Anno VII - Numero 35 - Luglio 2002

I film del mese


RADIO KILLER
(JOY RIDE)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaJohn Dahl
Sceneggiatura
Clay Tarver, J.J. Abrams
Fotografia
Jeffrey Jur
Scenografia
Rob Pearson
Costumi
Terry Dresbach
Musica
Marco Beltrami
Montaggio
Eric L. Beason, Scott Chestnut, Todd E. Miller, Glen Scantlebury
Prodotto da
J. J. Abrams, Chris Moore
(USA, 2001)
Durata
94’
Distribuzione cinematografica
Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Fuller: Steve Zhan
Lewis: Paul Walker
Venna: Leelee Sobieski 

L’estate del giovane studente Lewis è alle porte e il viaggio dal college verso casa sta per iniziare. Per l’occasione Lewis decide di invitare anche Venna, amica di infanzia della quale è da sempre segretamente innamorato. Prima della partenza scopre che suo fratello Fuller, maggiore e scavezzacollo, è in stato di arresto per ubriachezza nel carcere di Salt Lake City. La cittadina, a poche miglia, è sulla strada verso casa, e lui ne approfitta per pagargli la cauzione. Neanche a dirlo il terzo incomodo si unisce alla coppia, e per ringraziare il fratellino acquista per lui una radio CB da installare sulla macchina. Ma dalle onde corte di uno strumento ormai in disuso si diffonde poco dopo la voce di “Chiodo Arrugginito”, ignoto camionista coinvolto in uno scherzo pericoloso dai due fratelli. Fingendosi la voce suadente di una donna, “Caramellina”, i fratelli gli danno un appuntamento al quale però non si presentano. Con inimmaginabili conseguenze per i tre sventurati.

Parte da una burla il nuovo thriller di John Dahl, già autore di pellicole di genere come “Red Rock West” e “L’ultima seduzione” e resta avvolto da una fitta trama di ironia mescolata a terrore per tutto il suo svolgimento. Se per citazione resta inevitabile associarlo al terrifico “The hitcher”, già foriero di pura violenza sulle calde strade che attraversano gli sconfinati paesaggi statunitensi, il film riallaccia, dopo una lunga pausa, il filone dell’horror per teen agers in puro stile anni Ottanta nel quale si passa, con declinata tensione, dalla tranquilla camera di un college americano alle lunghe strisce nere d’asfalto di una notte estiva. Pur cedendo ad alcune ingenuità narrative – una strada senza uscita, un rosso fisso sull’indicatore della benzina, l’accensione della macchina difettosa con il camion killer alle spalle – il film riesce nel tentativo di creare una suspence ben calibrata, alternando picchi di vera tensione  -come negli inseguimenti e le fughe lungo le strade – a momenti in cui la storia viaggia sulle onde radio del CB, dalla voce minacciosa del temibile camionista  senza volto, tanto per restare nelle migliore delle tradizioni. Intuibili i colpi di scena in alcuni casi, ma non tanto da smorzare il sottile velo di paura che pervade tutta la narrazione e fantasioso l’umorismo che giunge di tanto in tanto a rinfrancare lo spettatore.

Anche Dahl, come tanti altri registi prima di lui, cede al misterioso fascino di creare un thriller “on the road” e lo fa sfruttando la migliore ambientazione possibile: le lunghe linee dritte che tagliano l’America in lungo e in largo, deserte per chilometri, costellate qui e la’ dai neon dei motel a ore, completamente abbandonate da ogni tipo di sorveglianza e sicurezza. Bravi e freschi anche i giovani attori, in particolare Steve Zhan nel ruolo dello scapestrato Fuller, inventore dello scherzo che da’ vita a tutto il film. Radio Killer non passerà alla storia come un capolavoro ma senza dubbio apre di nuovo la strada ad un thriller poco psicologico che lascia spazio alla pura e semplice paura abbandonando contorte dinamiche mentali. Finale aperto, in odor di sequel.

Fania Petrelli


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