PERSONAGGI E INTERPRETI
David Aames: Tom Cruise
Sofia Serrano: Penelope Cruz
Curtis McCabe: Kurt Russel
Brian Shelby: Jason Lee
Edmund Ventura: Noah Taylor
Julie Gianni: Cameron Diaz


David
è giovane, ricco, famoso e bello. Sembra non mancare proprio niente
alla sua esistenza iper vitaminizzata da rampante e cinico figlio di
papà. Eppure la vita riserva brutti scherzi anche a chi sembra immune
da qualsiasi dolore. Un ragazzo con una maschera di gomma racconta ad
uno psichiatra i particolari misteriosi di una vita sconnessa, della
quale molti dettagli sono sommersi e vaghi: un incidente, un omicidio
che lo ha portato in carcere dove ora si trova, due donne bellissime, un
amico. Il ragazzo è David, sfigurato da un incidente, provocato da un
gesto disperato di Giulie, gelosa di una giovane donna spagnola, Sofia,
che sembra aver stregato David. La sua storia sembra dipanarsi
attraverso un complesso andirivieni di flash back, ma quale è la
verità che sfugge allo stesso protagonista?
Dopo
l’autobiografico "Almoust Famous", Cameron
Crowe dirige il rifacimento di Apri gli occhi di Alejandro
Amenàbar, regista di "The Others", che negli anni
novanta passò inosservato al grande pubblico. Onirico
e roboante, il film risulta a tratti farraginoso e complesso, eppure
funziona come macchina spettacolare tenendo alta la tensione
e l’aspettativa dello spettatore. Puntellato da una colonna sonora,
studiata nei minimi dettagli, il film si fregia di canzoni di autori
quali Peter Gabriel, Paul Mc Cartney, i Monkees, i Chemical Brothers,
Jeff Buckley e Bob Dylan. Mutuando suggestioni e atmosfere dalla
tradizione distopica di molta letteratura fantastica, da Philip K. Dick
a Ray Bradbury, sfociata poi in altrettanta produzione cinematografica, Vanilla
Sky sembra essere un’onirica materializzazione delle paure e delle
colpe del protagonista ma anche di ciascuno spettatore.
Volutamente
sfuggente ad un’unica interpretazione, la pellicola racconta di un
viaggio attraverso l’inconscio, dal quale David sembra non
riuscire ad uscire. E nemmeno è dato sapere quando questo viaggio sia
iniziato, forse al momento dell’incontro con Sofia, unica donna con la
quale sia forse possibile costruire un vero rapporto d’amore. Il
finale propone l’inquietante interrogativo tecnologico della nostra
civiltà, confondendo le linee tra sogno e realtà. Crowe usa
sapientemente il mezzo cinematografico anche se alcune lungaggini
tendono ad appesantire la pellicola, così come l’interpretazione a
tratti caricaturale di Tom Cruise.