonnenfeld, Barry Josephson, Tom Jacobson
(USA, 2002)

Durata
85’
Distribuzione cinematografica
Buena Vista International

PERSONAGGI E INTERPRETI

Eliot Arnold: Tim Allen
Anna Herk: Rene Russo
Arthur Herk: Stanley Tucci
Snake: Tom Sizemore
Henry: Dennis Farina

Nella turbolenta città di Miami, una misteriosa valigia sta per sconvolgere la vita di un improbabile banda di personaggi. Si tratta di casuali vittime del fato, tra cui troviamo un disilluso pubblicitario divorziato alle prese con i guai del figlio, un giovane e squattrinato giramondo con un’oscura passione per le patatine messicane, una coppia di disorganizzati criminali, due disorientati sicari mafiosi, una bella signora stanca del marito e il marito stesso, arrogante uomo d’affari con una particolare inclinazione all’alcol e alle donne. E non sono i soli. Tutti, ad ogni modo, si troveranno coinvolti in una sregolata girandola di equivoci che li porterà ad incontrarsi davanti al misterioso contenuto della valigia, al ritmo di una stazione radio invasa dai tifosi della squadra dei Gators. 

Il talento (raro) di Barry Sonnenfeld è nel saper coniugare i toni della parodia e i ritmi frenetici del cinema d'azione, riuscendo nella difficile impresa di mantenere entrambi in un rigoroso equilibrio strutturale. Il regista di "Get Shorty", "La famiglia Addams", "Wild Wild West" e "Men in Black" è un intrattenitore allergico alle digressioni e legato ad una tradizione estetica che si preoccupa di rivelare esclusivamente quanto è necessario, sempre al servizio della sceneggiatura, pur quando sceglie di esporsi con affettati movimenti di macchina e licenziosi esercizi di montaggio. 

Big trouble è un trascinante film corale di esemplare stabilità, simmetrico e senza pause, tenuto assieme da un cast che annovera caratteristi del calibro di Stanley Tucci e Tom Sizemore. Merito del regista è proprio di non lasciarsi sopraffare dalle competenze degli interpreti, attento a mantenere il controllo sul suo lavoro, determinato a dimostrare un potenziale espressivo latente solo in apparenza: Sonnenfeld è indubbiamente un corrosivo demolitore dei costumi sociali statunitensi, un iconoclasta periferico che ha rivelato la validità dei suoi argomenti sin dai due fortunati episodi de “La famiglia Addams”. Stavolta il bersaglio non si nasconde dietro una metafora. La beffarda inettitudine dei personaggi - che, per un antico dualismo, contagia anche i loro animali - si sovrappone ai contrasti culturali che ancora dividono i 50 stati americani in frammentarie identità, realizzando abilmente uno spassoso e perspicuo confronto gemellare tra idiozia e intolleranza. Si ride di continuo per un’ora e trenta, travolti da un incontenibile avvicendamento di gags e allusivi sarcasmi, rapidamente sino al momento della verità, comprensiva del valore di un regista che conosce il suo mestiere.

Francesco Russo


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)