Anno VII - Numero 32 - Aprile 2002

I film del mese


ITALIANO PER PRINCIPIANTI
(ITALIENSK FOR BEGYNDERE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Lone Scherfig
Fotografia
: Jorgen Johansson
Montaggio
: Gerd Tjiur
Prodotto da
: Ib Tardini
(Danimarca, 2000)

Durata
: 112'
Distribuzione cinematografica
: Istituto Luce

PERSONAGGI E INTERPRETI

Andreas: Anders W. Berthelsen
Olympia: Anette Stovelbaek
Jorgen Mortensen: Peter Gantzler
Karen: Ann Eleonora Jorgensen
Hal-Finn: Lars Kaalund
Giulia: Sara Indrio Jensen
Marcello: Carlo Barsotti

Andreas è un pastore protestante, la moglie è morta e lui è appena arrivato in una nuova canonica. Olympia vive con il padre alcolista: è impacciata e lavora in una pasticceria. Jorgen Mortensen (curiosamente l’unico personaggio ad esser nominato per nome e cognome) è un portiere di albergo, ed ha problemi di natura sessuale. Karen è parrucchiera, è bella e solare salvo il problema di una madre malata. Hal-Finn gestisce un ristorante presso la stadio: è un tifoso della Juventus e considera il ristorante come casa sua. Giulia è italiana, lavora con Hal-Finn: è sensuale e cerca un marito. In comune queste persone hanno la solitudine, la nazionalità danese, il paesotto dove vivono e una passione: la lingua italiana. E grazie ad una scuola comunale in cui apprendono l'idioma intrecceranno le loro vite, e capiranno che la solitudine è una scelta inconscia più che una calamità.

La quarantenne cineasta Lone Scherfig realizza un film secondo le regole del DOGMA (riprese a mano, aboliti attrezzi e luci artificiali, qualsiasi alienazione crono-geografica, né film di ’genere’, sonoro solo in presa diretta, niente musiche se non suonate all’interno delle sequenze: insomma, il film si forma ”qui ed ora”). E le immagini sgranate, oscillanti e fugaci si compenetrano con i dialoghi rapidi e costellati di battute lampeggianti, ma efficaci. L’atmosfera malinconica del Grande Nord, l’aria ghiacciata, il cielo violaceo sono il fondale su cui scorrono le esistenze di sei giovani danesi (5 e ½: Giulia è per metà italiana), differenti e avvolti nella solitudine, ma fatalmente legati dalla passione per una lingua: che è per ossimoro l’elemento base della comunicazione. E su questa traccia sottile e tenace che si articola il film: in un alternarsi incalzante di drammi e rivelazioni questa classe sgangherata di ragazzi (cui si aggiungono 3 simpatiche signore, che fungono da coro, con i loro commenti) diviene un gruppo di amici. Il passaggio dall’isolamento allo scambio di esperienze e di affetto avviene lento ma inesorabile: quasi che la genialoide Lone Scherfig abbia inteso mozartianamente scandagliare le tragedia di esistenze in costante affanno per farne affiorare le paure e le disperate impennate di coraggio che si occultano nell’animo. Per ciò i protagonisti della commedia sono degli “everyman”, ‘l’Ognuno’, che anima lo schermo come un vasto specchio dentro cui scorgiamo noi stessi.

Luigi Senise


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