Anno VII - Numero 29 - Gennaio 2002

I film del mese


BRUCIO NEL VENTO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura
: Silvio Soldini, Doriana Leondeff dal romanzo "Ieri" di Agota Kristof
Fotografia
: Luca Bigazzi
Scenografia
: Paola Bizzarri
Costumi
: Silvia Nebiolo
Musica
: Giovanni Venosta
Montaggio
: Carlotta Cristiani
Prodotto da
: Lionello Cerri per Albachiara – Rai Cinema – Vega Film - RTSI
(Italia-Svizzera, 2001)

Durata
: 118’
Distribuzione cinematografica
: 01 Rai Cinema e Studio Canal Distribution s.r.l.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tobias: Ivan Franek
Line: Barbara Lukešová
Yolande: Caroline Baehr
Janek: Ctirad Götz
Tobias a 6 anni: Filip Gottschalk
Line a 6 anni: Kamila Bednářova
Tobias a 12 anni: Tomáš Kadlec
Madre: Jitka Jeková
Padre: Jaromír Dulava
Eve: Cécile Pallas
Pavel: Petr Forman
Kristof: Pavel Andel

Una regia di estrema raffinatezza, essenziale ed equilibrata. Capace di generare e raccordare immagini liriche, visionarie, suggestive. La rigorosa costruzione del significante filmico contrasta col tumulto delle passioni, che vengono esteticamente sublimate e assuono una forza atemporale piů consona alla tragedia che al mélo.
Il contrasto, del resto, č insito nello stesso protagonista, fragile e violento, impenetrabile a chi lo circonda e tuttavia trasparente grazie agli intensissimi primi piani del protagonista, che dŕ luogo a una grande prova d’attore. Attorno a lui, altri visi, tanto autentici quanto espressivi. Emigrati che si trascinano dalla fabbrica al bistrot seguendo il ritmo monotono di un’esistenza alienata, le cui miserie vengono presentate o suggerite in modo lucido, mai patetico.

Ma č certamente l’amore di Tobias e Line il fulcro del film. Un sentimento lacerante e struggente, che sfiora con delicatezza il tema dell’incesto senza strumentalizzarlo. Tobias, ancora ragazzino, fugge in Svizzera da un paese dell’Est, convinto di avere ucciso suo padre. Gli incubi lo tormentano, lo costringono ogni tanto a rifugiarsi nei boschi innevati come un animale ferito e braccato. La natura, forte e maestosa, diventa per Tobias una seconda madre. La sua incontenibile energia primordiale, messa in evidenza dal cinemascope e dalla splendida fotografia di Bigazzi, richiama simbolicamente l’impeto della passione. Tobias č ossessionato da un ideale femminile, Line, l’unica donna di cui potrebbe innamorarsi e che riuscirebbe a salvarlo. E un giorno, Line, sua ex-compagna di scuola e sorellastra, arriva nel villaggio e incomincia a lavorare nella sua stessa fabbrica. Improvvisamente, lo squallore che Tobias ha sempre combattuto attraverso l’arte, č illuminato di gioia. Infatti, a differenza del libro a cui s’ispira, il film si conclude con un lieto fine, liberatorio e necessario, dopo vicende tanto dolorose. Cosě, dopo una commedia rarefatta e leggiadra come "Pane e tulipani", Soldini affronta una storia diversa e sofferta, in concorso al Festival di Berlino. Dimostrando che la sua sensibilitŕ d’autore ha saputo evolvere, immutata.

Paola Daniela Orlandini


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