|
LA
RAPINA
(3000 MILES TO GRACELAND)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:
Demian Lichtenstein
Sceneggiatura: Demian
Lichtenstein, Richard Recco
Fotografia: David
Franco
Scenografia: Robert de Vico
Costumi: Mary E.
McLeod
Musica: George S. Clinton
Montaggio: Michael J. Duthie, Miklos Wright
Prodotto da: Elie Samaha, Damien Liechtenstein, Richard Spero,
Eric Manes, Andrew Stevens
(USA, 2001)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: CDI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Murphy: Kevin Costner
Michael: Kurt Russell
Cybil Waingrow: Courtney Cox
Hanson: Christian Slater
Jesse Waingrow: David Kaye
 
Durante
la settimana dedicata alla celebrazione di Elvis Presley due ex compagni
di cella, Michael e Murphy, si ritrovano con altri complici per mettere
a segno un colpo miliardario. Semplice come un gioco: nei luccicanti
panni che furono del re di Memphis i malviventi si introducono nell’hotel
Riviera di Las Vegas, svaligiano le casse e si portano sul tetto dove
arriva un elicottero a prelevarli con il bottino. Ma il copione non va
così liscio e tra una raffica di mitra e l’altra la gang riesce a
mettersi in salvo crivellando di colpi la sorveglianza, qualche
avventore e perdendo uno dei componenti della banda. Al momento di
spartirsi il malloppo la complicità tra i cinque viene meno e a doversi
giocare la partita restano Murphy e Michael, ai quali si aggiungono una
giovane mamma, Cybil, innamorata di Michael, e il suo furbo bambino
Jesse. Tra inseguimenti e fughe da una parte all’altra del deserto del
Nevada sulla via che porta a Graceland, il bottino scivola tra equivoci
e colpi bassi tra le mani dei protagonisti con un epilogo inverosimile e
romantico.
Ennesimo
film sul tema della rapina, questo secondo lungometraggio di Demian
Lichtenstein, già apprezzato regista di videoclip musicali, ha
in sé quel senso spiccato del surreale che ricorda un po’ Tarantino,
le guerre tra mafiosi di Kitano, o il Raimi diabolico di "Soldi
sporchi". Esasperare talmente la violenza fino a trasfigurarla,
rendercela quasi non deprecabile, lanciarla talmente al limite del
ridicolo da diventare un mero elemento narrativo è un esperimento già
visto, ma non per questo facile. Lichtenstein ci riesce bene,
soprattutto in un primo tempo amorale,. Un’accelerazione che si perde
nel secondo tempo, quando entra in gioco il legame sentimentale tra
Michael e la bella Cybill, e l’affetto paterno tra lui e il bambino.
Quasi che l’aspetto umano del racconto provocasse una sorta di
scollamento in un film che poteva essere
completamente sopra le righe, paradossale. E che si perde del
tutto in un finale melenso e scontato che delude proprio perché troppo
lieto per un film che è una vera e propria carneficina. Niente di
nuovo, senza dubbio, anche se lasciano senza fiato certe scene animate
da un montaggio frenetico e veloce,
in particolare quella della sparatoria nell’albergo. Ottimo
il cast, con un Kurt Russell
tenebroso dal cuore tenero e un cattivissimo Kevin
Costner, a pennello nel ruolo del perdente che non molla fino
alla fine.
Fania
Petrelli
Acquista
i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|