Anno VII - Numero 30 - Febbraio 2002

I film del mese


THE BANK

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Robert Connolly: 
Fotografia
: Tristan Milani
Scenografia
: Luigi Pittorino
Costumi
: Annie Marshall
Musica
: Alan John
Montaggio
: Nick Meyers
Prodotto da
: John Maynar e coprodotto da Domenico Procacci
(Australia, Italia, 2001)

Durata

Distribuzione cinematografica
: Fandango

PERSONAGGI E INTERPRETI

Il matematico: David Wenham
L'amministratore delegato: Anthony LaPaglia
La cassiera: Sibylla Bud
Il capo di tutto: Greg Stone

Jim Doyle (David Wenham) è un genio della matematica che studia da anni la teoria dei frattali per applicarla alla borsa: è alla ricerca di un metodo infallibile per predire i crolli borsistici. Per quanto animato dalle migliori intenzioni (sembra sinceramente preoccupato di impedire i danni sociali delle grandi crisi della borsa, a scapito soprattutto dei piccoli risparmiatori) finisce inevitabilmente per suscitare l’interesse del più grande gruppo bancario australiano, la Centabank. In particolare è il suo spietato amministratore delegato, Simon O’Really (Antony LaPaglia), in difficoltà nei confronti del consiglio di amministrazione, a puntare su Jim. La banca, spinta ovviamente da motivazioni meno altruistiche, gli mette a disposizione, con un grosso sforzo finanziario, mezzi informatici e risorse umane senza precedenti. Così, attratto anche dalla fama che la sua eventuale scoperta gli garantirebbe, Jim accetta suo malgrado di lavorare per Simon. Nel frattempo le spregiudicate politiche del gruppo bancario mandano sul lastrico Wayne e Diane, che intentano una causa potenzialmente molto pericolosa per la Centabank...

Opera prima di Robert Connolly, già affermato produttore (ha prodotto, tra l’altro, La maschera di scimmia di Samantha Lang), The bank si presenta come un thriller sul sistema bancario, del quale vorrebbe anche essere una critica feroce. Difficile però trovare qualcosa che funzioni, in questo film farraginoso e pieno di errori. Il soggetto è pericolosamente simile a quello di un film di ben altro calibro, l’esordio del talentuoso (sebbene poco amato dalla critica) regista americano Darren Aronofsky, Pi greco – il teorema del delirio: anche qui un genio della matematica è alla ricerca della formula per rendere prevedibile il caos delle transazioni di borsa; anche qui è una banca a calarsi nella parte del cattivo, in grado però di offrire i mezzi e le risorse per progredire nella ricerca. Gli esiti artistici sono però radicalmente diversi: The bank ha uno sviluppo faticoso e con non poche sviste di sceneggiatura, ed è penalizzato da una regia debole e contraddittoria, con diverse scelte che lasciano perplessi. Risulta ad esempio fastidiosa la storia parallela della famiglia in lotta con la banca, inutile duplicazione della stessa vicenda del protagonista, che ottiene l’unico risultato di spezzare il ritmo del film, grazie anche ad un montaggio discutibile. Perfino gli attori appaiono fuori ruolo, compreso il pur dotato LaPaglia.

Insomma, un piccolo disastro che non riesce nemmeno ad andare fino in fondo con la critica al mondo della finanza, rappresentato in maniera fin troppo stereotipata, tanto da far pensare più a una captatio benevolentiae rispetto a istituzioni che nessuna persona sana di mente può ragionevolmente amare. Stupisce che Domenico Procacci, uno dei produttori più attenti e intelligenti in attività, abbia creduto in questo film (i cui difetti sono più che evidenti già nella sceneggiatura) fino al punto da coprodurlo; lo aveva già fatto, in Australia, per La maschera di scimmia, film non del tutto riuscito ma con diversi elementi interessanti e originali. Non si capisce, invece, cosa abbia trovato Procacci in The bank, che sarebbe debole perfino come giallo tv per il sabato sera.

Andrea Nobile


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