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ITALIANO PER PRINCIPIANTI
(ITALIENSK FOR BEGYNDERE)
CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia : Lone
Scherfig
Fotografia: Jorgen Johansson
Montaggio: Gerd Tjiur
Prodotto da: Ib Tardini
(Danimarca, 2000)
Durata: 112'
Distribuzione cinematografica: Istituto
Luce
PERSONAGGI E INTERPRETI
Andreas: Anders W. Berthelsen
Olympia: Anette Stovelbaek
Jorgen Mortensen: Peter Gantzler
Karen: Ann Eleonora Jorgensen
Hal-Finn: Lars Kaalund
Giulia: Sara Indrio Jensen
Marcello: Carlo Barsotti
 
Andreas
è
un pastore protestante, la moglie è morta e lui è appena arrivato in
una nuova canonica. Olympia vive con il padre alcolista: è impacciata e
lavora in una pasticceria. Jorgen Mortensen (curiosamente l’unico
personaggio ad esser nominato per nome e cognome) è un portiere di
albergo, ed ha problemi di natura sessuale. Karen è parrucchiera, è
bella e solare salvo il problema di una madre malata. Hal-Finn gestisce
un ristorante presso la stadio: è un tifoso della Juventus e considera
il ristorante come casa sua. Giulia è italiana, lavora con Hal-Finn: è
sensuale e cerca un marito. In comune queste persone hanno la
solitudine, la nazionalità danese, il paesotto dove vivono e una
passione: la lingua italiana. E grazie ad una scuola comunale in cui
apprendono l'idioma
intrecceranno le loro vite, e capiranno che la solitudine è una scelta
inconscia più che una calamità.
La quarantenne cineasta
Lone Scherfig
realizza un film secondo le regole del DOGMA (riprese a mano, aboliti
attrezzi e luci artificiali, qualsiasi alienazione crono-geografica, né
film di ’genere’,
sonoro solo in presa diretta, niente musiche se non suonate
all’interno delle sequenze: insomma, il film si forma ”qui ed
ora”). E le immagini sgranate, oscillanti e fugaci si compenetrano con
i dialoghi rapidi e costellati di battute lampeggianti, ma efficaci.
L’atmosfera malinconica del Grande Nord, l’aria ghiacciata, il cielo
violaceo sono il fondale su cui scorrono le esistenze di sei giovani
danesi (5 e ½: Giulia
è per metà italiana),
differenti e avvolti nella solitudine, ma fatalmente legati dalla
passione per una lingua: che è
per ossimoro l’elemento
base della comunicazione. E su questa traccia sottile e tenace che si
articola il film: in un alternarsi incalzante di drammi e rivelazioni
questa classe sgangherata di ragazzi (cui si aggiungono 3 simpatiche
signore, che fungono da coro, con i loro commenti) diviene un gruppo di
amici. Il passaggio dall’isolamento allo scambio di esperienze e di
affetto avviene lento ma inesorabile: quasi che la genialoide Lone
Scherfig abbia inteso mozartianamente scandagliare le tragedia di
esistenze in costante affanno per farne affiorare le paure e le
disperate impennate di coraggio che si occultano nell’animo. Per ciò
i protagonisti della commedia sono degli “everyman”,
‘l’Ognuno’, che anima lo schermo come un vasto specchio dentro cui
scorgiamo noi stessi.
Luigi
Senise
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