Anno VIII - Numero 39 - Dicembre 2002

I film del mese


IL PIANETA DEL TESORO
(TREASURE PLANET)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Musker, Ron Clements
Sceneggiatura: John Musker, Ron Clements, Rod Edwards
Scenografia: Steven Olds, Frank Nissen
Animazione:
John Musker, Ron Clements, Ted Elliott, Terry Rossio
Montaggio
:John Musker, Ron Clements, Ted Elliott, Terry Rossio
Musica: James Newton Howard
Prodotto da
: Roy Conli,  John Musker, Ron Clements
(USA, 2002)

Durata
: 95’
Distribuzione cinematografica
: Buena Vista

PERSONAGGI E DOPPIATORI

Jim Hawkins: Emiliano Coltorti
Long John Silver: Renato Mori
Capitano Amelia: Cristiana Lionello
Dottor Doppler: Danilo De Girolamo
B.E.N.: Maurizio Crozza

Jim Hawkins ha quindici anni, abita sul pianeta Montessor e vive trascinandosi da un guaio ad un altro, per la disperazione della madre. Innamorato delle leggende piratesche, Jim attende con ansia il suo momento, l’occasione di viaggiare nello spazio per una grande impresa, fino a quando, una notte, la navicella spaziale del vecchio Billy Bones fa naufragio nei pressi del suo ristorante. L’alieno emerge dai rottami vaneggiando di un misterioso tesoro e consegnando a Jim, sul punto di morire, la mappa del pianeta che lo nasconde. Ma i pirati del filibustiere John Silver, anch’essi a caccia del bottino, intercettano il punto di collisione e radono al suolo la casa del ragazzo, obbligandolo a fuggire. Accompagnato dai suoi amici, Jim non ha altra scelta se non quella di partire alla ricerca del pianeta sul galeone RSL Legacy del Capitano Amelia, per un’avventura che cambierà radicalmente il suo destino. Scoprirà, ben presto, che non sempre le cose sono ciò che appaiono.

Forzando un accostamento, Musker e Clements rappresentano per la Disney ciò che Billy Wilder fu per la Paramount: silenziosi e moderati iconoclasti, straordinari traduttori di storie ed abili illusionisti, questi due autori hanno saputo equilibrare i registri del dramma e della commedia dando vita a figure sfumate, sovente sconosciute ai modelli dell’industria. Pionieri – nel 1989 con “La sirenetta” – di rovescianti riforme stilistiche nella più autorevole “fabbrica dei sogni”, John Musker e Ron Clements tornano al romanzo classico, dopo il cattivo esito di “Hercules” (1997), con un lungometraggio animato che trae ispirazione da “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson, proiettandolo nello spazio e nel tempo, ma restando  impeccabilmente fedeli ai fondamenti del racconto originario. Il loro approccio alla materia letteraria realizza un percorso narrativo lineare e diligente entro cui i personaggi, esibiti sempre in gran numero, con le approfondite personalità che li definiscono divengono il cuore dello sviluppo drammatico.

Consapevoli della predilezione che il pubblico nutre per i personaggi marginali, i due sceneggiatori sono altresì attenti a esporli dettagliatamente, relegando l’eroe ad un ruolo anonimo come contenitore di valori morali, funzionale e carente di sfaccettature, privo di ogni peculiare caratteristica se non quella di essere il centro gravitazionale dell’azione. Come naturale conseguenza, il temperamento morbido del giovane Jim cede il posto al dualismo del cyborg John Silver, sintesi di un conflitto etico entro cui s'affrontano i valori di una generosa autorità paterna ed i simboli di un’ossessione privata, trasferendo l’attenzione del pubblico su tonalità in apparenza soffuse che finiscono col dipanarsi negli eventi, fino a svelare l’unico, concreto obiettivo di questa avventura: raccontare, cioè, le relazioni che il cinema di tradizione letteraria stringe tra i personaggi e le forze emotive che questi incarnano, poiché infine, agitandoli nel loro universo metaforico, quanto si ottiene è il movente di ogni grande avventura.

Francesco Russo


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