Anno VII - Numero 32 - Aprile 2002

I film del mese


IL RE SCORPIONE
(THE SCORPION KING)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaChuck Russell
Sceneggiatura
: Stephen Sommers, William Osborne, David Hayter
Fotografia
John R. Leonetti
Scenografia
Ed Verreaux
Costumi
John Bloomfield
Musica
John Debney
Montaggio
Michael Tronick, Greg Parsons
Prodotto da
Stephen Sommers, Sean Daniel, James Jacks, Kevin Misher
(USA, 2002)

Durata
: 110'
Distribuzione cinematografica
UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Mathayus: The Rock
Memnon: Steven Brand
Balthazar: Michael Clarke Duncan
Cassandra: Kelly Hu
Philos: Bernard Hill

In un epoca dominata dal dolore e dalla brutalità, una tribù di nomadi decide di assoldare dei guerrieri accadiani, rappresentanti di un popolo oramai prossimo all’estinzione, perché li liberino dalla tirannia del crudele Memnon, noto come il Re Scorpione, il cui unico fine è la conquista del mondo conosciuto e lo sterminio di ogni razza e di ogni debole resistenza al suo potere. In breve tempo e aiutato dal suo stregone, il sovrano fa strage degli accadiani di cui sopravvive uno soltanto, Mathayus. Comincia per lui una caccia solitaria al veggente del re, una bellissima sacerdotessa di nome Cassandra che lo condurrà verso l’ultimo e fatale scontro con il suo acerrimo nemico, oltre la cui morte si celano anche le visioni del suo destino. 

Se fossimo di fronte ad una trilogia, l’ultimo capitolo sarebbe presumibilmente impegnato a chiudere i conti con il presente attraversando un passato remoto, frequente rifugio di segreti anteriori al primo capitolo, preposti a rivelare l’origine di un determinante tematico ricorrente in ogni episodio. Ma se questa specifica iterazione, di norma, scorre lungo una precisa linea temporale penetrando eventi consequenziali, nella saga de “La mummia” si rinnega bruscamente con “Il Re Scorpione”, che racconta una leggenda strutturalmente slegata dall’intreccio originario e si rivolge alla rappresentazione di fatti avvenuti in un tempo ignoto anche ai protagonisti dei primi due capitoli: si tratta di una modello familiare al pubblico, poiché ricorda George Lucas e il progetto dei prequel a “Guerre Stellari” che questi sta realizzando, e di cui ha già pronto il secondo capitolo. 

Anche il film di Chuck Russell (“The mask”, “Nightmare 3 – I guerrieri del sogno”) evoca il fascino di questa iniziativa, ma cortocircuita in un eccessivo zelo referenziale determinato a saldare il debito con “Conan il barbaro” e con il seguito al capolavoro di John Milius, aderendo al corpo del primo con una mappa di citazioni e al lessico del secondo attraverso ripetizioni formali che ne ricalcano i difetti. Chuck Russell è comunque un regista di mestiere, e lo dimostra conferendo al film un ritmo adeguato ed uno svolgimento avvincente, descritti da una regia attenta e brillante che evita di abusare degli effetti speciali. Persino il cast viene scelto con coerenza, anche tradendo una certa audacia: The Rock, star del Wrestling, si rivela in effetti un attore funzionale ma approssimativo, con un accennato difetto di deferenza nei confronti di Arnold Schwarzenegger; al contrario, l’esigenza di avere Michael Clarke Duncan (il corpulento detenuto de “Il miglio verde”, con cui ottenne una nomination all’Oscar) dimostra appieno la saggezza di Russell, che confeziona per la corporeità di questo attore un personaggio assolutamente indovinato. Un film che può essere dimenticato, ma svagante comunque oltre ogni aspettativa.

Francesco Russo


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