Anno VII - Numero 32 - Aprile 2002

I film del mese


ROLLERBALL

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John McTiernan
Sceneggiatura
Larry Ferguson
Fotografia
Steve Mason
Scenografia
Norman Garwood
Costumi
Kate Harrington
Musica
Eric Serra
Montaggio
John Wright
Prodotto da
John McTiernan, John Pogue, Beau St.Clair
(USA, 2001)

Durata
: 118'
Distribuzione cinematografica
Eagle Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jonathan Cross: Chris Klein
Petrovich: Jean Reno
Marcus Ridley: LL Cool J
Aurora: Rebecca Romijn-Stamos

Sanjay: Naveen Andrews

Jonathan Cross è una celebrità, il giocatore più popolare in quello che in breve tempo si è affermato come lo sport più veloce ed estremo che mai si sia giocato: il Rollerball. Assieme ai suoi compagni di squadra Marcus e Aurora Jonathan gode appieno dei frutti del suo successo: la fama, i soldi le macchine ed ogni altro vizio si voglia concedere. Il suo talento è alla base della sua fortuna. Questa armonia fittizia, però, s’infrange quando il creatore del Rollerball, lo spietato uomo d’affari Petrovich, si accorge che i gravi incidenti sul campo di gioco producono un’impennata negli ascolti e incrementano i guadagni derivanti dalle scommesse. Come destati da un letargo, Jonathan ed i suoi compagni si accorgono delle losche trame macchinate dai loro padroni, che li obbligano a gareggiare per la sopravvivenza. Pedine in un gioco senza regole, con l’orgoglio e la grinta tenteranno ogni mezzo per annientare e smascherare il nemico che li controlla. 

Il nodo di differenze che individua le disparità tra il capolavoro del 1975 ed il remake di John McTiernan (“Predator”, “Last Action Hero” e “Trappola di cristallo”), è rivelato in un obiettivo strutturale che coinvolge per derivazione forma e contenuto semantico. Laddove il film di Norman Jewison si preoccupava di descrivere un ambiente che offrisse al contesto punti di riferimento – le geometrie essenziali e sconfinate degli edifici che denudano, nel loro chiarore gelido e desolato, la sconfitta dello spirito umano nel 2018 – il nuovo “Rollerball” preferisce abbandonare le complesse implicazioni nella contingenza di spazio e di tempo, avvicinando il racconto ad un futuro immediato e maturando l’azione entro i severi confini di pochi interni, in cui circoscrivere un’indirizzata rete di relazioni simmetriche tra i diversi personaggi. 

In così poca ampiezza, uno specialista dell’action-movie quale è John McTiernan dissipa energia nel tentativo di configurare un intreccio che coglie impreparati gli attori e distrae lo sviluppo dal suo centro di gravità che resta, nell’ipotesi, la dilatazione socio-politica della violenza. Umiliato da un ritmo confuso, da interpretazioni nell’insieme piuttosto deludenti, da un’assiomatica disparità tra il mondo circense che tenta di descrivere e le immagini che lo popolano, questo film viene gettato sul mercato come un giocattolo guasto, annunciato con clamore e preceduto da incontenibili aspettative, eppure destinato, infine, all’abbandono.

Francesco Russo


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