Anno VII - Numero 29 - Gennaio 2002

I film del mese


PAULINE & PAULETTE

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Lieven Debrauwer
Fotografia
: Michel Van Laer
Scenografia
: Jacques Boon Hilde Duyck
Costumi
: Erna Siebens
Musica
: Philippe Ravoet Frédéric Devreese
Montaggio
: Philippe Ravoet
Prodotto da
: Dominique Janne, Marie-Astrid Lamboray
(Belgio, Paesi Bassi, Francia, 2001)

Durata
: 78'
Distribuzione cinematografica
: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dora van der Groen: Pauline
Ann Petersen: Ann Peterson
Rosemarie Bergmans: Cècile
Idwig Stephane: Albert
Julienne De Bruyn: Martha

Pauline è una donna di sessantasei anni, rimasta alla sfera infantile, non è in grado di prendersi cura di sé e trascorre il suo tempo tra la cura delle piante e le numerose visite al negozio di una delle sorelle Paulette, per la quale nutre un’eccessiva ammirazione. E’ Martha che si occupa di lei, accudendola in tutto e dividendo con lei la propria casa. Ma un giorno Martha muore improvvisamente e Pauline diventa un problema per le due sorelle Paulette e Cecile. Nessuna delle due intende sacrificare parte della propria libertà per accudirla, seppure il testamento di Martha imponga chiaramente ad una delle sorelle di prendere con sé Pauline, per avere in cambio l’eredità. Fra i litigi e le ripicche Pauline non si lascia trattare come un pacco postale e decide autonomamente dove voler vivere, creando scompiglio nella famiglia.

Delicata commedia dolce amara, ambientata in un mondo che pochi hanno saputo portare sullo schermo con la stessa grazia e lo stesso sguardo ironico ma non compiaciuto, questa pellicola ha vinto il premio del pubblico alla cinquantaquattresima edizione del Festival di Cannes. La storia semplice di questa bambina di sessantasei anni, innamorata del mondo da operetta in cui vive la sorella Paulette, commuove e trascina lo spettatore in una sorta di atmosfera irreale e multicolore. Il film dona alcune magistrali scene che sembrano uscite da un tempo lontanissimo, intessute di particolari dal gusto retrò. Il negozio e la casa di Paulette sono un capolavoro di scenografia, tra tessuti in tutte le nuances del rosa, le ceramiche di bisquit, e le carte mille rose dal sapore ottocentesco. Eppure la pellicola rimane come sospesa tra un certo numero di interrogativi suggeriti ma mai posti direttamente, e soffre di una certa superficialità di contenuti, tralasciando il tema dell’integrazione dei disabili, quasi come se lo si volesse minimizzare in virtù di una leggerezza comica che non comunque non ne prescinde l’importanza.

Danila Filippone


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