: Warner
Bros
PERSONAGGI E INTERPRETI
Joe Moore: Gene Hackman
Bobby Blane: Delroy Lindo
Fran: Rebecca Pidgeon
Pincus: Ricky Jay
Mickey Bergman: Danny DeVito
Jimmy Silk: Sam Rocwell

Joe
è a capo di una veterana banda di rapinatori professionisti composta
dalla moglie Fran e dai compagni Bobby e Pincus. Dopo un colpo finito
male, Joe comprende di essere stanco e accoglie la dolorosa decisione di
ritirarsi dal mestiere. Ma Mickey Bergman, il losco individuo che
finanzia le sue rapine, rifiuta di pagare il compenso del suo ingaggio
per costringerlo a compiere con lui un’ultima, sensazionale impresa:
rubare un carico di oro svizzero. Seppur messo alle corde e senza più
un soldo in tasca, il ladro accetta l’incarico con tanta reticenza da
insospettire il diffidente Mickey, che obbliga il gruppo ad accettare la
presenza del suo scagnozzo Jimmy Silk, un incauto e presuntuoso
giovanotto senza esperienza. L’operazione prende inizio, ma una serie
d’inaspettati capovolgimenti mette in pericolo Joe ed i suoi compagni
costringendoli a cercare una via di fuga nelle soluzioni alternative:
gli assi nella manica di Joe, da cui dipendono tutti i loro piani. Ma la
loro strada è lunga, e non sempre le cose vanno per il verso
giusto.
Il
passato di David Mamet lo ricorda come uno
tra gli sceneggiatori più interessanti degli ultimi vent’anni. Dalla
sua mano sono nati infatti gioielli di prim’ordine come "Il
verdetto" di Sidney Lumet, "Il postino suona sempre due
volte", "Sesso & Potere" e "The Untouchables –
Gli Intoccabili". Anche in teatro, il suo successo è stato
testimone della fama di cui gode in America. Solo, dietro
alla macchina da presa il suo talento sembra dissolversi nello stile
asciutto delle sue lacune tecniche, compromettendo anche la
stabilità di una buona sceneggiatura. Ma tale rischio, in questo film
viene accuratamente evitato dalla mancanza di uno script che sia almeno
sufficiente. Oltre a subire i difetti di un montaggio debole ed incerto,
la logica del racconto viene offuscata da uno sviluppo
sfilacciato – illuminato a tratti da qualche divertente
battuta – e da un disorganizzato cast lontano dall’ispirazione
(eccezione fatta per lo straordinario Danny DeVito,
la cui incomparabile esperienza di caratterista è garanzia della sua
professionalità). Lo spettacolo pigro dell’azione e la noiosa
prevedibilità dei ripetuti colpi di scena, poi, conducono ad un fastidioso
anello di epiloghi che tornano con fiaccante insistenza al
loro punto di origine.