Anno VII - Numero 30 - Febbraio 2002

I film del mese


DANNI COLLATERALI – COLLATERAL DAMAGE
(COLLATERAL DAMAGE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Andrew Davis
Sceneggiatura
: David Griffiths, Peter Griffiths
Fotografia
: Adam Greenberg
Scenografia
: Philip Rosenberg
Costumi
: Larry Velasco, Susana Campos, David Dietch, Thomas L. Fisher
Musica
: Graeme Revell
Montaggio
: Dennis Virkler, Dov Hoenig
Prodotto da
: Steven Reuther, David Foster
(USA, 2001)

Durata
: 107’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Gordy Brewer: Arnold Schwarzenegger
Selena (moglie di El Lupo): Francesco Neri
El Lupo: Cliff Curtis
Brandt: Elias Koteas
Armstrong: John Turturro

Gordy Brewer, eroico vigile del fuoco, vede moglie e figlio morire nell’esplosione di una bomba proprio sotto i suoi occhi, nell’attimo in cui raggiunge il luogo del loro appuntamento. Devastato dai sensi di colpa per un suo presunto ritardo, Gordy non riesce a darsi pace e decide, con o senza l’aiuto dell’FBI, di dare la caccia ai terroristi che hanno distrutto la sua vita e quella dei suoi cari. Dopo accurate ricerche personali, il pompiere scopre che l’organizzatore dell’attentato è un temuto terrorista colombiano conosciuto come El Lobo. Solo contro tutti, Gordy tenterà di entrare nel campo base del suo nemico attraversando le insidie della giungla e delle città, braccato dai ribelli e dalle forze speciali americane. 

Diretto da uno specialista come Andrew Davis ("Nico", "Il codice del silenzio", "Uccidete la colomba bianca", "Trappola in alto mare", "Il fuggitivo"), Arnold Schwarzenegger torna al genere d’azione con un film che, pur se realizzato prima dei drammatici eventi che hanno consegnato alla Storia l’11 settembre del 2001, sembra essere tra i primi rappresentanti di un nuovo "cinema della tensione": il prodotto di una tradizione che nell’industria cinematografica nasce e si sviluppa nei momenti di maggior squilibrio all’interno di una coscienza collettiva, ove trova nel turbamento e nel terrore – e nella dissennata attrazione che il pubblico americano prova per le paure che contaminano il flusso della sua vita quotidiana – i più efficaci strumenti dello spettacolo. Abbiamo esempi rappresentativi di questa tendenza nel cinema fantastico degli anni ’50, quando l’ansia per i ritmi incontrollabili del progresso ed il panico per la minaccia atomica affollavano le sale con incubi generati dagli errori e dalla superbia dell’uomo. 

Oggi, la storia di un pompiere che perde la famiglia in un incidente sembra affondare la lama nello stesso taglio, nonostante si tenga lontana da qualunque approfondimento. Danni collaterali è soltanto in superficie il più canonico film d’evasione, sostenuto da un ritmo adeguato e razionale e colmo dei convenzionali artifici alla radice di un action movie, che talvolta si abbandona a moderate prese di posizione. Eccezione fatta per una Francesca Neri distratta e disorientata da un ruolo che non le appartiene, il cast offre una prova dignitosa e credibile, tirando avanti un film senza molte pretese che resta indicato esclusivamente ai fedeli sostenitori di Arnold Schwarzenegger e ai passatisti del cinema d’azione anni ’80. Sconsigliato, invece, a chiunque sia in attesa di un evento straordinario.

Francesco Russo

Intervista a Arnold Schwarzenegger


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