Anno VII - Numero 32 - Aprile 2002

I film del mese


MONSTER'S BALL - L'OMBRA DELLA VITA
(MONSTER'S BALL)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Marc Forster
Sceneggiatura
: Milo Addica, Will Rokos
Fotografia
: Roberto Schefer
Scenografia
: Monroe Kelly
Costumi
: Frank Fleming
Montaggio
: Matt Chesse
Prodotto da
: Lee Daniels
(USA, 2001)

Durata
: 113'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Hank Grotowsky: Billy Bob Thornton
Leticia Musgrove: Halle Berry
Buck Grotowsky: Peter Boyle
Sonny Grotowsy: Heath Ledger
Lawrence Musgrove: Sean Combs
Tyrelle Musgrove: Coronij Calhoun

La famiglia Grotowsky vive nel profondo sud degli States: dal nonno al padre al figlio sono tutti razzisti e orgogliosi di lavorare come secondini in un braccio della morte di un carcere. Così devoti che quando si tratta di accompagnare un condannato alla sedia elettrica si deve tenere un comportamento rispettoso nella notte precedente all’esecuzione: ”Il ballo del mostro”. Il taciturno Hank Grotowsky si infuria invece quando suo figlio Sonny ha una crisi nel momento di accompagnare il nero Musgrove alla sedia elettrica. Perciò il nonno (Peter Boyle) e il padre (Billy B. Thornton) umiliano Sonny. Da qui la tragedia, parallela a quella della vedova del condannato nero, Leticia (Halle Berry), e di suo figlio. Il rude Hank incrocia la vita della vedova che per un capriccio del destino è connessa alla sua tragedia. 

Lo svizzero Marc Forster ha potuto contare su di una sceneggiatura originale che intrecciava problemi di natura sociale, universali, spiati da una visuale minimale, come un piccolo centro del sud. Ha sviluppato visivamente lo script affidandosi a segni reiterati che dessero la caratura psicologica e drammaturgica della torva vicenda: sudore, silenzi, polvere sono protagonisti della storia, come orpelli che decorano i personaggi. Per contro, con un ossessivo montaggio parallelo Forster ha alternato sequenze di quiete a scene di violenza o di erotismo isterico. 

Sulle orme delle illustrazioni di Norman Rockwell, Thomas Eakins ed Edward Hopper, con il loro sud malinconico e assolato, Forster accompagna i due protagonisti in un territorio desolato, che è anche metafora dello spirito che anima l’inappuntabile Thornton, sempre più affine in qualche sfumatura a Montgomery Clift, ed Halle Berry (per alcuni appare discutibile l’Oscar ricevuto), che sfoggia una prova su cui si snodano differenti canoni interpretativi, tutti eseguiti con lucida passione. “Monter’s Ball” è una storia che poteva nascere solo nel sud, per l’atmosfera di selvaggia rurale scaltrezza che connota i diversi personaggi, per la forza pionieristica che questi dimostrano, e per quel paradossale concentrato di sentimentalismo e di violenza che solo il sud degli States possiede. E’ una meditazione sulla violenza e su quanto sia difficile troncarne il ciclo. ”Monter’s Ball” tenta di esprimerlo.

Luigi Senise


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