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MONSTER'S
BALL - L'OMBRA DELLA VITA
(MONSTER'S BALL)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Marc
Forster
Sceneggiatura: Milo Addica, Will
Rokos
Fotografia: Roberto Schefer
Scenografia: Monroe Kelly
Costumi: Frank Fleming
Montaggio: Matt Chesse
Prodotto da: Lee Daniels
(USA, 2001)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: 01
Distribution
PERSONAGGI E INTERPRETI
Hank
Grotowsky: Billy Bob Thornton
Leticia Musgrove: Halle Berry
Buck Grotowsky: Peter Boyle
Sonny Grotowsy: Heath Ledger
Lawrence Musgrove: Sean Combs
Tyrelle Musgrove: Coronij Calhoun
  
La
famiglia Grotowsky vive nel profondo sud degli States: dal nonno al
padre al figlio sono tutti razzisti e orgogliosi di lavorare come
secondini in un braccio della morte di un carcere. Così
devoti che quando si tratta di accompagnare un condannato alla sedia
elettrica si deve tenere un comportamento rispettoso nella notte
precedente all’esecuzione:
”Il ballo del mostro”. Il taciturno Hank Grotowsky si infuria invece
quando suo figlio Sonny ha una crisi nel momento di accompagnare il nero
Musgrove alla sedia elettrica. Perciò
il nonno (Peter Boyle) e il padre (Billy B. Thornton) umiliano Sonny. Da
qui la tragedia, parallela a quella della vedova del condannato nero,
Leticia (Halle Berry), e di suo figlio. Il rude Hank incrocia la vita
della vedova che per un capriccio del destino è connessa alla sua tragedia.
Lo svizzero
Marc Forster ha potuto contare su di una sceneggiatura originale che
intrecciava problemi di natura sociale, universali, spiati da una
visuale minimale, come un piccolo centro del sud. Ha sviluppato
visivamente lo script affidandosi a segni reiterati che dessero la
caratura psicologica e drammaturgica della torva vicenda: sudore,
silenzi, polvere sono protagonisti della storia, come orpelli che
decorano i personaggi. Per contro, con un ossessivo montaggio parallelo
Forster ha alternato sequenze di quiete a scene di violenza o di
erotismo isterico.
Sulle orme delle illustrazioni di Norman Rockwell,
Thomas Eakins ed Edward Hopper, con il loro sud malinconico e assolato,
Forster accompagna i due protagonisti in un territorio desolato, che è
anche metafora dello spirito che anima l’inappuntabile
Thornton, sempre più affine in qualche sfumatura a Montgomery
Clift, ed Halle Berry (per alcuni appare discutibile l’Oscar
ricevuto), che sfoggia una prova su cui si snodano
differenti canoni interpretativi, tutti eseguiti con lucida passione.
“Monter’s Ball” è una storia che poteva nascere solo nel sud, per
l’atmosfera di selvaggia
rurale scaltrezza che connota i diversi personaggi, per la forza
pionieristica che questi dimostrano, e per quel paradossale concentrato
di sentimentalismo e di violenza che solo il sud degli States possiede.
E’ una meditazione sulla violenza
e su quanto sia difficile troncarne il ciclo. ”Monter’s
Ball” tenta di esprimerlo.
Luigi
Senise
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