CAST TECNICO ARTISTICO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Regia:
Santosh Shivan
Sceneggiatura: Santosh Shivan,
Ravi Deshpande, Vijay Deveshwar
Fotografia: Santosh Shivan
Costumi: Anuradha
Musica: Rajamani, Sonu Sisupal
Montaggio: A.Sreekar Prasad
Prodotto da: Jit Joshi, A.Sreekar
Prasad
(India, 1999)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica:
Key Films
PERSONAGGI E INTERPRETI
Malli: Ayesha Dharker
Lover: K.Krishna
Leader: Sonu Sisipal
Lotus: Vishwas
Sumitra: Anuradha
Old Lady: Bhavani



Ispirato
all’omicidio del primo ministro indiano Rajiv Gandhi, avvenuto nel
1991, “The Terrorist” è il primo lungometraggio diretto da Santosh
Shivan, già direttore della fotografia di lungo corso, insignito di
alcuni importanti premi nazionali. Girato in soli 17 giorni nelle
location di Kerala e Madras, con un piccolo budget ed un cast composto
esclusivamente da attori non professionisti, il film ha ottenuto
significativi riconoscimenti in diversi festival internazionali e
suscitato l’ammirazione di John Malkovich, che ne ha curato la
presentazione sul mercato statunitense. Chi pretenda, da opere
incentrate sull’argomento terrorismo, l’andamento frastornante e
spettacolarizzato di pellicole quali “Trappola di cristallo” (1988)
o “The Peacemaker” (1997), eviti di andare a vederlo: l’approccio
prescelto dal cineasta indiano è introspettivo ed intimista, sulla scia
del suo illustre conterraneo Satyajit Ray o del rigoroso Robert Bresson.
Protagonista della vicenda narrata è la diciannovenne Malli: figlia di
un poeta nazionalista, sorella minore di un giovane immolatosi col
cianuro alla causa della rivoluzione (ella medesima ne ha vendicato la
morte, giustiziando chi lo tradì), la fanciulla vive in un campo di
addestramento ove impara a sacrificare
anche la vita per il proprio paese. Prescelta per assassinare un
importante leader politico, facendosi saltare in aria accanto a lui
durante una cerimonia, la seguiamo nei suoi ultimi giorni prima
dell’attentato: ne verifichiamo la dura scorza che però nasconde
ferite mal rimarginate, la vediamo combattere contro il tarlo del dubbio
in nome di una tenerezza che assume forme impreviste ed inattese.
Non
vi sveleremo la decisione ultima della ragazza, non vi diremo se ella si
risolverà alla fine a premere o meno il fatidico pulsante
dell’esplosivo: non è questo, d’altro canto, quel che qui più
conta. Il principale interesse di “The Terrorist” , infatti, risiede
nell’attenta notomizzazione della psicologia della protagonista: lungi
dal presentarla come un essere inumano e privo di sentimenti, Malli
viene seguita passo dopo passo nel corso della sua odissea nella
consapevolezza, lungo i sentieri che portano verso l’amore ed il
rispetto per se stessi prima che per gli altri. Possono essere discorsi
difficili da fare, oggi, in tempi di demonizzazione onnicomprensiva
della lotta politica condotta con mezzi violenti: d’altro canto - come
annotava acutamente l’autorevole Roger Ebert sul “Chicago Sun Times”
- è difficile negare del rispetto a persone pronte a pagare il prezzo
più elevato per quanto fanno, così collocandosi quantomeno su un piano
morale superiore rispetto a chi comanda a distanza la morte,
farneticando di “bombe intelligenti”.
Dibattito ideologico a parte, “The
Terrorist” è una tra le cose più convincenti di un’estate
cinematografica ricca di titoli ma carente sul versante della qualità:
andate a vederlo, vi riconcilierete con il buon cinema.