Anno VII - Numero 30 - Febbraio 2002

I film del mese


HEIST – IL COLPO
(HEIST)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: David Mamet
Fotografia: Robert Elswit
Scenografia
: David Wasco
Costumi
: Renee April
Musica
: Theodore Shapiro
Montaggio
: Barbara Tulliver
Prodotto da
: Art Linson, Elie Samaha, Andrew Stevens
(USA, 2001)

Durata
: 107’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Joe Moore: Gene Hackman
Bobby Blane: Delroy Lindo
Fran: Rebecca Pidgeon
Pincus: Ricky Jay
Mickey Bergman: Danny DeVito
Jimmy Silk: Sam Rocwell

Joe è a capo di una veterana banda di rapinatori professionisti composta dalla moglie Fran e dai compagni Bobby e Pincus. Dopo un colpo finito male, Joe comprende di essere stanco e accoglie la dolorosa decisione di ritirarsi dal mestiere. Ma Mickey Bergman, il losco individuo che finanzia le sue rapine, rifiuta di pagare il compenso del suo ingaggio per costringerlo a compiere con lui un’ultima, sensazionale impresa: rubare un carico di oro svizzero. Seppur messo alle corde e senza più un soldo in tasca, il ladro accetta l’incarico con tanta reticenza da insospettire il diffidente Mickey, che obbliga il gruppo ad accettare la presenza del suo scagnozzo Jimmy Silk, un incauto e presuntuoso giovanotto senza esperienza. L’operazione prende inizio, ma una serie d’inaspettati capovolgimenti mette in pericolo Joe ed i suoi compagni costringendoli a cercare una via di fuga nelle soluzioni alternative: gli assi nella manica di Joe, da cui dipendono tutti i loro piani. Ma la loro strada è lunga, e non sempre le cose vanno per il verso giusto. 

Il passato di David Mamet lo ricorda come uno tra gli sceneggiatori più interessanti degli ultimi vent’anni. Dalla sua mano sono nati infatti gioielli di prim’ordine come "Il verdetto" di Sidney Lumet, "Il postino suona sempre due volte", "Sesso & Potere" e "The Untouchables – Gli Intoccabili". Anche in teatro, il suo successo è stato testimone della fama di cui gode in America. Solo, dietro alla macchina da presa il suo talento sembra dissolversi nello stile asciutto delle sue lacune tecniche, compromettendo anche la stabilità di una buona sceneggiatura. Ma tale rischio, in questo film viene accuratamente evitato dalla mancanza di uno script che sia almeno sufficiente. Oltre a subire i difetti di un montaggio debole ed incerto, la logica del racconto viene offuscata da uno sviluppo sfilacciato – illuminato a tratti da qualche divertente battuta – e da un disorganizzato cast lontano dall’ispirazione (eccezione fatta per lo straordinario Danny DeVito, la cui incomparabile esperienza di caratterista è garanzia della sua professionalità). Lo spettacolo pigro dell’azione e la noiosa prevedibilità dei ripetuti colpi di scena, poi, conducono ad un fastidioso anello di epiloghi che tornano con fiaccante insistenza al loro punto di origine.

Francesco Russo


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