: Eagle Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jonathan Cross: Chris Klein
Petrovich: Jean Reno
Marcus Ridley: LL Cool J
Aurora: Rebecca Romijn-Stamos
Sanjay: Naveen Andrews

Jonathan
Cross è una celebrità, il giocatore più popolare in quello che in
breve tempo si è affermato come lo sport più veloce ed estremo che mai
si sia giocato: il Rollerball. Assieme ai suoi compagni di squadra
Marcus e Aurora Jonathan gode appieno dei frutti del suo successo: la
fama, i soldi le macchine ed ogni altro vizio si voglia concedere. Il
suo talento è alla base della sua fortuna. Questa armonia fittizia, però,
s’infrange quando il creatore del Rollerball, lo spietato uomo
d’affari Petrovich, si accorge che i gravi incidenti sul campo di
gioco producono un’impennata negli ascolti e incrementano i guadagni
derivanti dalle scommesse. Come destati da un letargo, Jonathan ed i
suoi compagni si accorgono delle losche trame macchinate dai loro
padroni, che li obbligano a gareggiare per la sopravvivenza. Pedine in
un gioco senza regole, con l’orgoglio e la grinta tenteranno ogni
mezzo per annientare e smascherare il nemico che li controlla.
Il
nodo di differenze che individua le disparità tra il capolavoro del
1975 ed il remake di John McTiernan (“Predator”,
“Last Action Hero” e “Trappola di cristallo”), è rivelato in un
obiettivo strutturale che coinvolge per derivazione forma e contenuto
semantico. Laddove il film di Norman Jewison si
preoccupava di descrivere un ambiente che offrisse al contesto punti di
riferimento – le geometrie essenziali e sconfinate degli
edifici che denudano, nel loro chiarore gelido e desolato, la sconfitta
dello spirito umano nel 2018 – il nuovo
“Rollerball” preferisce abbandonare le complesse implicazioni nella
contingenza di spazio e di tempo, avvicinando il racconto ad un futuro
immediato e maturando l’azione entro i severi confini di
pochi interni, in cui circoscrivere un’indirizzata rete di relazioni
simmetriche tra i diversi personaggi.
In
così poca ampiezza, uno specialista dell’action-movie quale è John
McTiernan dissipa energia nel tentativo di configurare un intreccio
che coglie impreparati gli attori e distrae lo sviluppo dal suo centro
di gravità che resta, nell’ipotesi, la dilatazione socio-politica
della violenza. Umiliato da un ritmo confuso,
da interpretazioni nell’insieme piuttosto deludenti, da
un’assiomatica disparità tra il mondo circense che tenta di
descrivere e le immagini che lo popolano, questo
film viene gettato sul mercato come un giocattolo guasto,
annunciato con clamore e preceduto da incontenibili aspettative, eppure
destinato, infine, all’abbandono.