Anno VIII - Numero 39 - Dicembre 2002

I film del mese


IL MIO GROSSO GRASSO MATRIMONIO GRECO
(MY BIG FAT GREEK WEDDING)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaJoel Zwick
Sceneggiatura
: Nia Vardalos
Fotografia
: Jeffrey Jur
Scenografia
: Gregory Keen
Costumi
: Michael Clancy
Musica
: Chris Wilson, Alexander Janko
Montaggio
: Mia Goldman
Prodotto da
: Rita Wilson, Tom Hanks, Gary Goetzman
(USA, 2002)

Durata
: 95'
Distribuzione cinematografica
: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Toula Portokalos: Nia Vardalos
Ian Miller: John Corbett
Mike: Ian Gomez
Gus Portokalos: Michael Constantine
Maria Portokalos: Lainie Kazan
Yiayia: Bess Meisler
Zia Voula: Andrea Martin

La famiglia Portokalos si affanna goffamente intorno alla più anziana delle figlie: Toula. A trent’anni Toula non ha ancora marito e passa il suo tempo a lavorare al Dancing Zorba, il ristorante di famiglia. Toula non è attraente ma è molto brillante e ha un carattere ostinato e deciso. Dopo aver declinato il perentorio invito del padre a trasferirsi in Grecia per trovare un bravo marito greco, Toula si iscrive all’università e trova finalmente qualcosa che la appassioni. Un giorno la sua strada s'incrocia di nuovo con un affascinante professore, che pochi mesi prima aveva cenato al Dancing Zorba catturando la sua attenzione. Tra i due nasce l’amore, ma Ian deve fare i conti con l’ingombrante famiglia di Toula.

E’ sempre la stessa storia eppure è piacevole sentirla raccontare quasi all’infinito: dalla favola di Cenerentola, alla piecè di My Fair Lady, fino all’indimenticabile edizione hollywoodiana di Pretty Woman, il mito del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno conquistando con la bellezza ed il carattere, non solo un uomo bellissimo ma anche tutti quelli che lo circondano, non stanca e trova sempre nuove versioni. Questa volta poi, il pubblico ha scampato il cliché ormai banale della metamorfosi per amore, dato che il cigno fa capolino da sé, quando Toula decide di imporre le proprie idee alla famiglia e trovare una sua strada. A questo si aggiunga che, se i tempi dell’integrazione razziale sono ardui, per non dire disperati, questo film che parla di diversità, con ironia ridondante e sfacciata, capita nel momento giusto e forse è un fenomeno cinematografico anche per questo.

Il film, infatti, è campione d'incassi del genere commedia negli Stati Uniti, in lizza per superare "What Women Want" e vicinissimo all’irraggiungibile "Pretty Woman". La storia della protagonista Nia Vardalos è di per sé un po’ favola. Vista a teatro nella omonima commedia teatrale di cui è anche autrice, la Vardalos viene chiamata da Rita Wilson, attrice di origine greca e moglie di Tom Hanks. La coppia di Hollywood, insieme al co-produttore Gary Goetzman, punta su questa piccola commedia ed offre a Nia di girarne come interprete l'adattamento cinematografico. Ed è così che Il mio grosso grasso matrimonio greco, distribuito negli USA dalla IFC Films, diventa il film indipendente di maggior successo di tutti i tempi, superando il caso mediatico di "The Blair Whitch Project".

Non stupisce che una pellicola così divertente arrivi dritta al cuore degli spettatori in un momento in cui divertire, senza essere volgari, sembra diventato impossibile e di cattiveria ce n’è abbastanza nella vita reale per generare film da incubo nei prossimi cento anni. Questa commedia è gioiosa e travolgente e, sebbene pecchi di bontà, non commette alcun peccato che non si perdoni volentieri. In poco più di un’ora, sfilano sotto gli occhi dello spettatore gli eccessi di una famiglia dalla grecità straripante, consumati con un forte gusto per il ridicolo ma anche con profondo orgoglio di chi, si sente, tiene alle proprie origini e si è trovata probabilmente a doverle difendere. Poco importa se, a riflettere con attenzione, la famiglia di Toula sia un campionario di distruttori di personalità adolescenziali, pronti a tutto e ciechi ad ogni tentativo di rivalsa; qui la sociologia c’entra ben poco e l’importante è cogliere il desiderio di ridere di sé e dei difetti di una vita irrimediabilmente imperfetta, ma comunque bellissima. Questa favola moderna, scanzonata e volutamente eccessiva, è interpretata in modo tenero, con una strizzata d’occhio all’inarrivabile interpretazione di Cher in “Stregata dalla luna” ed è costellata di buffi personaggi minori, tutti ugualmente bravi e brillanti. 

Danila Filippone


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