: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Dora van der Groen: Pauline
Ann Petersen: Ann Peterson
Rosemarie Bergmans: Cècile
Idwig Stephane: Albert
Julienne De Bruyn: Martha


Pauline
è una donna di sessantasei anni, rimasta alla sfera infantile, non è
in grado di prendersi cura di sé e trascorre il suo tempo tra la cura
delle piante e le numerose visite al negozio di una delle sorelle
Paulette, per la quale nutre un’eccessiva ammirazione. E’ Martha che
si occupa di lei, accudendola in tutto e dividendo con lei la propria
casa. Ma un giorno Martha muore improvvisamente e Pauline diventa un
problema per le due sorelle Paulette e Cecile. Nessuna delle due intende
sacrificare parte della propria libertà per accudirla, seppure il
testamento di Martha imponga chiaramente ad una delle sorelle di
prendere con sé Pauline, per avere in cambio l’eredità. Fra i litigi
e le ripicche Pauline non si lascia trattare come un pacco postale e
decide autonomamente dove voler vivere, creando scompiglio nella
famiglia.
Delicata
commedia dolce amara, ambientata in un mondo che pochi hanno
saputo portare sullo schermo con la stessa grazia e lo stesso sguardo
ironico ma non compiaciuto, questa pellicola ha vinto il premio del
pubblico alla cinquantaquattresima edizione del Festival di Cannes. La
storia semplice di questa bambina di sessantasei anni, innamorata del
mondo da operetta in cui vive la sorella Paulette, commuove
e trascina lo spettatore in una sorta di atmosfera irreale e multicolore.
Il film dona alcune magistrali scene che sembrano uscite da un tempo
lontanissimo, intessute di particolari dal gusto retrò. Il negozio e la
casa di Paulette sono un capolavoro di scenografia, tra tessuti in tutte
le nuances del rosa, le ceramiche di bisquit, e le carte mille rose dal
sapore ottocentesco. Eppure la pellicola rimane come sospesa tra un
certo numero di interrogativi suggeriti ma mai posti direttamente, e
soffre di una certa superficialità di contenuti, tralasciando il tema
dell’integrazione dei disabili, quasi come se lo si volesse
minimizzare in virtù di una leggerezza comica che non comunque non ne
prescinde l’importanza.