Anno VIII - Numero 39 - Dicembre 2002

I film del mese


LONTANO DAL PARADISO
(FAR FROM HEAVEN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Todd Haynes
Sceneggiatura
: Todd Haynes
Fotografia
: Edward Lachmann
Scenografia
: Mark Friedberg
Costumi:
Sandy Powell
Musica
: Elmer Bernstein
Montaggio
: James Lyons
Prodotto da
: Christine Vachon, Jody Patton
(USA, 2002)

Durata
: 107'
Distribuzione cinematografica
: Eagle

PERSONAGGI E INTERPRETI

Cathy Whitaker: Julianne Moore
Frank Whitaker: Dennis Quaid
Raymond Deagan: Dennis Haysbert
Eleanor Fine: Patricia Clarkson
Sybil: Viola Davis
Dr.Bowman: James Rebhorn

Ad Hartford, nel Connecticut, il Natale 1958 sembra proprio eguale a tutti quelli che l’hanno preceduto: le foglie degli alberi riproducono i colori dell’autunno in ogni sfumatura, le macchine sono parcheggiate nei vialetti delle abitazioni, gli interni delle case borghesi esprimono il calore d’un benessere evidente pur se non ostentato. Tra un pranzo dato per gli amici e le piccole incombenze familiari, scorrono i giorni in apparenza sereni di Cathy Whitaker, moglie di uno stimato dirigente, madre felice di due bambini: ma sin dall’inizio - la donna è convocata in commissariato perché suo marito è stato erroneamente fermato - fanno la loro comparsa segnali inquietanti, ad avvertirci di come ella dovrà ben presto rendersi conto che la vita non è un lungo fiume tranquillo. L’indolenza, il disinteresse che sempre più il consorte le dimostra nascondono una verità non detta: egli vive di nascosto la propria omosessualità, sino a quando non è casualmente sorpreso sul fatto proprio dalla moglie. Da qui in avanti, le cose si avviano ad una conclusione obbligata: ma laddove i perbenisti anni ‘50 possono stendere una coltre di imbarazzato silenzio sulle propensioni dell’uomo, a Cathy non è consentito d’innamorarsi del proprio giardiniere di colore , vedovo con una bimba...

Se la vicenda che, per grandi linee, abbiamo sin qui narrata, vi fa pensare ai “women’s films” della tradizione (Borzage, Cukor, Minnelli, Stahl), avete centrato in pieno il bersaglio: Far from Heaven è sin dal titolo - che riecheggia quello originale di “Secondo amore”: “All that Heaven allows” - un omaggio manifesto ed appassionato al cinema di Douglas Sirk. Dal già citato “Secondo amore” viene il tema dell’innamoramento per il giardiniere Raymond, da “Lo specchio della vita” quello della discriminazione razziale: ma è forse “Come le foglie al vento” - ove l’argomento dell’attrazione fra due uomini veniva introdotto fra le righe, con tutte le cautele inevitabili all’epoca - il film del regista amburghese più esplicitamente rivisitato. Diversamente da pellicole quali “L’uomo che non c'era” dei Cohen, nelle quali il passato viene riletto pel tramite d’uno sguardo assolutamente contemporaneo, “Lontano dal paradiso” conserva una sorta di innocenza di fondo che lo rende opera fertilmente bifronte: le regole del melodramma vi vengono cioè rispettate per intero, ma non ci si perita di attenuare la crudeltà insita nelle premesse con un improbabile lieto fine (che lo stesso Sirk sovente appiccicava in conclusione, fidando nella cosiddetta “sospensione dell’incredulità”).

La fotografia di Ed Lachmann ricrea quella classica di Russell Metty con straordinaria eleganza mimetica, l’esemplare lavoro di Sandy Powell ci restituisce un universo di vestiti con sottogonna, corpetti aderenti, soprabiti eleganti, sciarpe appoggiate intorno al collo come per farle volar via: tutto è perfetto in questa ricerca “du temps perdu”, segnata dal pianto di Frank (un Dennis Quaid esemplare per misura e sobrietà) che deve spezzare i lacciuoli delle convenzioni per poter vivere la propria sessualità, dal dolore di Cathy (impagabile, superlativa la prova di Julianne Moore) che da quel medesimo perbenismo è sconfitta, consegnata al proprio destino di “woman left lonely”.

Come ne “L’età dell’innocenza”, l’amore è vinto dall’ambiente e dalle ferree leggi che vi presiedono: cent’anni dopo, la condizione della donna nella società statunitense è più o meno la stessa, doveristica e sessuofoba. Ma il fatto che, in pieno ventunesimo secolo, quanto viene narrato non risulti poi troppo anacronistico finanche ai nostri occhi, ci consegna a pessimistiche constatazioni sull’oggi e chissà, forse, sul domani.

Francesco Troiano

Far From Heaven. Imitazione d'autore


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