Anno VI - Numero 25 - Settembre 2001

I film del mese


LE VIE DELLA VIOLENZA
(THE WAY OF THE GUN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e RegiaChristopher McQuarrie
Fotografia
Dick Pope
Scenografia
Maia Javan
Costumi
Genevieve Tyrrel, Heather McQuarrie
Musica
: Joe Kramer
Montaggio
Stephen Semel
Prodotto da
Kenneth Kokin
(USA, 2000)

Durata
115’
Distribuzione cinematografica
BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Parker: Ryan Philippe
Lonbauch: Benicio del Toro
Robin: Juliette Lewis
Sarno: James Caan
Abner: Geoffrey Lewis
Allen Painter: Dylan Kussman

Parker e Longbauch (rispettivamente Ryan Philippe e Benicio del Toro) sono due gangster a loro modo onesti: conoscono la propria scelta e non chiedono mai pietà. Simili a Buth Cassidy e Sundance Kid i due s’imbattono in un caso strano. Una ragazza (Juliette Lewis) in cinta per conto terzi di una coppia ricca e malavitosa che non intende passare il periodo della gravidanza, e che ha promesso alla ragazza una lauta ricompensa in cambio dello stato interessante preso a nolo. Va da sé che il ricco e maligno promesso padre (il grande James Caan) comincia la caccia contro i due squinternati fuorilegge, che intanto hanno rapito la ragazza, con in grembo il figlio del boss.

Il regista Christopher McQuarrie (già Oscar come sceneggiatore de ’’I Soliti Sospetti’’, diretto da Brian Singer), con una sceneggiatura ancora di suo pugno racconta la disperata storia di due sbandati e del loro triste destino attraverso un road-movie polveroso. Con stile conciso e colto, che rianima certe sequenze di Sam Peckinpah, da ’’Il Mucchio Selvaggio’’ – per le scene pirotecniche -, a ’’Voglio la testa di Garcia’’ – per l’atmosfera di odio e sudore - e a ’’The Gateway’’, per alcune locations e per la struttura narrativa fondata sul viaggio. McQuarrie non sfigura al cospetto del regista indiano-americano. Dalla recitazione degli attori: controllata, quasi muta ma fitta di sguardi che inceneriscono lo schermo, quella di Benicio del Toro; isterica e passionale quella di Ryan Philippe; e tremebonda ma decisa quella di Juliette Lewis. Il film, pur non scintillante per originalità, offre comunque sequenze audaci e dialoghi fluidi e conformi al clima teso e stralunato (viene alla mente anche ’’U Turn’’ di Oliver Stone), Un film dunque che prefigura una carriera di regista e non solo di scrittore per Chris McQuarrie.

Luigi Senise


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