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01 Rai Cinema e Studio Canal Distribution s.r.l.
PERSONAGGI E INTERPRETI
Tobias: Ivan Franek
Line: Barbara Lukešová
Yolande: Caroline Baehr
Janek: Ctirad Götz
Tobias a 6 anni: Filip Gottschalk
Line a 6 anni: Kamila Bednářova
Tobias a 12 anni: Tomáš Kadlec
Madre: Jitka Jeková
Padre: Jaromír Dulava
Eve: Cécile Pallas
Pavel: Petr Forman
Kristof: Pavel Andel




Una
regia di estrema raffinatezza, essenziale ed equilibrata.
Capace di generare e raccordare immagini liriche, visionarie,
suggestive. La rigorosa costruzione del significante filmico contrasta
col tumulto delle passioni, che vengono esteticamente sublimate e
assuono una forza atemporale piů consona alla tragedia che al mélo.
Il contrasto, del resto, č insito nello stesso protagonista, fragile e
violento, impenetrabile a chi lo circonda e tuttavia trasparente grazie
agli intensissimi primi piani del protagonista, che dŕ luogo a una
grande prova d’attore. Attorno a lui, altri visi, tanto autentici
quanto espressivi. Emigrati che si trascinano dalla fabbrica al bistrot
seguendo il ritmo monotono di un’esistenza alienata, le cui miserie
vengono presentate o suggerite in modo lucido, mai patetico.
Ma
č certamente l’amore di Tobias e Line il fulcro del film. Un
sentimento lacerante e struggente, che sfiora con delicatezza il tema
dell’incesto senza strumentalizzarlo. Tobias, ancora ragazzino, fugge
in Svizzera da un paese dell’Est, convinto di avere ucciso suo padre.
Gli incubi lo tormentano, lo costringono ogni tanto a rifugiarsi nei
boschi innevati come un animale ferito e braccato. La natura, forte e
maestosa, diventa per Tobias una seconda madre. La sua incontenibile
energia primordiale, messa in evidenza dal cinemascope e dalla splendida
fotografia di Bigazzi, richiama simbolicamente l’impeto della
passione. Tobias č ossessionato da un ideale femminile, Line, l’unica
donna di cui potrebbe innamorarsi e che riuscirebbe a salvarlo. E un
giorno, Line, sua ex-compagna di scuola e sorellastra, arriva nel
villaggio e incomincia a lavorare nella sua stessa fabbrica.
Improvvisamente, lo squallore che Tobias ha sempre combattuto attraverso
l’arte, č illuminato di gioia. Infatti, a differenza del libro a cui
s’ispira, il film si conclude con un lieto fine, liberatorio e
necessario, dopo vicende tanto dolorose. Cosě, dopo una commedia
rarefatta e leggiadra come "Pane e tulipani", Soldini affronta
una storia diversa e sofferta, in concorso al Festival di Berlino.
Dimostrando che la sua sensibilitŕ d’autore ha saputo evolvere,
immutata.