Anno VII - Numero 35 - Luglio 2002

I film del mese


THE TERRORIST

CAST TECNICO ARTISTICO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Regia: Santosh Shivan
Sceneggiatura
: Santosh Shivan, Ravi Deshpande, Vijay Deveshwar
Fotografia
: Santosh Shivan
Costumi
: Anuradha
Musica
: Rajamani, Sonu Sisupal
Montaggio
: A.Sreekar Prasad
Prodotto da
: Jit Joshi, A.Sreekar Prasad
(India, 1999)

Durata
: 95'
Distribuzione cinematografica
: Key Films

PERSONAGGI E INTERPRETI 

Malli: Ayesha Dharker
Lover: K.Krishna
Leader: Sonu Sisipal

Lotus: Vishwas

Sumitra: Anuradha
Old Lady: Bhavani

Ispirato all’omicidio del primo ministro indiano Rajiv Gandhi, avvenuto nel 1991, “The Terrorist” è il primo lungometraggio diretto da Santosh Shivan, già direttore della fotografia di lungo corso, insignito di alcuni importanti premi nazionali. Girato in soli 17 giorni nelle location di Kerala e Madras, con un piccolo budget ed un cast composto esclusivamente da attori non professionisti, il film ha ottenuto significativi riconoscimenti in diversi festival internazionali e suscitato l’ammirazione di John Malkovich, che ne ha curato la presentazione sul mercato statunitense. Chi pretenda, da opere incentrate sull’argomento terrorismo, l’andamento frastornante e spettacolarizzato di pellicole quali “Trappola di cristallo” (1988) o “The Peacemaker” (1997), eviti di andare a vederlo: l’approccio prescelto dal cineasta indiano è introspettivo ed intimista, sulla scia del suo illustre conterraneo Satyajit Ray o del rigoroso Robert Bresson. Protagonista della vicenda narrata è la diciannovenne Malli: figlia di un poeta nazionalista, sorella minore di un giovane immolatosi col cianuro alla causa della rivoluzione (ella medesima ne ha vendicato la morte, giustiziando chi lo tradì), la fanciulla vive in un campo di addestramento ove impara a sacrificare  anche la vita per il proprio paese. Prescelta per assassinare un importante leader politico, facendosi saltare in aria accanto a lui durante una cerimonia, la seguiamo nei suoi ultimi giorni prima dell’attentato: ne verifichiamo la dura scorza che però nasconde ferite mal rimarginate, la vediamo combattere contro il tarlo del dubbio in nome di una tenerezza che assume forme impreviste ed inattese.

Non vi sveleremo la decisione ultima della ragazza, non vi diremo se ella si risolverà alla fine a premere o meno il fatidico pulsante dell’esplosivo: non è questo, d’altro canto, quel che qui più conta. Il principale interesse di “The Terrorist” , infatti, risiede nell’attenta notomizzazione della psicologia della protagonista: lungi dal presentarla come un essere inumano e privo di sentimenti, Malli viene seguita passo dopo passo nel corso della sua odissea nella consapevolezza, lungo i sentieri che portano verso l’amore ed il rispetto per se stessi prima che per gli altri. Possono essere discorsi difficili da fare, oggi, in tempi di demonizzazione onnicomprensiva della lotta politica condotta con mezzi violenti: d’altro canto - come annotava acutamente l’autorevole Roger Ebert sul “Chicago Sun Times” - è difficile negare del rispetto a persone pronte a pagare il prezzo più elevato per quanto fanno, così collocandosi quantomeno su un piano morale superiore rispetto a chi comanda a distanza la morte, farneticando di “bombe intelligenti”.
D
ibattito ideologico a parte, “The Terrorist” è una tra le cose più convincenti di un’estate cinematografica ricca di titoli ma carente sul versante della qualità: andate a vederlo, vi riconcilierete con il buon cinema.

Francesco Troiano


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