CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Raja Gosnell
Sceneggiatura: James Gunn
Fotografia: David Eggby
Scenografia: Bill Boes
Costumi: Peter O'Halloran, Kelly Foreman, Kim Green, Amy
Mitchell
Musica: David Newman
Montaggio: Kent Beyda
Prodotto da: Charles Roven, Richard Suckle
(USA, 2002)
Durata: 85’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros Italia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Velma: Linda Cardellini
Fred: Freddie Prinze Jrl
Daphne: Sarah Michelle Gellar
Shaggy: Matthew Lillard
Mondavarious: Rowan Atkinson


La
"Misteri e Affini", famosa società d'investigazione guidata
dal genio di Velma e dai compagni Fred e Daphne, insieme agli
irresistibili Shaggy e Scooby, chiude dopo tante stagioni di gloria a
causa dei profondi contrasti interni. Due anni dopo, i cinque ex-soci
vengono convocati separatamente per indagare su una serie di eventi
paranormali a Spooky Island, un'isola adibita a parco dei divertimenti.
Preoccupato al pensiero che il suo centro vacanze possa essere
infestato, il miliardario Emile Mondavarious vuole rimettere insieme i
detective perché risolvano il mistero prima che tutti i clienti
abbandonino l'isola. Per affrontare adeguatamente il caso, Scooby-Doo e
i ragazzi dovranno superare le divergenze a appellarsi ad ogni loro
risorsa poiché, stavolta, è in gioco nientemeno che il destino del
mondo.
Aprendo
una porta dove un'altra si chiude, questo dissacrante Scooby-Doo
inizia dalla fine di una storia lunga almeno tre generazioni di
spettatori e inscena la separazione della celebre Mystery Inc.,
protagonista di infinite avventure, tutte calate in una brillante
miscela di horror e di giallo. Alle origini, in mezzo a tanti personaggi
di contorno, il gruppo aveva trovato nella singolare amicizia tra il
timido Shaggy e il cane Scooby-Doo, terrorizzati dal mistero e
rassicurati soltanto dal cibo abbondante, la formula per un successo
trentennale. Oggi, il film vuole aggiungere dell’altro: in un certo
qual modo, la sua novità più accattivante è rappresentata dalla crisi
d'identità che colpisce Dafne, Fred e Velma, i tre personaggi marginali
del cartoon, stanchi di rappresentare degli inviolabili stereotipi e
decisi a rivendicare la propria autonomia, nonostante non siano loro - e
non potrebbero esserlo - l'unico target di questo progetto, poiché in
uno slancio iconoclastico dello sceneggiatore James
Gunn gli stessi Shaggy e Scooby vengono sottoposti ad un
rinnovamento formale e portati ad esibirsi occasionalmente in gags
alquanto dozzinali, più vicine alla sfacciata corrente
comica del filone "American Pie" che alla sobria ironia del
cartone animato di Hanna & Barbera.
Certo
Matthew Lillard, giovane attore già
incontrato nel primo capitolo della saga "Scream" e nel
deludente "I tredici spettri", rivela le sue potenzialità
portando minuziosamente sullo schermo i gesti goffi e clowneschi di una
figura difficilmente rappresentabile fuori dal suo contesto, mostrando
al contempo padronanza nell’interagire con la sua controparte
digitale, uno Scooby-Doo vistosamente fasullo, e nel moderarne le
carenze. Grazie al suo apporto, gli ingredienti indispensabili ad
evocare la comicità distintiva del cartone animato si arricchiscono
d’inaspettate sfumature, ma al di la di questo, il film riserva
soltanto una banale sorpresa circa il ruolo giocato dal piccolo
Scrabby-Doo (il cucciolo apparso nella serie televisiva a partire dal
1979), che a qualcuno potrà addirittura risultare sgradita. D'altronde Scooby-Doo,
esonerato da ogni ambizioso proposito, desidera soltanto essere un film
modesto, divertente e leggero, transitorio come il suo probabile
destino.