Anno VIII - Numero 39 - Dicembre 2002

I film del mese


ERA MIO PADRE
(ROAD TO PERDITION)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sam Mendes
Sceneggiatura
: Max Allan Collins, Richard Piers Rayner, David Self
Fotografia
: Conrad Hall
Scenografia
: Dennis Gassner
Costumi
: Albert Wolsky
Musica
: Thomas Newman
Montaggio
: Jill Bilcock
Prodotto da
: Sam Mendes, Dean e Richard Zanuck
(USA, 2002)

Durata
: 117'
Distribuzione cinematografica
: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tom Hanks: Michael Sullivan Senior
John Rooney: Paul Newman
Connor Rooney: Daniel Craig
Harlen Maguire: Jude Law
Michael Sullivan, Jr.: Tyler Hoechlin
Frank Nitti: Stanley Tucci
Annie Sullivan: Jennifer Jason Leigh

C' è odore di America in questo Era mio padre, opera seconda del regista Sam Mendes, pluripremiato nel 2000 con il suo "American Beauty". E' l'odore dell'America dei gangster movie, di Al Capone e di Chicago, la metropoli corrotta dell'Illinois, ma anche dell'America rurale degli anni '30, quella di John Steinbeck e di "Furore". 

Tratto dalla graphic novel di Max Allan Collins Era mio padre è una tragedia greca, incentrata sul rapporto tra padri e figli. C'è Michael Sullivan (un Tom Hanks minimalista), uomo di poche parole che non riesce a trasmettere il proprio affetto per i suoi due pargoli; c'è Michael Junior il figlio di Michael Senior, alla ricerca di un punto di contatto col genitore. Ci sono poi John Rooney (Paul Newman), magnate dell'Illinois, che tratta Michael come un figlio vero e che non nutre fiducia in Connor, il suo discendente di sangue. 

Una sera Michael Junior si nasconde nell'auto del padre per scoprire quale sia il suo lavoro misterioso. Scopre così che il genitore è un killer per conto di Rooney, boss della malavita. Essendo il ragazzo l'unico testimone dell'omicidio di un rivale in affari di Rooney, Michael Senior rassicura Connor sulla fedeltà al segreto del figlio. Quest'ultimo in realtà fa il doppio gioco e mira a sbarazzarsi dell'ombra fastidiosa di Michael. Così, organizza l'eliminazione del rivale e di tutta la sua famiglia e, introdottosi di notte a casa di Michael, gli uccide la moglie e il figlio più piccolo. Ma padre e figlio riescono a sopravvivere. Sullivan pretende vendetta ma John Rooney, tormentato tra l'affetto per Michael e la difesa del figlio, assolda un pericoloso killer per eliminare i due che sono fuggiti nel Midwest.

Il titolo originale del film è Road to perdition, letteralmente La strada per la perdizione, ma Perdizione è anche il nome della cittadina dove sono diretti Michael Sullivan e il figlio, alla ricerca di una salvezza, non solo fisica.
Efficace nella rappresentazione di un genere, reso elegiaco dalla fotografia noir e piovosa di Conrad Hall (già vincitore dell'oscar per "Butch Cassidy" e "American Beauty"), Era mio padre rappresenta la seconda tappa di un viaggio all'interno della società americana e delle sue dinamiche luttuose che Mendes aveva principiato nel suo film d'esordio. Tuttavia, pur avvalendosi di un parterre d'attori strepitoso (sul quale si erge Jude Law nei panni di un ripugnante killer che fotografa le sue vittime morte) e di un cast tecnico di prim'ordine (è da segnalare anche la suggestiva ed ipnotica partitura di Thomas Newman), il film appare stereotipato nel delineare i suoi personaggi, quasi risentisse di un'eccessiva stilizzazione, peraltro già presente nel fumetto omonimo. 

L'impressione generale è quella di un bel film, recitato splendidamente ma che, a parte un paio di sequenze intense (che non v'anticipiamo), lascia distanti. Ed è qui che si nota maggiormente la differenza con "Il Padrino", a cui spesso il film è stato erroneamente accostato. I personaggi del film di Coppola erano veri e costantemente in bilico tra redenzione e dannazione, quelli del film di Mendes risultano artificiosi e predeterminati, legati cioè al loro destino luttuoso fin dal principio, proprio come in una tragedia greca.

Maurizio Imbriale

Sam Mendes, da Shakespeare a Tom Hanks per tacer di Spacey
di Riccardo Ventrella


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