Anno VII - Numero 30 - Febbraio 2002

I film del mese


FIGLI/HIJOS

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaMarco Bechis
Sceneggiatura
Marco Bechis, Lara Fremder
Fotografia
Fabio Cianchetti
Scenografia e Costumi
Caterina Giargia
Musica
Giovanni Venosta
Montaggio
Jacopo Quadri
Prodotto da
Amedeo Pagani, Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2001)

Durata
93’
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Javier Ramos: Carlos Echevarria
Julia Sarano: Rosa Ruggeri
Victoria Ramos: Stefania Sandrelli 
Enrique Pinero: Raul Ramos
La partoriente: Antonella Costa
La fidanzata di Javier: Evita Ciri
L’ostetrica: Delia Caseaux

Una donna partorisce, mentre due uomini aspettano fuori per prendere il suo bambino. La donna mette alla luce due gemelli, l’ostetrica riesce a nascondere in una borsa la bambina. Nella Milano di vent’anni dopo, Javier, il maschio dei due gemelli, vive una vita inconsapevole. Coccolato dal benessere di una famiglia agiata, si dedica spensierato ad una vita normale. Sua sorella Rosa un giorno arriva in Italia, dopo una ricerca disperata, durata tutta la vita, lo ha rintracciato via e mail e ora vuole tentare di raccontargli tutta la verità. Javier si rifiuta di crederle, eppure il dubbio lo sconvolge e la sua vita non sarà più la stessa. I due fratelli intraprendono un viaggio verso Barcellona, che per Javier è un viaggio interiore di dolorosa scoperta della verità.

Dopo "Garage Olimpo" Marco Bechis dirige un secondo film dedicato alla terribile vicenda dei desaparecidos dell’Argentina degli anni settanta. Se in "Garage Olimpo" il dramma era visibile in modo chiaro e crudo con la descrizione filmica dei campi di concentramento e delle torture subite dai prigionieri, in "Figli" la tragedia è tutta interiorizzata. Il racconto procede tortuoso tra le pieghe di un animo sconvolto da una verità insostenibile. Javier, lacerato dall’idea di aver vissuto una vita altra, rispetto a quella per cui era venuto al mondo, combatte l’idea che i suoi genitori, o almeno quelli che lui ha creduto tali, siano di fatto degli assassini. Il dramma di questi figli, strappati a giovani donne che andavano poi incontro alla morte e alla tortura, viene appena sfiorato dal film eppure il nodo emotivo di un’inaccettabile alienazione di vite, seguita e perseguita quasi in modo istituzionalizzato da un governo con la tacita complicità della popolazione, arriva al cuore dello spettatore. 

Bechis sceglie uno stile cinematografico diverso dal precedente, fatto di parole non dette, sguardi e allusioni emotive, che riecheggiano da un personaggio all’altro, lasciando in superficie la psicologica dei protagonisti per permettere a ciascuno di entrare individualmente in un dramma condiviso da molti. A questa atmosfera contribuisce l’intensa interpretazione dei protagonisti, tra cui spicca Stefania Sandrelli. Manca la forza espressiva con cui "Garage Olimpo" imponeva allo sguardo quasi incredulo dello spettatore un orrore difficile da accettare. "Figli" possiede a tratti un tono da dramma borghese, che sembra a volte congelare i sentimenti. Ma se il nodo emotivo rimane quasi irrisolto fino alla fine, si scioglie nel bel finale documentaristico, realizzato durante una delle manifestazioni reali organizzate dall’associazione H.I.J.O.S., da cui il film mutua il nome, attualizzando in modo forte il dramma dei figli dei desaparecidos.

Danila Filippone

Intervista a Marco Bechis


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)
E