Anno VII - Numero 35 - Luglio 2002

I film del mese


IL CASTELLO
(THE LAST CASTLE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Rod Lurie
Sceneggiatura
: David Scarpa, Graham Yost
Fotografia
: Shelly Johnson
Scenografia
: Kirk M. Petrucelli
Costumi
: Ha Nguyen
Musica
: Jerry Goldsmith
Montaggio
: Michael yablow, Kevin Stitt 
Prodotto da
: Robert Lawrence, Don Zepfel
(USA, 2001)

Durata
: 131'
Distribuzione cinematografica
: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Generale Eugene Irwin: Robert Redford
Colonnello Winter: James Gandolfini
Yates: Mark Rufalo
Capitano Perez: Steve Burton
Generale Wheeler: Delroy Lindo

Al suo quarto film il regista israeliano Rod Lurie, uno specialista del thriller sociopolitico ("The contender" su tutti), affronta il genere carcerario con The Last Castle.
Il Generale Irwin (Robert Redford) è un militare, accusato ingiustamente di essere il responsabile della morte di otto suoi commilitoni durante un'azione di guerra e per questo condannato all'ergastolo. Il direttore della prigione militare è il colonnello Winter, James Gandolfini, un militare di grado inferiore, sadico e dispotico, che dapprincipio ammira Irwin per la sua fama di ottimo comandante ma dal quale dissente nei metodi. Quando Irwing contesta il comando del direttore, all'interno della prigione comincia un conflitto tra i due ufficiali destinato ad esplodere. 

La formula di The Last Castle sembrerebbe già vista e di routine ma il regista israeliano riesce a confezionare un prodotto rinnovato ed efficace, anche grazie al solido copione scritto da David Scarpa.
Lurie incentra la storia all'interno del monolitico castello di granito. Redford, anziché interpretare i panni dell'eroe vincitore e sarcastico (come avrebbe fatto Eastwood), propone un eroe misurato e calcolatore, stanco anche di tutte quelle vicende che lo hanno allontanato dalla sua vita e dalla sua famiglia. Giocando contro il cliché Gandolfini non è un sadico alla "The Shawshank redemption" (Le ali della libertà). La sua interpretazione paciosa ci colpisce, lasciandoci perplessi sulla sua vera natura, minacciosa e repellente. Questi due personaggi si confrontano come in una partita a scacchi perpetua e formano la tela sulla quale si dipana il film.
Una pellicola solida, che lascia spazio all'azione nei giusti momenti, filmata tralasciando le solite convenzioni che popolano gli schermi americani. Un film d'intrattenimento da non perdere.

Enrique Ochoa


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