Anno VII - Numero 32 - Aprile 2002

I film del mese


AMORE A PRIMA SVISTA
(SHALLOW HALL)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Sceneggiatura
: Sean Moynihan, Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Fotografia
: Russel Carpenter
Scenografia
: Sidney J. Bartholomew Jr.
Costumi
: Pamela Withers
Musica
: Ivy
Montaggio
: Christopher Greenbury 
Prodotto da
: Bradley Thomas, Charles B. Wessler, Bobby Farrelly, Peter Farrelly
(USA, 2001)

Durata: 113’
Distribuzione cinematografica
: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Rosemary: Gwynet Paltrow
Hal: Jack Black
Mauricio: Jason Alexander
Steve Shanahan: Joe Viterelli
Walt: Rene Kirby

Hal Larsen è la quintessenza dell’individuo vuoto, attratto dalle donne esclusivamente in base al loro grado di avvenenza. Nonostante non sia proprio un bel giovane, continua a cercare appuntamenti con ragazze che hanno corpi, sorrisi e stile vicini alla perfezione, seppur lontane dalle sue possibilità. Ma quando, dopo una seduta improvvisata in un ascensore con il guru del self-help, Tony Robbins, si ribaltano le sue percezioni, egli comincia a vederne soltanto la bellezza interiore. Uomo rinnovato, conosce e s’innamora della dolce Rosemary, volontaria sovrappeso dei corpi di pace. Confondendo la gentilezza e lo spirito della ragazza con il suo aspetto fisico, Hal inizia insieme a lei un’intensa storia d’amore, fraintesa dagli amici e derisa dagli sconosciuti. Ne nascerà un incontenibile intreccio di equivoci che metterà a dura prova la sopravvivenza del loro idilliaco rapporto.

Giunti ormai al quinto lungometraggio, i fratelli Farrelly hanno se non altro diritto all’approvazione di uno stile. Nella loro forma si aggrovigliano i nodi espressivi di uomini come Hawks, Wilder, Landis e Zucker, da cui scolasticamente attingono, se non la disinvoltura e l’integrità, perlomeno l’impulso a tentare le strade della provocazione. Indubbiamente usano delle scorciatoie, tra cui risalta l’abuso di un impudico linguaggio fisico, oltre che verbale, o lo sfoggio enfatico dei colori sgargianti che impregnano la rappresentazione. Le loro velleità stilistiche, ad ogni modo, compongono una satira iconoclasta che vuol divertire modellandosi nella sollecitazione di repulsione e di oscenità, attraverso un umorismo che contrasta il comune senso del pudore. 

Per questo, “Amore a prima svista” diventa interessante proprio quando scardina le regole della commedia romantica ed esclude dai determinanti della sua messinscena la bellezza, oggi giunta a saturare la struttura di un genere convenzionalmente patinato. Non a caso, i lineamenti dolci della Paltrow si contrappongono con efficacia alla sua trasfigurazione adiposa e decadente, quasi a voler meccanicamente ricordare alcuni distintivi scherzi tarantiniani consacrati alla falsificazione della realtà (celebre la goffa danza del ballerino John Travolta in “Pulp Fiction”). D’altra parte, come accade non di rado nei film dei fratelli Farrelly, si ride occasionalmente e più spesso si sorride, poiché nonostante ognuno dei loro film nasca da un’intuizione brillante, l’assenza di struttura e di consequenzialità mutila la ricerca di un equilibrato linguaggio comico. Resta a tratti un film esilarante e brioso interpretato da un cast convincente, che offre l’occasione di divertirsi con leggerezza davanti all’ipotesi di un mondo alla rovescia.

Francesco Russo


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