Anno VIII - Numero 39 - Dicembre 2002

I film del mese


VIA DALL'INCUBO
(ENOUGH)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Michael Apted
Sceneggiatura
: Nicholas Kazan
Fotografia
: Rogiers Stoffers
Scenografia
: Doug Kraner
Costumi
: Shay Cunliffe
Musica
: David Arnold
Montaggio
: Rick Shaine
Prodotto da
: Rob Cowan, Irwin Winkler
(USA, 2002)

Durata
: 115'
Distribuzione cinematografica
: Columbia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Slim: Jennifer Lopez
Mitch: Bill Campbell
Gracie: Tessa Allen
Ginny: Juliette Lewis
Joe: Dan Futterman

Slim fa la cameriera in un bar e un giorno incontra un uomo di nome Micth. I due si innamorano immediatamente e Slim pensa di aver incontrato l’uomo dei suoi sogni. Dopo essersi sposati trascorrono una vita idilliaca nella loro bella villa poco fuori città. Poco dopo la nascita della figlia Grace, però, Slim scopre casualmente che il marito ha un’amante. Dapprima crede si tratti di una semplice storia, ma presto scopre che Micth ha una doppia personalità ed è un violento manipolatore. Decisa a fuggire Slim si scontra con molte difficoltà ed è costretta a cambiare identità con Grace. Inseguita da alcuni uomini mandati dal marito, Slim si rifugia da una vecchia fiamma finché viene nuovamente aggredita. Ormai risoluta ad affrontare Micth e a non subire più passivamente le sue aggressioni, la ragazza si allena per potersi battere alla pari e poi gli tende un agguato nel suo stesso appartamento.

Oltre ad essere attrice, ballerina e cantante J.Lo, si sa, è anche una sportiva e non c’è niente di meglio che questo film per dimostrare al suo sconfinato pubblico una delle sue molteplici doti. Diretto da Michael Apted (autore di alcuni interessanti thriller come "Il mistero di Agatha Christie" e "Gorky Park") Via dall’incubo è costruito su misura per esaltare la bellezza e l’agilità della inossidabile e inarrestabile ballerina del Bronx. Peccato che la pellicola aggiunga davvero poco alle infinite storie di donne maltrattate, che si ribellano alla loro situazione di passività e finiscono con eliminare il marito e il problema che questi rappresentava. Sebbene la Lopez vesta bene i panni di questa agguerrita cameriera il thriller è scontato e prevedibile e si avvale di un cast poco riuscito. Rimane un’unica scena forte ed efficace a supportare la debolezza di tutto il resto, durante la quale la Lopez sfoggia una sana cattiveria tutta femminile contro lo sgradevole e a volte improbabile marito, picchiandolo di santa ragione con un certo gusto da parte del pubblico.

Danila Filippone


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