: Nexo
PERSONAGGI E INTERPRETI
John Q. Archibald: Denzel Washington
Denise Archibald: Kimberly Elise
Mike Archibald: Daniel Smith
Rebecca Payne: Anne Heche
Dr. Turner: James Woods
Ten. Grimes: Robert Duvall
Monroe: Ray Liotta


John Q. Archibald (Denzel
Washington) è un onesto
operaio. Un giorno l’amato
figlioletto è colpito da una grave forma di insufficienza cardiaca.
Defraudato dalle assicurazioni, oltre che dalle indennità previste dai
sindacati del lavoro, John allora decide di far operare il bimbo, anche se non ha il denaro sufficiente a pagare chirurghi e
le strutture.
Rapisce dunque un intero reparto di un ambulatorio e ricatta l’opinione pubblica, minacciando di sterminare i bizzarri presenti
nella sala d'aspetto
del Pronto Soccorso se non otterrà un chirurgo e un’operazione
gratis. Nonostante l’anziano e saggio investigatore (incarnato da
Robert Duvall) tenti di dissuaderlo e il cinico capo della polizia (Ray
Liotta) voglia invece eliminarlo con un cecchino. Viene alla mente “Quel pomeriggio di un giorno da cani” di
Sidney Lumet: la
traccia è complementare: lì una banca in ostaggio per declamare al
mondo diritti sociali; qui un ambulatorio per attirare l'attenzione dei media al fine di salvare un figlio.
La strada che intende
percorrere Cassavetes-figlio è quella dell’interrogativo: è lecito
ricorrere alla violenza (o alla minaccia) pur di ottenere l’interesse
del mondo per un motivo eccezionale come la salvezza di un figlio?
L’enigma è anche pretenzioso ed intrigante ma non è corrisposto poi nel
testo filmico ad esser percorso sino in fondo: la trama si adagia
su colpi ad effetto che nel contesto realistico del film risultano come
degli oggetti fuori posto. Ad esempio se Washington appare credibile
come padre disperato non lo è però come uomo deciso a tutto, anche ad
uccidere, tanto che la pistola che sfila ed infila di continuo dalla
cintola sembra quasi impacciarlo invece di divenire – in un contesto
simile – diabolica seducente protagonista. Né la tensione che
dovrebbe scandire gli ultimi frangenti della vicenda è mai dettata da
un esito incerto della storia, poiché già conosciamo inconsciamente
quel che (non) avverrà. In altri termini Nick Cassavetes non ripercorre
la poetica e scanzonata bizzarra famiglia del suo “She's so lovely”, con Sean e Robin Penn (e mamma Rowlands), che appare a lui
anche il genere più congeniale, cioé il genere del dramma familiare
con accenti umoristici, tipico di suo padre John - inarrivabile invero nella direzione di
“Husbands” o di “Faces” . Mentre di fatto Nick tenta una mistura
ibrida tra esistenzialismo ed action-movie che depauperizzano la
pellicola di una propria decisa fisionomia stilistica e contenutistica.
Luigi
Senise