Anno VII - Numero 35 - Luglio 2002

I film del mese


SCOOBY-DOO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Raja Gosnell
Sceneggiatura
: James Gunn
Fotografia
: David Eggby
Scenografia
: Bill Boes
Costumi
: Peter O'Halloran, Kelly Foreman, Kim Green, Amy Mitchell
Musica
: David Newman
Montaggio
: Kent Beyda
Prodotto da
: Charles Roven, Richard Suckle
(USA, 2002)

Durata
: 85’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Velma: Linda Cardellini
Fred: Freddie Prinze Jrl
Daphne: Sarah Michelle Gellar
Shaggy: Matthew Lillard
Mondavarious: Rowan Atkinson

La "Misteri e Affini", famosa società d'investigazione guidata dal genio di Velma e dai compagni Fred e Daphne, insieme agli irresistibili Shaggy e Scooby, chiude dopo tante stagioni di gloria a causa dei profondi contrasti interni. Due anni dopo, i cinque ex-soci vengono convocati separatamente per indagare su una serie di eventi paranormali a Spooky Island, un'isola adibita a parco dei divertimenti. Preoccupato al pensiero che il suo centro vacanze possa essere infestato, il miliardario Emile Mondavarious vuole rimettere insieme i detective perché risolvano il mistero prima che tutti i clienti abbandonino l'isola. Per affrontare adeguatamente il caso, Scooby-Doo e i ragazzi dovranno superare le divergenze a appellarsi ad ogni loro risorsa poiché, stavolta, è in gioco nientemeno che il destino del mondo.

Aprendo una porta dove un'altra si chiude, questo dissacrante Scooby-Doo inizia dalla fine di una storia lunga almeno tre generazioni di spettatori e inscena la separazione della celebre Mystery Inc., protagonista di infinite avventure, tutte calate in una brillante miscela di horror e di giallo. Alle origini, in mezzo a tanti personaggi di contorno, il gruppo aveva trovato nella singolare amicizia tra il timido Shaggy e il cane Scooby-Doo, terrorizzati dal mistero e rassicurati soltanto dal cibo abbondante, la formula per un successo trentennale. Oggi, il film vuole aggiungere dell’altro: in un certo qual modo, la sua novità più accattivante è rappresentata dalla crisi d'identità che colpisce Dafne, Fred e Velma, i tre personaggi marginali del cartoon, stanchi di rappresentare degli inviolabili stereotipi e decisi a rivendicare la propria autonomia, nonostante non siano loro - e non potrebbero esserlo - l'unico target di questo progetto, poiché in uno slancio iconoclastico dello sceneggiatore James Gunn gli stessi Shaggy e Scooby vengono sottoposti ad un rinnovamento formale e portati ad esibirsi occasionalmente in gags alquanto dozzinali, più vicine alla sfacciata corrente comica del filone "American Pie" che alla sobria ironia del cartone animato di Hanna & Barbera.

Certo Matthew Lillard, giovane attore già incontrato nel primo capitolo della saga "Scream" e nel deludente "I tredici spettri", rivela le sue potenzialità portando minuziosamente sullo schermo i gesti goffi e clowneschi di una figura difficilmente rappresentabile fuori dal suo contesto, mostrando al contempo padronanza nell’interagire con la sua controparte digitale, uno Scooby-Doo vistosamente fasullo, e nel moderarne le carenze. Grazie al suo apporto, gli ingredienti indispensabili ad evocare la comicità distintiva del cartone animato si arricchiscono d’inaspettate sfumature, ma al di la di questo, il film riserva soltanto una banale sorpresa circa il ruolo giocato dal piccolo Scrabby-Doo (il cucciolo apparso nella serie televisiva a partire dal 1979), che a qualcuno potrà addirittura risultare sgradita. D'altronde Scooby-Doo, esonerato da ogni ambizioso proposito, desidera soltanto essere un film modesto, divertente e leggero, transitorio come il suo probabile destino.

Francesco Russo


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